Fantafestival 2019: presentazione

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Al via un’edizione già ricca di sorprese

Più vivo che mai, il Fantafestival si riaffaccia a Roma qualche mese dopo l’ultima edizione, riappropriandosi della stagione calda e promettendo non poche sorprese. Per il suo 39° compleanno il festival capitolino, amatissimo dai cultori del cinema di genere, si presenta ai blocchi di partenza fortemente rinnovato, a partire ovviamente dalla direzione artistica di Michele De Angelis e Simone Starace, che hanno approcciato questa loro nuova avventura con palpabile e genuino entusiasmo. Ciò è apparso evidente sin dalla preview del 3 giugno alla Casa del Cinema, dove oltre a presentare dettagliatamente il programma del festival hanno voluto concedere agli spettatori un gran bel regalo: la proiezione in pellicola di Zeder (1983), agli occhi di chi scrive il più affascinante lungometraggio di genere tra quelli diretti da Pupi Avati, indiscusso Maestro del “gotico padano”. Per lo spessore delle atmosfere, per gli ammiccanti richiami esoterici, per la “detection” paranormale portata avanti con infinita classe, per le sinistre e morbose epifanie allestite sul set attraverso un sublime artigianato, per il sagace utilizzo di location in grado di generare un’allucinante topografia dell’orrore.

Il forte richiamo esercitato dal film non è stato poi l’unico motivo d’interesse, alla Casa del Cinema: la stessa presenza in sala di Pupi Avati, grande cineasta ma anche “affabulatore” con pochi rivali, dal vivo, si è rivelata strada facendo una piccola lezione di storytelling, una gustosa masterclass su come attingere alla tradizione per narrare poi le storie più spaventose, funambolicamente sospesa tra i tanti ricordi ricordi d’infanzia e le esperienze più recenti del Maestro; il quale, tra l’altro, si è permesso di ironizzare con stile anche sull’opinabilissima data di uscita, in piena estate, opzionata dai distributori per il suo prossimo film, Il Signor Diavolo.
Avati si è del resto soffermato sull’estrema difficoltà di fare cinema di genere oggi in Italia, se si escludono ovviamente quelle commediole stereotipate che non possono essere, però, la soluzione per tutti i problemi. E questo spiega probabilmente le scelte di De Angelis e Starace, che hanno trovato fuori dall’Italia quasi tutti i titoli di matrice contemporanea, inseriti in questa 39a edizione del Fantafestival; un’edizione che guarda invece con fierezza a un più glorioso passato e in particolare alla pellicola, che in fondo non ha mai trovato veri sostituti nel cuore dei cinefili. La programmazione del 10 giugno, cioè oggi, e di martedì 11 giugno, parla chiaro: tra la stessa Casa del Cinema e il vicino Cinema dei Piccoli verranno mostrati, rigorosamente in 35mm, film di culto come Nightmare 2 – La rivincita e L’alieno di Jack Sholder, L’arcano incantatore del più volte menzionato Pupi Avati, Macabro di Lamberto Bava.

Dal 12 al 16 giugno epicentro della manifestazione cinematografica diventerà invece il Nuovo Cinema Aquila, dove ci attende la parte più succosa del variegato palinsesto. In attesa di fare come Marina Ripa di Meana e celebrare, prossimamente, “i suoi primi quarant’anni”, questa 39a edizione: Back to the Moon segna già un possibile punto di svolta segnalandosi per la particolare attenzione al fantastico “d’essai”, capace di raccontare in chiave allegorica la complessità della società moderna.
Fra i titoli che il Fantafestival presenterà in anteprima spiccano Charlie Says (diretto dalla regista di American Psycho Mary Harron e incentrato sulla figura di Charles Manson, distribuzione No.Mad Entertainment), Isabelle (horror soprannaturale con Adam Brody, distribuzione Notorious Pictures), Un couteau dans le coeur (thriller con Vanessa Paradis, in concorso a Cannes) e, in anteprima assoluta, il distopico A Moving Read di Mariano Baino, acclamato regista di Dark Waters e autore anche della conturbante, sfiziosa sigla di questa edizione.

L’ospite d’onore, cui accennavamo prima e al quale viene dedicato un volume bilingue, oltre alla retrospettiva in pellicola, è il regista americano Jack Sholder, autore di autentici cult anni ’80. Fra le presenze più prestigiose anche l’attrice svedese Christina Lindberg, icona anni ’70 ispiratrice di Kill Bill, che presenterà in anteprima il suo ritorno sulle scene con l’horror Black Circle, diretto da Adrián García Bogliano. Dalla Germania arriveranno poi i registi Robert Sigl (Laurin) e Eckhart Schmidt (Loft), che ci accompagneranno in un viaggio nel cinema tedesco più estremo. Sul versante italiano volume monografico anche per Pupi Avati, Maestro cui è stata inoltre assegnata una targa al merito.

Ricordiamo infine che la manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Magnifica Ossessione, in collaborazione con Nuovo Cinema Aquila, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e Centro Studi Cinematografici, con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e il patrocinio di Biblioteche di Roma, Goethe Institut Roma e Istituto Polacco di Roma; con quest’ultimo sempre più attivo, su vari fronti, tant’è che tra i film che attendiamo con maggiori aspettative, vista poi la così intrigante collocazione storica, figura senz’altro Werewolf di Adrian Panek.

Stefano Coccia

Riepilogo recensioni per sezione dal Fantafestival 2019

Selezione Ufficiale

Finale di Søren Juul Petersen

Rakkosh di Abhijit Kokate e Srivinay Salian

Werewolf di Adrian Panek

Beneath the Trees di Marco De Luca

Hanna’s Homecoming di Esther Bialas

Anteprima Italiana

Isabelle di Robert Heydon

Black Circle di Adrián García Bogliano

Anteprime

Un couteau dans le coeur di Ysnn Gonzalez

The Sonata di Andrew Desmond

Charlie Says di Mary Harron

Lisa! di Mario Shollenberger

Cortometraggi

Troll Bridge di Daniel Knight

Dad di Diego Carli

The Dark Dawn di Alessandro Spada

8 di Gabriele Fabbro

Aria di Brando De Sica

The Nix di Nicolai G.H. Johansen

Savage Death Valley di Waldemar Schuur

A Moving Read di Mariano Baino

Omaggio a Jack Sholder

Nel buio da soli (Alone in the Dark)

Omaggio a Eckhart Schmidt

Loft

Omaggio a Robert Sigl

Laurin

Approfondimenti

Intervista a Robert Sigl

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