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Festival CinemAmbiente 2026: presentazione

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Cinema con il pollice verde

La 29esima edizione del Festival CinemAmbiente, la più importante manifestazione italiana dedicata ai film a tema ambientale, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema e diretta da Lia Furxhi, si svolge dal 3 al 7 giugno 2026 a Torino e online sulla piattaforma OpenDDB.
Il Festival si inaugurerà mercoledì 3 giugno con una serata dedicata alla Groenlandia e alla sua storia presentando la versione restaurata di Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia, 1922), sonorizzata dal vivo dalla band inuit Inuk: un omaggio al territorio-simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, e un prologo a uno degli argomenti centrali della 29esima edizione – lo scioglimento dei ghiacciai – che ispira anche l’immagine-guida firmata dal regista e disegnatore Roberto Catani. Il Festival si chiuderà domenica 7 giugno con l’anteprima italiana di Groundswell, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa dai registi statunitensi Josh e Rebecca Tickell.
L’edizione 2026 presenta 69 film, in arrivo da 30 nazioni, suddivisi in sezioni competitive e proiezioni speciali Il Concorso documentari presenta 8 lungometraggi con stili, ambientazioni e temi molti diversi tra loro. Rua do pescador, n° 6, con cui l’attrice e regista brasiliana Bárbara Paz racconta il day after di una delle più devastanti alluvioni del suo Paese; Time and Water, della candidata al premio Oscar Sara Dosa, tratto dall’opera omonima, di successo mondiale, in cui lo scrittore islandese Andri Snær Magnason, protagonista del film, intreccia memorie personali con le storie dei ghiacciai in via di estinzione; Social Landscapes, di Jonas Meier, che si interroga su quanto e come la nostra percezione dei luoghi meta dei nostri viaggi sia condizionata dagli algoritmi di un mondo sempre più iperconnesso; Arctic Link, di Ian Purnell, che esplora gli ultimi luoghi ancora non cablati nell’epoca della globalizzazione delle rotte digitali sottomarine; Desert Passages, di Kevin Brennan e Laurence Durkin, che segue, negli Stati Uniti e fino al turbolento confine con il Messico, il corso del fiume Colorado e le conseguenze umane, sociali e politiche del suo inarrestabile prosciugamento; In Excess, di Melissa Langer, che a partire da una grande città come Filadelfia, segue invece il flusso crescente dei rifiuti esondante verso misteriosi siti esteri di smaltimento; Nuisance Bear, di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden, che si mette sulle tracce degli orsi polari costretti a una forzata convivenza con gli umani perché la loro rotta di migrazione è interrotta del cambiamento climatico; e, infine, Underland che, tratto dall’omonimo bestseller di Robert Macfarlane e diretto dal regista Robert Petit, ci conduce nell’“altro mondo”, quello del sottosuolo, raccontato dal libro.
Il Concorso cortometraggi comprende 17 titoli, provenienti da 15 Paesi, tutti presentati in anteprima nazionale, che, nella consueta varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione, ritrovano in quest’edizione un denominatore comune nel superamento della rigidità del genere tradizionalmente “ambientale”, con l’abbandono dell’allarmismo e degli aspetti più militanti a favore di storie più personali. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa quindi un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine: sempre in anticipo sui tempi, il cinema “breve”, come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il Pianeta.
La sezione dedicata alla più recente produzione documentaria nazionale, Made in Italy, presenta 23 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, che attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione, raccontando un tempo storico in cui la crisi ambientale modifica i paesaggi interiori ed esteriori e ridefinisce il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. Quattro i lungometraggi presentati dal Festival in anteprima nazionale: I nemici del popolo, di Andrea Marinelli, Anguane, le voci dell’acqua, di Giovanni Pellegrini, Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare, di Davide Marino, e Ci sarà l’acqua, di Elena Valsania.
La sezione Panorama si articola quest’anno in due focus, ciascuno dei quali presenta tre film convergenti su un tema specifico accompagnati da panel di approfondimento. Il primo, Senza limiti? Come ripensare il Pianeta, affronta il tema cruciale dell’iper-sfruttamento delle risorse e del modello economico di crescita infinita che trova oggi la sua opposizione più radicale nel pensiero del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival; al suo intervento faranno da corollario i film Silver, di Natalia Koniarz, Yanuni, di Richard Ladkani, e Hungry, di Susanne Brandstaetter. Il secondo focus, Scienza e (in)coscienza, esplora la discrasia tra la consapevolezza della gravità della crisi ambientale che pesa sulle spalle degli scienziati e la frustrante indifferenza irresponsabile con cui i dati delle loro ricerche vengono accolti da istituzioni e policy makers; i film The Weight of the World (Das Gewicht der Welt), di Florian Heinzen-Ziob, Jason’s Box, di Michael Strassburger, e Elements of(f) Balance, di Othmar Schmiderer daranno spunti diversi di discussione all’incontro collaterale con i registi e con esperti in varie discipline.
La sezione dedicata quest’anno alla realtà virtuale vede protagonista la fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog, ospite del Festival con il dittico formato dai suoi più recenti lavori: Last Whispers, opera dedicata alle lingue estinte e in via d’estinzione, e Any War Any Enemy, poema immersivo contro la guerra.
E infine negli eventi speciali rientrano il consueto appuntamento con il meteorologo Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato annuale del clima e introdurrà il film Lessons in Fire di John Webster; i festeggiamenti per il sessantennale del WWF Italia con la proiezione, in anteprima in sala, del documentario Fulco Pratesi. Nel nome della Natura e con un panel che ripercorrerà la storia del pioniere nazionale dell’ambientalismo e le battaglie, le conquiste e le trasformazioni di un movimento che ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura, la fauna e il paesaggio; il film Generation Trust: A Global Climate Story in the Making, presentato in collaborazione con il Green Team del Politecnico di Torino nell’ambito di “PoliTo Cinema”, che segue cinque vincitori del programma Youth4Climate – iniziativa promossa dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – mentre affrontano la crisi climatica nelle loro comunità.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione dalla 29esima edizione del Festival CinemAmbiente

Panorama

Silver di Natalia Koniarz

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