Tante storie sotto il cielo di Berlino
Quanta emozione, quanta trepidazione, ogni anno, con l’approssimarsi del Festival di Berlino! Sarà che, nonostante le temperature invernali, la piccola e accogliente Marlene-Dietrich-Platz ci fa sentire quasi “protetti”, come in una sorta di piccola isola felice in cui siamo soli con il nostro amato Cinema. Sarà che i numerosi chioschi dove potersi ristorare tra una proiezione e l’altra conferiscono alle strade quel profumo caratteristico che tanto sa di “internazionalità”. Sarà anche – e soprattutto – che in qualsiasi cinema della Berlinale ci si rechi, si può fruire della visione filmica nel miglior modo possibile grazie a schermi enormi e a sale attrezzate di ogni comfort.
Al di là di tutte queste considerazioni, tuttavia, non bisogna dimenticare l’elemento principale che fa del presente festival un evento internazionale attento non soltanto a ciò che le grandi major hanno prodotto nell’ultimo anno, ma anche a opere spesso indipendenti che non disdegnano di sperimentare, di quando in quando, anche nuovi linguaggi: il Cinema. Il Cinema a Berlino viene da sempre onorato in ogni modo. Stesso discorso vale per questa 74° edizione della Berlinale, che, sempre sotto la direzione artistica di Carlo Chatrian, avrà luogo dal 15 al 25 febbraio 2024 e che, almeno sulla carta, sembra decisamente ricca di spunti interessanti.
Per quanto riguarda il concorso, giusto per fare qualche esempio, si contenderanno l’ambito Orso d’Oro, tra gli altri, nomi del calibro di Hong Sangsoo (con A Traveler’s Needs), Victor Kossakovsky (con il documentario Architecton), Mati Diop (con Dahomey), Bruno Dumont (con L’Empire), Olivier Assayas (con Hors du temps), Claire Burger (con Langue Étrangère) e gli italiani Piero Messina (con Another End) e Margherita Vicario (con la sua opera prima Gloria!).
Ma, naturalmente, non è tutto! Come di consueto, infatti, anche in questa 74° edizione del Festival di Berlino saranno presenti numerose sezioni collaterali e retrospettive atte a fornirci un’idea il più esaustiva possibile di quanto la settima arte abbia realizzato in questi ultimi mesi. Per quando riguarda la costante ricerca di nuovi linguaggi cinematografici, ad esempio, particolarmente degne di nota sono, come da tradizione, le sezioni Forum (dove, tra gli altri, sarà presente anche la nostra Costanza Quatriglio con Il cassetto segreto), Forum Expanded ed Encounters (dove saranno presenti, giusto per fare un paio di esempi, anche Yorgos Zois con Arcadia e Ruth Beckermann con Favoriten).
Per chi, invece, abbia voglia di cinema maggiormente “mainstream”, ecco che le sezioni Panorama (che quest’anno vanta in palinsesto anche nomi del calibro di André Techiné – con Les Gens d’à Côté – e Bruce LaBruce – con The Visitor), e Berlinale Special, dove verranno presentati anche i nuovi lavori di Tsai Ming-liang (Abiding Nowhere), di Abel Ferrara (Turn in the Wound), di Edgar Reitz e Jörg Adolph (Filmstunde_23), del vincitore dell’Orso d’Oro 2023 Nicolas Philibert (Averroès & Rosa Parks) e dei “nostrani“ Fabio e Damiano D’Innocenzo (Dostoevskij), sono pronte a soddisfare proprio tutti. Se a tutto ciò sommiamo le numerose retrospettive, i Berlinale Shorts e la sezione Generation, dedicata al mondo dei giovani e giovanissimi, ecco che questa Berlinale 2024 si preannuncia un appuntamento a dir poco irrinunciabile.
A breve, il lungometraggio Small Things Like These di Tim Mielants – anch’esso in corsa per l’Orso d’Oro e con protagonista l’acclamato Cillian Murphy, reduce dal successo di Oppenheimer di Christopher Nolan – aprirà ufficialmente il festival. Da questo momento in avanti, ciò che ci aspetta è un’avventura dopo l’altra, da vivere a 360° gradi nel buio della sala. Pronti per questo nuovo viaggio? Se volete saperne di più, restate sintonizzati con noi per scoprire ciò che questa 74° Berlinale ha da regalarci.
Marina Pavido
Riepilogo recensioni dalla 74esima edizione della Berlinale
Concorso
Small Things Like These di Tim Mielants
My Favourite Cake di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha
A Different Man di Aaron Schimberg
From Hilde, with Love di Andreas Dresen
Another End di Piero Messina
Hors du temps di Olivier Assayas
Dahomey di Mati Diop
L’Empire di Bruno Dumont
Architecton di Victor Kossakovsky
A Traveler’s Needs di Hong Sangsoo
The Devil’s Bath di Veronika Franz e Severin Fiala
Gloria! di Margherita Vicario
Black Tea di Abderrahmane Sissako
Vogter di Gustav Möller
Sterben di Matthias Glasner
La cocina di Alonso Ruizpalacios
Berlinale Special
Filmstunde_23 di Edgar Reitz
Seven Veils di Atom Egoyan
The Strangers’ Case di Brandt Andersen
Supersex di Francesca Manieri, Matteo Rovere, Francesco Carrozzini, Francesca Mazzoleni
Spaceman di Johan Renck
Love Lies Bleeding di Rose Glass
Sasquatch Sunset di David e Nathan Zellner
Encounters
Matt and Mara di Kazir Radwanski
Some Rain Must Fall di Qiu Yang
Panorama
Memorias de un cuerpo que arde di Antonella Sudasassi
I Saw Three Black Lights di Santiago Lozano Álvarez
Brief History of a Family di Jianjie Lin
No Other Land di Autori Vari
Faruk di Aslı Özge
Cu Li Never Cries di Phạm Ngọc
Sex di Dag Johan Haugerud
Forum
Exhuma di Jang Jae-hyun
Generation
Muna di Warda Mohamed (corto)
Reinas di Klaudia Reynicke
Disco Afrika: A Malagasy Story di Luck Razanajaona
Last Swim di Sasha Nathwani









