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Festival di Cannes 2024: presentazione

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Anche senza Hollywood

Sarà l’immagine di un grande film giapponese, Rapsodia in agosto, una delle ultime opere di Akira Kurosawa a campeggiare sulla croisette, scelta come poster del Festival di Cannes 2024, che si terrà nella ridente cittadina della Costa Azzurra dal 14 al 25 maggio. Quel grande occhio che rappresentava l’esplosione atomica di Nagasaki diventa ora il simbolo del festival, la palma, con i personaggi del film come spettatori. Il film di Kurosawa era in realtà un’opera internazionale, con la presenza di Richard Gere che sarà sulla croisette come interprete del nuovo film di Paul Schrader Oh, Canada. E lo stesso Kurosawa sarà rappresentato in Cannes Classics con I sette samurai.

Un concorso strepitoso quello di Cannes di quest’anno, che vede in competizione, per la Palma d’Oro, tanti giganti del cinema classico, Francis Ford Coppola, con Megalopolis, o il già citato film di Schrader, o David Cronenberg con The Shrouds, e tanti giganti che si sono affermati negli ultimi decenni, come Jia Zhang-ke, che porta Caught by the Tides, o Miguel Gomes, con la sua ultima opera Grand Tour, o Yorgos Lanthimos, presente con Kind of Kindness. Fuori concorso il film d’apertura del matto Quentin Dupieux, Le deuxième acte, il nuovo capitolo della saga di Mad Max Furiosa: A Mad Max Saga sempre di George Miller, e il film di mezzanotte orientale Twilight of the Warriors: Walled In di Soi Cheang. E poi un altro film sui nativi americani di Kevin Costner Horizon: An American Saga, nonché un’opera che vede tra i coautori il genio dell’animazione Guy Maddin, Rumours, insieme a Evan Johnson e Galen Johnson. Nella Cannes Premiere invece troviamo Leos Carax con C’est pas moi, mentre Rithy Panh torna al centro di tutto il suo cinema con Rendez-vous avec Pol Pot.

Ancora opere di grande interesse tra gli special screening: An Unfinished Film di Lou Ye, Claire Simon con Apprendre, Oliver Stone, concoadiuvato da Rob Wilson, con Lula, ennesima intervista questa volta al presidente brasiliano. Sergei Loznitsa prosegue con le sue cronache ucraine, dieci anni dopo Maidan, con The Invasion, e poi Spectateurs! di Arnaud Desplechin. Nella parallela Quinzaine des cinéastes troviamo una autentica chicca, ovvero Ghost Cat Anzu, opera d’animazione giapponese cofirmata dall’animatrice Yoko Kuno e dal regista, non d’animazione, Nobuhiro Yamashita, che tutti ricordano per Linda Linda Linda. Anche Cannes Classics apre con un botto, ovvero il nuovo restauro del Napoléon di Abel Gance, anche se si tratta solo della prima parte: la seconda con il finale su tre schermi è evidentemente impossibile tecnicamente. Altre opere digitalizzate (parlare di restauro è il più delle volte improprio) notevoli sono Johnny Got His Gun, il capolavoro antimilitarista di Dalton Trumbo, o Les Parapluies de Cherbourg, il capolavoro en chanté di Jacques Demy.

Giampiero Raganelli

Riepilogo recensioni per sezione della 77esima edizione del Festival di Cannes

Concorso lungometraggi

Kinds of Kindness di Yorgos Lanthimos

Megalopolis di Francis Ford Coppola

Oh, Canada si Paul Schrader

Caught by the Tides di Jia Zhangke

The Seed of the Sacred Fig di Mohammad Rasoulof

All We Imagine as Light di Payal Kapadia

Grand Tour di Miguel Gomes

Limonov di Kirill Serebrennikov

Parthenope di Paolo Sorrentino

The Substance di Coralie Fargeat

Emilia Pérez di Jacques Audiard

Anora di Sean Baker

The Girl With the Needle di Magnus von Horn

Three Kilometres to The End of the World di Emanuel Pârvu

The Shrouds di David Cronenberg

Bird di Andrea Arnold

L’amour ouf di Gilles Lellouche

La Plus Précieuse des marchandises di Michel Hazanavicius

Fuori Concorso

Le deuxième acte di Quentin Dupieux

Furiosa: A Mad Max Saga di George Miller

Horizon: An American Saga – Capitolo 1 di Kevin Costner

Rumours di Guy Maddin, Evan e Galen Johnson

L’Arte della gioia di Valeria Golino

Quinzaine des Cinéastes

Directors Factory Philippines di Autori Vari

Savanna and the Mountain di Paulo Carneiro

Eat the Night di Caroline Poggi e Jonathan Vinel

Volveréis di Jonàs Trueba

À son image di Thierry De Peretti

To A Land Unknown di Mahdi Fleifel

Un Certain Regard

Flow di Gints Zilbalodis

When the Light Breaks di Rúnar Rúnarsson

The Shameless di Konstantin Bojanov

Santosh di Sandhya Suri

Cannes Premiere

Rendez-vous avec Pol Pot di Rithy Panh

Jim’s Story di Arnaud e Jean-Marie Larrieu

Miséricorde di Alain Guiraudie

Semaine de la Critique

Locust di KEFF

Julie Keeps Quite di Leonardo van Dijl

Dancing in the Corner di Jan Bujnowski (cortometraggio)

Blue Sun Palace di Constance Tsang

Concorso cortometraggi

Perfectly a Strangeness di Alison McAlpine

The Man Who Could Not Remain Silent di Nebojša Slijepčević

Special Screenings

Moi Aussi di Judit Godréche (cortometraggio)

Le Fil di Daniel Auteuil

Nasty – More Than Just Tennis di Tudor D. Popescu, Cristian Pascariu, Tudor Giurgiu

Sauvages di Claude Barras

Midnight Screenings

The Balconettes di Noémie Merlant

I, The Executioner di Ryoo Seung-wan

Twilight of the Warriors: Walled In di Soi Cheang

Cinéma de la Plage

A Boat in the Garden di Jean-François Laguionie

My Way di Thierry Teston e Lisa Azuelos

ACID

Kyuka: Before Summer’s End di Kostis Charamountanis

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