La leggenda si racconta: storia di una canzone senza tempo
My Way, film documentario di Thierry Teston (in collaborazione con Liza Azuelos), selezione ufficiale di Cannes 2024 ed ora in programma all’11esima edizione del Seeyousound Festival di Torino, racconta come è nata la canzone divenuta leggenda nell’interpretazione di Frank Sinatra, alternando interviste a repertorio d’epoca, interpretazioni di altri artisti (in rilievo le più recenti, quella della cantautrice francese Clara Luciani e del cantante americano Ben Harper, che mostrano i due volti – appunto francese e statunitense – del celebre brano) ed aneddoti più o meno noti.
La scelta di due interpreti divisi dall’Oceano Atlantico è simbolo della genesi stessa della mitica composizione: My Way, come racconta nel film la canzone stessa (a darle voce, la celebre Jane Fonda) è un miracolo: nasce infatti in Francia, dalle note composte da Jacques Revaux nel 1967 e dal testo a quattro mani di Gilles Thibaut e del noto cantante parigino Claude Francois, che la interpretò per primo con il titolo Comme d’habitude, per poi essere riadattata da un francocanadese, Paul Anka, autore del testo inglese, My Way appunto, totalmente diverso nel contenuto dall’originale, e portata al successo da un americano, Frank Sinatra, la cui interpretazione ha reso il brano leggendario. Musica e parole, come nel film Scrivimi una canzone (Music & Lyrics) di Marc Lawrence, interpretato da Hugh Grant e Drew Barrymore: è l’armonia delle due a rendere un brano indimenticabile; e se Comme d’Habitude, canzone che parla di un amore deluso, il cui testo, nato istintivamente dal cuore di Francois, è “nato dalle lacrime”, è un grande successo, la sua versione inglese, My Way, ha raggiunto le vette più alte del firmamento musicale, divenendo una canzone senza tempo e senza età, tradotta ed interpretata in tutto il mondo.
Infatti, al di là della sua genesi miracolosa, che il regista mostra con spezzoni d’annata ed interviste a Jacques Revaux, Paul Anka, Gilles Thibaut, My Way ha attraversato epoche, confini e generazioni: è stata la canzone testamento di Sinatra, l’inno alla ribellione ed alla libertà in epoca punk nella versione di Sid Vicious dei Sex Pistols e dopo il crollo del muro di Berlino nell’interpretazione di Nina Hagen, nel primo concerto “a Germania unificata”; è stata finanche parodiata ironicamente dal duo pop Sparks (Russel e Ron Mael) con “When do I get to sing My Way”, che non è una cover ma piuttosto una canzone sulla canzone stessa. Protagonista assoluta, My Way prende vita nel documentario di Theston e Azuelos: è essa stessa a raccontare la sua storia per voce di Jane Fonda, artificio che rende ancor più originale ed intrigante l’opera documentaria.
Tra gli interventi più interessanti di My Way, quello puramente tecnico del compositore premio Oscar Gabriel Yared, che sottolinea come la canzone abbia una melodia iniziale indimenticabile, che si ripete poi un tono sotto, mentre una stessa armonia si ripete cambiando ogni volta l’atmosfera; non c’è il classico refrain o chorus, il ritornello, ma c’è invece un grande bridge, un verso che si sviluppa, un’apertura. A detta di Yared, Jacqes Revaux era “ispirato dagli angeli quando ha scritto la musica”!
Tra gli aneddoti raccontati, poi, assurda la tragedia del 2010 a Manila, nelle Filippine, quando una donna è stata uccisa a causa della sua pessima interpretazione di My Way ad un karaoke; la storia, narrata dalla giornalista di Manila Anri Ichimura, ha un che di surreale; a testimoniare però l’universalità ed il mito che la canzone stessa rappresenta. Tanto da divenire finanche – stavolta in positivo – una fragranza di Armani: simbolo della libertà di vivere la vita “a modo proprio”, il profumo My Way è rivolto a giovani donne, invitate appunto a vivere la vita a modo loro. Se Sinatra canta un uomo che, arrivato alla fine, riflette sul suo passato, Armani intende invece rappresentare una speranza per il futuro.
My Way, insomma, non è solo Frank Sinatra (che ha comunque un ruolo di primo piano nel successo del brano e nel film, presente in numerose immagini e filmati d’epoca, in particolare con il RatPack, gruppo formato con Dean Martin e Sammy Davis Jr); è una canzone senza tempo, potente, una canzone di ribellione e libertà. E come dirà lei stessa (sempre per mezzo della voce di Jane Fonda): “I am the song that belongs to no one. I am the song that belongs to everyone. At the end of the day, my way is your way, their way, and above all, Our Way. My story is our story, your story”. My Way è la canzone che appartiene a tutti e a nessuno, perchè racconta la sua storia che è anche la nostra storia: di una vita vissuta a modo mio, a modo loro, a modo nostro. E ancora oggi, la sua forza rimane lì, salda, su entrambe le sponde atlantiche, fonte d’ispirazione e di vita da vivere.
Michela Aloisi









