OltreCinema (1): Passato e Futuro

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Per il Cinema nascosto…

OltreCinema è una rubrica, all’interno di CineClandestino, interamente dedicata ai film di genere. Uno spazio dal quale attingere novità sui b-movie e sugli exploitation sia italiani che internazionali.
Abbiamo scelto questo titolo per almeno tre motivi. Il primo riguarda la necessità di fare posto, nel nostro/vostro portale, a tutti quei prodotti che per una ragione o per un’altra godono di scarsa considerazione e visibilità. Andare oltre la patina del conscio per spingerci in profondità, oltre. Ben consapevoli anche del fatto che ogni fantasma, demone, assassino o angolo oscuro che incontreremo sulla nostra strada non sarà solo la rappresentazione della spiccata fantasia di qualche regista, ma assumerà il pesante valore delle nostre paure quotidiane, delle nostre angosce, dei nostri scheletri nell’armadio. In secondo luogo, intendiamo andare oltre l’universo del cinema per agganciarci, quando e dove possibile, a tutte quelle forme espressive che ruotano come satelliti intorno all’imprinting della rubrica. In maniera forse ambiziosa poniamo queste basi, nella speranza di approfondire la discussione che interessa oggi la dialettica tra letteratura/fumettistica e serialità. Come si influenzano e completano vicendevolmente queste forme antiche e nuove di concepire il racconto e nella costruzione di icone generazionali. Abbiamo infine accuratamente evitato parole come “horror”, “dark”, “fear”, etc etc – nonostante saranno questi i termini che traghetteranno in modo più rilevante il nostro lavoro – proprio per avere la possibilità di gettare uno sguardo a 360° senza alcun limite di sorta.
Ci affacciamo a questo angolo della rivista dopo gli svariati Festival che hanno costellato l’offerta cinematografica italiana – da Venezia a Roma e Torino – e proprio nel chiudersi di un anno, il 2015, su cui sarà necessario ed opportuno soffermarsi per poterne tirare le somme. Un anno che, proprio sul finale, punta i riflettori sul nuovo film del regista indio-americano Shyamalan, The Visit, l’horror fiabesco che continua a spaccare in due la critica e dividere il pubblico. Lo stesso Shyamalan che, nel 2015, ha prodotto e diretto alcuni episodi della serie tv Wayward Pines, trasposizione cinematografica della trilogia di romanzi di Blake Crouch. Luci puntate anche su Regression, il nuovo film di Alejandro Amenàbar, un thriller/horror/drama inafferrabile, sulla scia del suo capolavoro The Others. Come abbiamo già scritto in queste pagine, è stato anche l’anno di Eli Roth, che torna a dirigere il set dopo un più o meno lungo periodo di stop e lo fa ripartendo dai cannibali di The Green Inferno e dalle due bamboline sexy di Knock Knock. Entrambi attesissimi e non deludenti. Torna sulla scena anche Guillermo del Toro, il cineasta messicano prestato al cinema orrorifico, che con Crimson Peak ci ha trasportato in una storia gotica debole dal punto di vista narrativo ma sicuramente sublime da quello estetico. Ne ha parlato per noi, in questa sede, la bravissima Federica Bello, che ha visto e recensito anche il terzo capitolo della ormai conclamata saga degli Insidious firmato da Leigh Whannell. Dopo quasi trent’anni ha fatto capolino nelle sale anche il remake contemporaneo di Poltergeist, diretto da Gil Kenan, riportando in auge la saga di culto che nei discussi anni ’80 aveva infestato (con ben tre capitoli) le case di tutto il mondo. Da ricordare, infine, un altro remake curioso ed attraente: Il segreto dei suoi occhi, di Billy Ray, una rilettura in chiave post-moderna del bellissimo film argentino El secreto de sus ojos (2009, diretto da Juan José Campanella). Argentina è anche la pellicola targata Damiàn Szifron, Relatos salvajes (letteralmente “Racconti selvaggi”, ma tradotto in italiano come Storie pazzesche), che racconta in maniera eccelsa l’esplosione distruttiva dei rapporti umani nella “gabbia trasparente della società capitalistica”, com’è stata intelligentemente definita dallo stesso regista. Tanti i titoli a cui abbiamo dato voce nel corso di questi lunghi mesi: The Gallows, The Lazarus Effect, Backcountry, The Atticus Institute, I REC U, We Are Still Here, Everly ed altri, oltre a quelli presentati nella fantastica sezione After Hours del Torino Film Festival. Altrettanti quelli che purtroppo, per motivi di tempo o spazio, sono invece solo rimandati.
