Torino Film Festival 2020: presentazione

0

Parola d’ordine: innovazione

«Una versione del festival innovativa sotto molti punti di vista sia perché è sempre stato al passo coi tempi, con molta attenzione all’innovazione tecnologica e alle trasformazioni che ci sono naturalmente nel mondo e anche in ambito culturale sia perché ‘innovazione’ è sempre stata una delle parole chiave del cinema e dello stesso Museo del Cinema». Con questi termini ha voluto esordire in conferenza stampa Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema, mettendo immediatamente i puntini sulle i su ciò che è stato ‘costruito’ per questa 38esima edizione (dal 20 al 28 novembre). Il termine innovazione lo ha riutilizzato per evidenziare anche la presenza di masterclass con la Mole Antonelliana che diventa «una sorta di grande studio televisivo» per incontri e spettacoli. Il tutto, a partire dalla visione dei film, in streaming (sulla piattaforma di MYmovies) a causa dell’emergenza corona virus. «L’idea è di ricreare, almeno in parte, quella sensazione di avvolgente accoglienza tipica del Torino Film Festival, un ritrovare e ritrovarsi in una piazza virtuale. Con la volontà di mettere in rete un festival, ricrearne le emozioni e andare oltre all’idea di una fruizione di contenuti on demand», ha affermato con convinzione il Presidente del Museo, Enzo Ghigo.
Gli ha fatto eco il nuovo direttore della kermesse, Stefano Francia di Celle, il quale ha comunicato subito trasporto e determinazione: «Ho intrapreso fin dall’inizio con grande entusiasmo e senso di responsabilità il compito di costruire questa nuova edizione del Torino Film Festival e l’emergenza pandemica ha addirittura rafforzato questo stato d’animo. Intraprendere un’avventura così impegnativa è un po’ come cimentarsi con un’ascensione alpinistica; e ora possiamo dirlo, anche con tutte le difficoltà del caso, siamo arrivati a raggiungere la vetta con quella commistione di fatica e di soddisfazione che lega il gruppo di tutti coloro che hanno accolto questa sfida così complessa. Arrivare vuol dire infatti arrivare insieme e per questo il mio ringraziamento va alle istituzioni che hanno garantito il lavoro della squadra del festival, quella storica con la sua esperienza e con la sua sapienza, e quello dei nuovi elementi che sono stati inclusi nella macchina produttiva del Festival. Tutti, insieme, hanno avuto la capacità di accogliere le mie indicazioni anche quando è stato necessario cambiare direzione, trovare un nuovo sentiero, esplorare vie non battute.
Con l’edizione digitale, però, per la prima volta il TFF raggiungerà un pubblico più vasto anche grazie alla disponibilità della comunità internazionale di cui fanno parte artisti, produttori, distributori che ci hanno permesso di realizzare questa nuova versione: un piccolo tassello del grande mosaico della vita culturale internazionale ma, in questo momento, necessario ad affermare con fermezza l’importanza politica della cultura per il miglioramento della vita di tutti
».
Com’è d’obbligo non poteva mancare il “Concorso Ufficiale”, mosso dall’intento di catturare le stelle nascenti del cinema di domani. «Visioni mozzafiato, di ampia immaginazione e innovazione, opere prime e seconde risonanti di passione che aprono un ventaglio estetico variegato fatto di visioni originali e forti. Uno degli aspetti essenziali del lavoro di selezione è stato mantenere l’impegno di sostenere a pieno la politica internazionale del ‘50/50 by 2020’ lanciata dal Toronto Film Festival. Per la prima volta nel concorso viene infatti riservato uno spazio equo alle produzioni realizzate da registi donne e a quelle realizzate da registi uomini» (dalla nota ufficiale). Tra i titoli vi segnaliamo l’unico italiano: Regina, l’opera prima di Alessandro Grande (vincitore del David di Donatello per il Migliore Cortometraggio nel 2018), con Fracesco Montanari e Ginevra Francesconi.
Ci sembra importante sottolineare una sezione ad hoc, in cui il linguaggio cinematografico dà voce a quello teatrale. Ci riferiamo a “Fuori Concorso – Tracce di Teatro”, dove sono state selezionate due chicche: Quasi Natale di Francesco Lagi (con la compagnia Teatrodilina) e Un soupçon d’amour di Paul Vecchiali.
Non mancano i corti (in concorso e non). Nell’ampia sezione del Fuori Concorso ha trovato ‘casa’ il «cinema del reale con numerosi progetti che ruotano intorno a grandi figure di artisti e intellettuali. Italiani, come Franca Valeri protagonista di Zona Franca di Steve Della Casa, o l’artista torinese Ezio Gribaudo al centro di Ezio Gribaudo – La bellezza ci salverà di Alberto Bader o ancora Goffredo Fofi raccontato da Felice Pesoli nel bellissimo Suole di vento – Storie di Goffredo Fofi. E stranieri come il ritratto del leggendario fotografo Helmut Newton realizzato da Gero von Boehm, Helmut Newton: The Bad and the Beautiful» (dalla nota di presentazione). Sono state incluse anche «una serie di opere documentarie corali che, ognuna in modo diverso, esprimono il senso della collettività sulla cui importanza questo periodo ci ha spesso chiamato a riflettere. Film influenzati dalle difficoltà produttive degli ultimi mesi eppure, forse proprio per questo, capaci di trasmettere un portato ulteriore come La scuola prossima e L’anfora di Clio, strettamente legati a importanti realtà educative. Ma anche film che danno voce a un luogo o una società, approfondendo temi cruciali come quello della circolazione delle armi negli Stati Uniti al centro di My America di Barbara Cupisti, o descrivendo un microcosmo come in Rione Sanità, la certezza dei sogni di Massimo Ferrari o ancora raccontando le trasformazioni della vita social grazie alla cultura e all’arte come in La rivoluzione siamo noi di Ilaria Freccia. Tanto cinema italiano, quindi, che siamo molto contenti di poter presentare in anteprima; a quelli citati si aggiungono altri film coraggiosi come Vera de Verdad di Beniamino Catena, film arditi come l’ideale proseguimento di un cult del cinema italiano firmato da Toni D’Angelo (Calibro 9) e ancora film rigorosi come Il buco in testa di Antonio Capuano».
Di fronte a un cartellone di ben 133 film (ben 52 anteprime mondiali) anche noi dobbiamo ammettere di doverci ‘fermare’ a un punto e invitarvi a prendere personale visione del cartellone, incastrando i vari orari in base ai propri gusti e anche all’istinto.
In un’edizione che ha scelto di essere innovativa, un po’ per cause di forza maggiore, ma soprattutto come linea, vogliamo segnalare “radioAMARCORD” (giovedì 26 novembre, in diretta streaming alle h 21), in occasione del centenario della nascita di Federico Fellini, grazie a cui si potrà riscoprire «una parte sommersa del repertorio artistico del regista riminese: la sua produzione radiofonica. All’inizio degli anni Quaranta Fellini iniziò a collaborare con l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR, la cui direzione generale era a Torino) come autore radiofonico. Da solo, o in coppia con Ruggero Maccari, scrisse decine di copioni: sketch, fantasie, riviste, piccole commedie che segnano di fatto il suo esordio nel mondo dello spettacolo. In occasione del Torino Film Festival verranno messi in scena quattro di questi copioni, conservati nell’Archivio Federico Fellini-Cineteca Comune di Rimini. Con la trasformazione dei rumori in voci umane e le loro tirate sognanti, questi testi rappresentano anche in audio uno spaccato significativo del poetico e visionario universo felliniano» (produzione Fonderia Mercury). Completano gli eventi live “Visioni resistenti”: «tre performance, tre luoghi storici, tre ragioni per non smettere di sognare. Il Primo Atto si svolge al dancing Le Roi, dove il musicteller Federico Sacchi, accompagnato dall’Ukulele Turin Orchestra, racconta il grande musicista Bill Withers attraverso la leggendaria canzone “Lean on me”. Nel Secondo Atto, nella suggestiva cornice del cinema e teatro Maffei, l’autrice satirica Teresa Cinque presenta “Frida e Barbie”, ovvero riflessioni ironiche sul rapporto tra cinema e immagine femminile che neanche la pandemia ha intaccato. Il Terzo Atto, ambientato al cinema Massimo, è “Explora”, un viaggio onirico creato da Project-TO, il duo formato dal compositore e artista multimediale Riccardo Mazza e la fotografa e videomaker Laura Pol. Le coordinate spaziali sono controllate gestualmente in tempo reale e immagini storiche di sale da ballo, scelte nell’Archivio dell’Istituto Luce, collegano il passato con il futuro diventando lo spazio all’interno del quale tutto si muove. Il commento musicale è generato in live-coding e costituisce la quarta dimensione, quella temporale: pulsazione e ampiezza sonora influiscono sulle immagini, contaminando il piano visivo» (venerdì 27 novembre in diretta streaming alle ore 21. Sempre il 27, alle h 17.30 è previsto «il primo incontro di “Schermi Eretici”, durante il quale Caterina Taricano e Fabrizio Dividi intervisteranno Toni Campa, storico patron di Le Roi Dancing inaugurato negli anni Sessanta in collaborazione con Luciana De Biase. Partito da un piccolo paese in provincia di Taranto per fare fortuna, Toni Campa arriva a Torino appena tredicenne, con la ferma convinzione di fare l’attore. Ce la farà, riuscendo a realizzare anche molti altri sogni, come quello di un grande locale in cui far esibire tutti cantanti da lui più amati, il famoso Le Roi Dancing.
“Schermi eretici” è un programma di incontri che proseguirà nel corso del 2021 e in cui troveranno posto le tante storie di film e personaggi anticonvenzionali del mondo del cinema».
Come sempre, vi rinnoviamo l’invito a seguire sugli schermi del festival, aprendo ogni tot una finestra sulla nostra testata per far vivere da altri punti di vista o semplicemente ciò che avrete perso.

