Lisa!

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6.0 Awesome
  • VOTO 6

Un film del cazzo

Con Lisa! di Mario Shollenberger, presente in sala, il 39° Fantafestival ritrova il suo lato più kitsch ed estremo.
Sulla carta, un tipico rape & revenge movie; sul piatto, un film in bilico tra il r&r e il porno hard core. La trama è semplice ma non troppo: Lisa, ragazza single che vive a Berlino, viene drogata e violentata; quindi si prende un’atroce e definitiva rivincita sul suo stupratore, iniziando allo stesso tempo una storia d’amore con uno strano ragazzo che ha fatto voto del silenzio per 6 mesi.

Il film ha un inizio accattivante; la bella Lisa al centro dell’inquadratura mentre balla in un luogo indefinito, incorniciata da un disegno psichedelico, immagine che cattura lo sguardo e che si riproporrà quale leitmotiv quasi a simboleggiare la stranietà dei ragazzi di oggi in un mondo senza più riferimenti. La ritroviamo poi seduta su una panchina, dove incontra il giovane e silenzioso Tom, con cui ha una esplicita e bollente storia di sesso; qui il regista sofferma compiaciuto lo sguardo della camera sul prestante organo maschile: ostentatamente e con fiero orgoglio, essendo il suo. Infatti Mario si è ritagliato nel film la parte del bravo ragazzo che si fidanzerà con la protagonista, ignaro di tutto il resto della storia. Successivamente, sulla stessa panchina, Lisa incontra un altro giovane, Christoph, che la droga e la porta a casa sua per violentarla. Anche qui, le scene di sesso sono esplicite, con una Lisa incosciente violata in tutti i modi possibili. Al suo risveglio, la giovane scappa via, per tornare qualche giorno dopo sotto casa del suo rapitore ed invitarlo a cena come se il rapporto fosse stato di suo gradimento. Qui il film inizia a farsi surreale, con Christoph per nulla sorpreso che accetta l’invito senza dubbio alcuno, come se lo stupro fosse stato un rapporto sessuale consenziente. Ma a casa di Lisa, le parti si invertono ed è lei a drogarlo e quindi legarlo con del nastro adesivo, salvo poi addormentarsi. Christoph si sveglia e riesce a liberarsi; ma la giovane riesce a metterlo nuovamente ko…. facendogli cadere in testa dei libri. Ci si aspetterebbe una vendetta rapida e cruenta; ma Shollenberger ci sorprende, trasformando la carceriera in una sorta di badante del suo prigioniero, causando ilarità tra il pubblico, soprattutto nelle scene, ripetute, in cui Lisa si ritrova a pulire la cacca di Christoph (tenuto chiuso nel cassettone del letto) e a cambiargli il pannolone. Ma il surreale giunge al culmine quando la ragazza ritrova Tom ed inizia con lui una storia d’amore pur con il suo rapitore ancora prigioniero in casa. Alla fine, a malincuore, Lisa dovrà scegliere. Per stare con Tom, ai libererà definitivamente di Christoph, ma lo farà con le lacrime agli occhi; come se, trasformandosi da vittima di violenza a carnefice, avesse subito una sorta di sindrome di Stoccolma al contrario.

Sui titoli di coda del film, si è alzata una voce dal pubblico: “Pronto Polizia? Arrestate Mario“; a significare che, pur nei suoi tratti surreali, Lisa! di Shollenberger ha colpito e divertito il pubblico in sala. Ma l’estremizzazione ed esplicità delle scene di sesso, a volte ridondanti, simboleggiano la facilità di rapporti tipica del nostro tempo, mentre il voto del silenzio di Tom ci mostra la difficoltà odierna di comunicare e relazionarsi con le parole. Più che un semplice rape & revenge o un porno soft,
Lisa! è uno spaccato generazionale sul mondo dei ragazzi di oggi; siamo a Berlino ma potremmo essere ovunque, la stranietà evidenziata dalla psichedelia delle immagini la ritroviamo lungo tutto il film e in fondo nello stesso regista, che nel presentarlo al pubblico in sala non ha trovato le parole per descriverlo. Per lui, ha parlato il suo pene, immagine conclusiva a tutto schermo di Lisa!.

Michela Aloisi

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