Lontani dal circuito statunitense, sicuramente il più prolifico tra tutti, non abbiamo che potuto offrire uno sguardo ad alcuni lavori del vecchio continente – tra cui quelli italiani – che si sono imposti per la loro originalità ed il loro affrancamento stilistico. È sicuramente il caso di Goodnight Mommy (Ich seh, Ich seh), film austriaco diretto da Veronika Franz e Severin Fiala, un thriller psicologico disturbante con venature horror ed un finale sorprendente. Dalla Spagna tornano invece le streghe di Alex de la Iglesia, che con il suo Las brujas de Zugarramurdi esplora le profondità della Navarra offrendoci una commedia nera divertentissima ed estremamente intelligente.
Dalle nostre parti, enorme interesse è stato destato durante il corso di quest’anno da Il racconto dei racconti (Tale of the Tales) di Matteo Garrone. Conosciuto ai più per il rifacimento sul grande schermo del libro Gomorra, l’adattamento è questa volta della raccolta di fiabe seicentesche di Giambattista Basile, con un cast internazionale composto – tra gli altri nomi – da Vincent Cassel e Salma Hayek. Stesso risultato per In fondo al bosco, del giovane e promettente Stefano Lodovichi, una boccata d’aria fresca per il cinema di genere made in Italy. Su CineClandestino abbiamo parlato anche di Oltre il guado, di Lorenzo Bianchini.
Se il 2015 allora ha proposto, a noi amanti del genere, tantissima linfa vitale su cui riversare il nostro interesse, non si può che volgere uno sguardo ottimistico al futuro prossimo, a questo 2016 ormai alle porte. Sarà infatti prima di tutto l’anno del Sundance Film Festival (Park City, Utah), che con la sua sezione Midnight si è sempre caratterizzato per essere una incubatrice di veri e propri film di culto come The Babadook e The Blair Witch Project.  Già svelati alcuni titoli che ne prenderanno parte: tra gli altri, 31 di Rob Zombie, la storia di un gruppo di amici che vengono rapiti la notte prima di Halloween per essere trascinati in un gioco di sopravvivenza contro una banda di clown assetati di sangue; o il nuovo Kevin Smith, a due anni dal nauseabondo e claustrofobico Tusk, con un lavoro dal titolo Hosers Yoga che vedrà anche la partecipazione di Johnny Depp. Nel 2016 inoltrato – si parla di ottobre – anche Juan Antonio Bayona, già regista di The Orphanage, prenderà il suo posto nelle sale con A Monster Call, in cui il giovane Connor (interpretato da Lewis MacDougall) si rifugerà in un mondo fantastico abitato da strane creature. Una parabola sui rapporti familiari tra madre e figlio, sicuramente da tenere d’occhio. Grande ritorno anche per James Wan – regista dell’autentico capolavoro che è stato il primo capitolo della saga Saw, oltre che di Insidious – il quale dopo tre anni dirigerà nuovamente il set de L’evocazione 2 (The Conjuring, ricordate?), lo stravagante horror paranormale basato sugli eventi descritti da Ed e Lorraine Warren. Questi ultimi sono una coppia di ricercatori realmente esistiti (lei è ancora viva), fondatori nel 1952 della cosiddetta New England Society for Phychic Research, che insieme hanno scritto numerosi libri su eventi paranormali tra cui quelli avvenuti nella casa infestata di Amityville. Di questa società faceva parte anche Maurice Grosse, un altro ricercatore che lavorò al caso del poltergeist di Enfield (Inghilterra), l’evento di questo genere meglio documentato nella storia. Ne hanno fatto anche una mini serie tv, su