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Le donne al balcone

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VOTO: 6

Le finestre di fronte

Gli addetti ai lavori, la critica e il pubblico la ricorderanno – e non può essere altrimenti dato il livello della performance – per il ruolo della protagonista in Ritratto della giovane in fiamme, la cui straordinaria e intensa interpretazione le è valsa un Premio Lumière e una candidatura ai César. Ma Noémie Merlant, oltre ad essere una delle attrici più in vista e talentuose del panorama audiovisivo francese, è anche una sceneggiatrice e regista da tenere sott’occhio. Tra una prova e l’altra davanti la macchina da presa, la Merlant ha infatti trovato il tempo di misurarsi in diverse occasioni con la regia sia sulla breve che sulla lunga distanza. La più recente è quella che l’ha vista impegnata su diversi fronti nel film Le donne al balcone (The Balconettes), per il quale ha lavorato per quattro anni alla scrittura assieme a Céline Sciamma, che l’aveva diretta proprio nella pellicola del 2019.
La pellicola ci porta in una torrida estate marsigliese al seguito di tre giovani inquiline (interpretate da Sanda Codreanu, Souheila Yacoub e dalla stessa Merlant) di un vivace condominio che si dilettano a spiare dal balcone del loro appartamento la vita di un attraente vicino di casa. Ma quando l’uomo le invita a casa sua per un drink a tarda notte, le conseguenze saranno terrificanti e deliranti e le tre amiche dovranno escogitare una soluzione rocambolesca per uscire dai guai e rivendicare la loro libertà.
A giudicare dal plot è fin troppo evidente quanto per la sua opera seconda, in uscita nelle sale nostrane con Officine UBU dal 20 marzo dopo le anteprime alle passate edizioni di Cannes e della Festa del Cinema di Roma, la Merlant abbia voluto cambiare totalmente pelle rispetto a Mi Iubita Mon Amour, passando dal classico romance a un più audace cocktail di commedia, dramma, horror, splatter e ghost story. Il tutto però conservando intatta una base corale e di femminilità fiammeggiante attraverso la quale l’autrice presenta un suo punto di vista sulla sorellanza e sulle relazioni uomo-donna, cucendo insieme tematiche dal peso specifico rilevante come il consenso, il desiderio, l’abuso coniugale, l’aborto, la violenza di genere e il body shaming. Tutto questo materiale incandescente destinato a implodere e a riversarsi sullo schermo fa de Le donne al balcone un film imprevedibile, sfrontato, provocatorio e fuori dagli schermi, con il quale l’autrice si è presa una bella dose di rischi, dimostrando un coraggio non indifferente nel dire e mostrare senza filtri e timori reverenziali. Cosa che andrebbe tenuta in considerazione nel momento stesso in cui ci si pronuncia sull’operato e sul risultato finale, indipendentemente dal fatto che possa piacere oppure no. Ed è ciò che abbiamo fatto quando abbiamo espresso il nostro giudizio in merito.
Quella dell’attrice e regista parigina è un’opera strabordante, satura e sapida negli eccessi, spesso fuori controllo e squilibrata nella gestione degli ingredienti narrativi, drammaturgici ed estetico-formali a disposizione, ma capace di guizzi tecnici(vedi il piano sequenza iniziale e le scene degli incubi ad occhi aperti di Nicole), di un efficace sali e scendi al di sopra e al di sotto delle righe tanto da sconfinare persino nella farsa e di virate improvvise che le permettono di transitare da un genere a un altro con la velocità di un battito di ciglia, piazzando anche qualche citazione più o meno consapevole al cinema dei Coen, Korine e Cronenberg.

Francesco Del Grosso

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