Black Circle

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Quando l’horror sposa il metafisico

Al 39° Fantafestival arriva la metafisica con Black Circle, presentato dall’attrice svedese Christina Lindberg; nota agli appassionati di film d’exploitation per le sue pellicole degli anni ’70 e ritiratasi nei primi anni ’80, torna qui in grande stile nel ruolo di Lena Carlsson, direttrice di un Istituto di Ricerca sul Magnetismo. Diretto da Adrián García Bogliano, il film narra la storia di due sorelle, di un disco in vinile (il cerchio nero) e di doppelgänger .

Siamo a Stoccolma. La giovane Celeste è in crisi e va dalla sorella maggiore Isa in cerca di aiuto. Questa le regala un disco in vinile sul magnetismo, trovato in casa di un lontano parente defunto; l’ascolto notturno del lato B è, a suo dire, terapeutico. Ella stessa, infatti, ne ha trovato giovamento. Perplessa, Celeste lo accetta. Ma il suo diverso stile di vita e l’uso di alcune droghe le faranno avere visioni della realtà (in primis, una larva identica a lei tra le lenzuola) che la indurranno a tornare dalla sorella per cercare spiegazioni. Ma Isa è cambiata: spaventata al limite della paranoia, è convinta di essere continuamente osservata e seguita da qualcuno che addirittura guida la sua automobile. Insieme, le due sorelle si recano all’Istituto di Ricerca sul Magnetismo dove il disco è stato registrato. Qui, trovano la direttrice Lena Carlsson, che spiega loro che quello inciso sul disco è un esperimento di magnetismo, (cioè, come spiegato ad inizio film da un inserto nello stile di un vecchio documentario televisivo, una forma di ipnosi autonoma rispetto al soggetto, ossia sempre efficace al di là della predisposizione della cavia stessa all’ipnosi), ritirato a suo tempo dal mercato per le inattese conseguenze: la creazione di doppi, identici in tutto e per tutto agli originali e destinati a prenderne il posto nella vita reale. Un po’ come ne L’invasione degli ultracorpi, insomma; solo che qui i doppi non sono alieni ma doppelgänger. Non si possono quindi uccidere, né cacciare con un esorcismo come demoni maligni; l’unica soluzione possibile, è l’esecuzione di un rito che ricongiunga il doppio all’originale. Eseguito negli scantinati dell’istituto, con l’aiuto di un anziano assistente che aveva collaborato alla realizzazione del vinile e di due giovani con poteri psichici, il rito ha effetto immediato su Celeste; più complesso per Isa, che ha subito maggiormente e per più tempo gli influssi del disco.

Black circle, con la sua atmosfera vintage anni ’70, il disco in vinile al centro della storia, il documentario introduttivo old style che riporta alla memoria alcuni telefilm dell’epoca, gli effetti ottici, ben lungi dagli horror splatter più diffusi, è un originale thriller metafisico ben riuscito; in un tempo senza tempo, complice un’atmosfera sospesa ed ipnotica, lo stregone Bogliano unisce studi di psicologia a paranormale e fantascienza in una splendida dolce pozione che lo spettatore assapora dall’inizio alla fine senza trovarvi alcun retrogusto amaro.

Lo stato paranoico, le idee persecutorie, sintomi provati da Isa e da Celeste, e più in generale da chiunque faccia girare quel disco, sembrerebbero ricadere nella psicosi; ma qui il regista fa il salto dai padri della psicanalisi allo sci-fi e al paranormale. Gli incubi sono reali, non sono frutto di una mente distorta; esiste la larva tra le lenzuola, esiste soprattutto il doppelgänger che perseguita le protagoniste, e per eliminarlo occorreranno un esorcismo al contrario ed uno scontro psichico alla Charles Xavier vs. Jane Grey degli X-Men che riporti il duale all’unità. Come in Dark Phoenix, il disco mira alla rimozione del negativo dalla mente dell’individuo coinvolto; se li per farlo il professor Xavier mette dei muri nella mente di Jane, qui il disco separa letteralmente il positivo dal negativo. In entrambi i casi, senza successo. Il cerchio nero del titolo è il vinile stesso, ma è anche il cerchio che si chiude quando originale e doppio si ritrovano, quando bene e male si riuniscono nello stesso corpo, perché nulla è completamente bianco o nero, come lo Yin e lo Yang in ogni cosa c’è una goccia del suo opposto.

Michela Aloisi

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