quei fenomeni inspiegabili, decisamente mal riuscita rispetto alla forza della vicenda a cui si ispira. Sicuramente di maggiore impatto, il documentario Interview with a Poltergeist, mandato in onda nel 2007 dalla emittente televisiva Channel 4 e reperibile (sottotitolato in italiano) anche su YouTube. Non sono divagazioni di un appassionato, queste, se per chiudere il cerchio vi raccontiamo che The Conjuring 2, diretto da Wan, avrà come sottotitolo proprio “The Enfield Poltergeist”. Insomma, pare proprio che il giovane cineasta malese voglia esplorare con la cinepresa i fatti raccontati dai coniugi Warren, e noi lo seguiremo certametne in questa impresa. Dello script di The Conjuring, questa volta il primo, si erano occupati Chad e Charey Hayes, che adesso stanno lavorando alla sceneggiatura di The Crucifixion, in uscita ovviamente nel 2016. Alla regia il francese Xavier Gens, lo stesso che nel 2007 esordì con il truce Frontiers. Francese è anche Martyrs, il film di Pascal Laugier che nel gennaio del prossimo anno avrà un remake nord-americano distribuito nelle sale statunitensi. Presentato al Sitges Film Festival e diretto dai Goetz Brothers, questo rifacimento dell’horror metafisico d’Oltralpe fa già storcere il naso a chi ha amato l’originale, nonostante tra gli sceneggiatori figuri anche la presenza di Mark L. Smith (Vacancy, The Hole, The Revenant). Potremmo dilungarci a lungo, visto che il 2016 sarà – presumibilmente – anche l’anno in cui verrà presentata la trasposizione cinematografica de La Torre Nera, del Re della paura, Stephen King. Pare che la Sony abbia scelto Nikolaj Arcel, regista danese, per dirigere il primo prodotto tratto da L’ultimo cavaliere, il primo dei romanzi della lunga lista di cui è composta la serie. Voci di corridoio dicono che ad interpretare Roland Deschain sarà Idris Elba, già visto ne I segni del male, 28 settimane dopo, American Gangster e Il mai nato. Dal grande al piccolo schermo: in onda su Fox in Italia, in contemporanea con altri 125 paesi, lo show tv scritto da Robert Kirkman (proprio lui, quello di The Walking Dead) tratto in contemporanea con l’uscita del fumetto, Outcast – Il reietto, disegnato per lui da Paul Azaceta. La graphic novel vede Kyle Barnes, un giovane perseguitato da possessioni demoniache fin dall’infanzia, andare alla ricerca di risposte sul suo passato assieme al reverendo Anderson. Il primo sarà interpretato da Patrick Fugit, mentre il ruolo del pastore evangelico sarà ricoperto da Philip Glenister. Se TWD prendeva vita grazie a del materiale preesistente, Outcast viene scritto in parallelo al fumetto, che verrà ovviamente ampliato per reggere i tempi cinematografici. Sono in programma anche altri dieci episodi che andranno a formare la seconda stagione di Wayward Pines, con Matt Dillon e la bellissima Carla Gugino, notizia che va a smentire le voci secondo cui la prima stagione sarebbe stata autoconclusiva perché riferita al romanzo o perché non andata secondo le aspettative.
Abbiamo iniziato con Shyamalan e chiudiamo con lui, con il colpo di scena di cui è maestro, questo piccolo riepilogo dei titoli che hanno visto la luce in questi ultimi mesi e con una veduta su ciò che ci aspetta nei prossimi. Da queste pagine virtuali non ci resta che augurarvi una buona lettura, oltre il cinema, e soprattutto una serie di buone visioni.

Riccardo Scano

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