La forza instancabile del cinema
Non è semplice parlare di Settima Arte in un momento di in cui il mondo e gli uomini che lo guidano sembrano aver perso il senno. Chissà se il cinema di oggi possa essere un nuovo Astolfo che riesce a farci recuperare il senno di cui sopra. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è sempre un turning point che ci permette di visitare diversi mondi sia culturalmente e geograficamente dentro di noi. «Anche quest’anno» dichiara il direttore Alberto Barbera Venezia 82 «propone una serie di film in prima mondiale in grado di accompagnarci in quel viaggio verso l’ignoto che contempla l’epifania di un nuovo autore, o la scoperta di un film capace di scatenare emozioni inattese. Un viaggio all’insegna dell’euforia, per dirla con William Friedkin, consapevole che nulla è più emozionante della scoperta di aspetti della condizione umana che credevamo di ignorare. Ma se, come ci ricorda Rivette, il cinema è fatto della stessa materia dei sogni, non di rado questi assumono la forma e la sostanza degli incubi notturni, alimentati dalle immagini terribili che di giorno ci piovono addosso da ogni parte. Mai come in questi anni, il cinema è tornato ad essere lo specchio del presente, l’invito alla riflessione sui temi della contemporaneità, la cartina di tornasole del reale e dei suoi irrisolti conflitti». Non arriveranno risposte, ma sicuramente riflessioni da film come After the Hunt in cui Luca Guadagnino dirige un cast stellare costituito da Julia Roberts (con la sua prima volta alla Mostra), Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Chloë Sevigny, in cui si affronta il delicato tema delle molestie, Le Mage du Kremlin di Olivier Assayas con Jude Law nei panni di Vladimir Putin, A House of Dynamite di Kathryn Bigelow in cui si ‘vivono’ le conseguenze di un missile di provenienza ignota scagliato contro gli Stati Uniti.
Squarci di realtà arrivano da Gianfranco Rosi con Sotto le nuvole, Elisa di Leonardo Di Costanzo con Barbara Ronchi, Portobello (presentati i primi due episodi) per la regia di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora (citando alcuni degli italiani presenti), la serie Il Mostro di Stefano Sollima (4 episodi, dal 22 ottobre su Netflix) sul primo e più brutale serial killer della storia del Paese il Mostro di Firenze o ancora Ammazzare Stanca. Autobiografia di un assassino di Daniele Vicari con Gabriel Montesi nei panni di Antonio Zagari, figlio di un boss calabrese trapiantato in Lombardia. E a proposito di viaggi, opportunità da cogliere in una Mostra qual è Venezia è vedere film che difficilmente capiteranno sotto gli occhi come Sermon to the Void di Hilal Baydarov dall’Azerbaijan, Becoming Human di Polen Ly dalla Cambogia o Hiedra di Ana Cristina Barragan dall’Ecuador e altri titoli potremmo annoverare visti i sessantacinque Paesi rappresentati. A cui si vanno ad aggiungere le tappe proposte dalla SIC – Settimana Internazionale della Critica e dalle Giornate degli Autori. I Leoni d’oro alla carriera sono stati attribuiti al regista tedesco Werner Herzog e all’attrice statunitense Kim Novak, di qui la possibilità di ascoltarli in masterclass e sarà presentato in prima mondiale il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe, realizzato con la collaborazione esclusiva dell’attrice.
Come spesso accade in una programmazione così ampia, in cui ci si può concedere il lusso anche di rivedersi un film amato sul grande schermo come Lolita di Stanley Kubrick (pescando tra i titoli di Venezia Classici) o immergersi nella virtual reality, non è semplice scegliere a cosa dare la priorità nel proprio programma di visione. Ci auguriamo di potervi raccontare chi ci colpirà al cuore e quale opera sarà solo un sogno di visione passeggero, ma ciascun lavoro visto ci attraversa e lascia una traccia, anche impercettibile. Questo proveremo a farvi vivere.
Maria Lucia Tangorra
Riepilogo recensioni per sezione dall’82esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia
Concorso
La Grazia di Paolo Sorrentino
Orphan di László Nemes
Frankenstein di Guillermo del Toro
Jay Kelly di Noah Baumbach
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
The Smashing Machine di Benny Safdie
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
The Sun Rises On Us All di Cai Shangjun
Elisa di Leonardo Di Costanzo
The Voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania
Duse di Pietro Marcello
No Other Choice di Park Chan-wook
Silent Friend di Ildikó Enyedi
À pied d’œuvre di Valérie Donzelli
The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold
L’Étranger di François Ozon
Fuori Concorso
Il Maestro di Andrea Di Stefano
The Last Viking di Anders Thomas Jensen
Dead’s Man Wire di Gus Van Sant
Scarlet di Mamoru Hosoda
Orfeo di Virgilio Villoresi
Portobello (ep. 1 e 2) di Marco Bellocchio
Venezia Spotlight
Silent Ribellion di Marie-Elsa Sgualdo
Orizzonti
Divine Comedy di Ali Asgari
Grand Ciel di Akihiro Hata
Un anno di scuola di Laura Samani
Lost Land di Fujimoto Akio
Giornate degli Autori
Memory di Vladlena Sandu
DOM di Massimiliano Battistella
Past Future Continuous di Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani
Film di stato di Roland Sejko
Indietro così di Antonio Morabito
Anoche Conquisté Tebas di Gabriel Azorín
Confiteor di Bonifacio Angius
Bearcave di Stergios Dinopoulos, Krysianna B. Papadakis
Eventi Speciali
Lagūna di Sharunas Bartas
Biennale College Cinema
Becoming Human di Polen Ly