Maria Lucia Tangorra

Riepilogo recensioni per sezione della 38esima edizione del Torino Film Festival

Torino 38

Sin señas particulares di Fernanda Valadez

The Evening Hour di Braden King

Wildfire di Cathy Brady

Las niñas di Pilar Palomero

Memory House di João Paulo Miranda Maria

Moving On di Yoon Dan-bi

Botox di Kaveh Mazaheri

Poppy Field di Eugen Jebeleanu

Mickey On the Road di Lu Mian Mian

Hockwald di Evi Romen

Fuori Concorso

Vera de Verdad di Beniamino Catena

A Shot Through the Wall di Aimee Long

Dream Forest di Rene van Rooyen

Cleaners di Glenn Barit

Helmut Newton: the Bad and the Beautiful di Gero Von Boehm

Billie di James Erskine

Calibro 9 di Toni D’Angelo

Une dernière fois di Olympe de G.

Le stanze di Rol

The Dark and the Wicked di Bryan Bertino

Antidisturbios di Rodrigo Sorogoyen (serie tv)

Fried Barry di Ryan Kruger

The Oak Room di Cody Calahan

Funny Face di Tim Sutton

Breeder di Jens Dahl

TFF Doc/Fuori Concorso

Gunda di Victor Kossakovsky

Fuori Concorso/DOC

La scuola prossima di Alberto Momo

Rione Sanità, la certezza dei sogni di Massimo Ferrari

Leave A Reply

2 + 19 =