Home In sala Uscite della settimana Masters of the Universe

Masters of the Universe

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VOTO: 7,5

Il ritorno di He-Man

Nell’Oklahoma di oggi, il giovane Adam (Nicholas Galitzine) è cresciuto raccontando strane storie cui nessuno crede: egli dichiara infatti di venire dal lontano pianeta Eternia, di esserne il principe ereditario e di poter tornare a casa solo riuscendo a trovare la perduta Spada del Potere. Ed è tutto vero, perché quando aveva soli dieci anni il palazzo reale in cui viveva è stato assalito dalle forze del malvagio Skeletor (Jared Leto, che forse stavolta ha trovato un ruolo che gli si addice sul serio) e del suo braccio destro, la strega Evil-Lyn (Alison Brie), costringendolo alla fuga. Si è lasciato alle spalle l’amica d’infanzia Teela (Camila Mendes) e il suo mentore-istruttore Duncan (Idris Elba), ovvero il Man-at-Arms (Uomo d’Arme) del Re e capitano delle guardie, nonché padre adottivo di Teela. Solo l’intervento della Maga (Morena Baccarin) gli ha permesso di varcare un portale magico all’interno del misterioso Castello di Grayskull per mettersi in salvo ma, nel farlo, il bambino ha smarrito la magica spada che gli avrebbe garantito il ritorno. Nel frattempo i suoi genitori, il Re Randor e la Regina Marlena, sono stati fatti prigionieri mentre chi è riuscito a scampare al massacro ha dato inizio ad una lunga guerriglia.
Quindici anni dopo, le instancabili ricerche di Adam, ormai adulto, danno i loro frutti: l’arma viene finalmente rintracciata, ma non appena il principe ne rientra in possesso si mettono in moto una serie di inarrestabili eventi. Lasciatasi alle spalle la vita sulla Terra, fatta comunque di ipocrisia, di un lavoro triste e di prospettive ben poco entusiasmanti, è il momento di trasformarsi nel potentissimo He-Man, salvare gli amici, riconquistare una Eternia piagata dal lungo conflitto, liberare i suoi genitori e gli eroi rimasti, per poi poter passare al tanto atteso contrattacco e sconfiggere le armate mostruose di Skeletor.
La Mattel spera di cogliere un altro grande successo dopo quello ottenuto con Barbie (2023), affidando al regista Travis Knight, già alla guida del gustoso Bumblee (film riguardante i Transformers del 2018) , una pellicola che in fin dei conti risulta essere molto divertente. I giocattoli della linea Masters of the Universe divennero, anche un po’ a sorpresa, una delle indiscusse icone pop degli anni Ottanta, complice anche un azzecato e popolarissimo cartone animato della Filmation, trasmesso e replicato in ogni angolo del globo. E anche a distanza di quarant’anni i Masters vantano ancora un buon numero di fan ed edizioni celebrative e collezionabili di quelle che oggi chiamiamo action figures. Dunque, con una storia tanto lunga alle spalle, questo titolo arriva senza dubbio con un certo ritardo e qualche sopracciglio alzato, soprattutto quando si è trattato di vedere il cast che in ultima analisi, però, funziona e anzi, in qualche caso, come quello di Alison Brie e Morena Baccarin, è perfino sottoutilizzato. Non è la prima volta che i personaggi sbarcano sul grande schermo, lo fecero già nel 1987 con un film tremendamente kitch e a basso budget che vide Dolph Lundgren nei panni del possente Adam/He-Man (e che qui appare in un meritato cameo), ma stavolta si è cercato di fare le cose in grande.
La sceneggiatura, che ormai, com’è purtroppo consuetudine, è firmata da un piccolo esercito di autori, fa il suo dovere senza produrre nulla di incredibile: i personaggi d’altra parte sono tanti e, fatta eccezione per quelli principali, non sono granché caratterizzati, se non per i costumi e qualche faccina al momento giusto. Probabilmente non era possibile fare di più per quello che sembra (viste anche le numerose scene post-credit) solo il primo di una serie di episodi cinematografici. E non a caso tanti altri famosi guerrieri sono stati lasciati fuori, tenuti in riserva per il futuro. La ricca mitologia del mondo che, nel 1982, fece il suo debutto nelle vetrine dei negozi di giocattoli, è usata con il contagocce: ci viene detto poco o nulla del mirabolante Castello di Grayskull e dei suoi antichi e favolosi misteri, come non viene spiegato chi è davvero la Maga e perché ne è la custode o, ancora, per quale motivo esiste la guerra con Skeletor. Ma, nonostante le due ore abbondanti di durata, forse c’era davvero poco tempo per raccontare subito tutto. Il risultato finale è comunque positivo, contro ogni aspettativa, grazie ad un ritmo narrativo adeguato, citazioni così numerose da meritare una seconda visione, effetti speciali, battaglie e una buona dose di ironia per stemperare le assurdità che solo una linea di giocattoli “sword & sorcery” per bambini degli anni Ottanta poteva generare. Sì alcuni passaggi sono sbrigativi o poco credibili, ma non è davvero questo il genere di film che si va a vedere per cercare chissà che trama raffinata. Il suo compito è invece svolto egregiamente, senza prendersi troppo sul serio ma andando al sodo, accontentando il pubblico e limando le istanze woke quel tanto che basta a non farci insopportabili sermoni quando vogliamo semplicemente divertirci un pomeriggio al cinema. E nonostante anche due o tre brutte battute, alla ricerca di quel forzato umorismo in stile “Marvel” cui nessuno pare voler rinunciare per stemperare alcuni dei momenti più intensi e drammatici. Ma non sempre per fortuna. Rimane dunque una entusiasmante avventura, non perfetta ma che comunque diverte, sa emozionare nei momenti chiave, e che lascia gli spettatori sorridenti, desiderosi di rivedere presto He-Man e i Dominatori dell’Universo combattere ancora per il Bene. E di questi tempi, non è certo poco.

Massimo Brigandi

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