Festival del Cinema Europeo di Lecce 2017: presentazione

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L’anno della maturità

Quella che si svolgerà dal 3 all’8 aprile 2017 a Lecce, che ci apprestiamo a seguire in diretta sulle pagine di CineClandestino, sarà per il Festival del Cinema Europeo l’edizione numero diciotto. La kermesse pugliese, tra gli appuntamenti più significativi del cartellone festivaliero del Vecchio Continente, spegne le candeline, quelle della tanto attesa maturità. Per festeggiare il raggiungimento di questo importante traguardo, i co-direttori Cristina Soldano e Alberto La Monica, coadiuvati dal comitato scientifico (Luigi La Monica e Massimo Causo), hanno dato forma e tanta sostanza a una line up che, almeno sulla carta, si preannuncia davvero di alto profilo, con una serie di pellicole interessanti e di ospiti di rilievo ad animare la sei giorni salentina e gli schermi della Multisala Massimo.
Ad aprire la manifestazione una vera e propria chicca, di quelle che ti fanno letteralmente brillare gli occhi. Si tratta della versione restaurata di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, presentata in anteprima mondiale a Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis, e di Carlo Croccolo che, nell’occasione, riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90° compleanno e racconterà al pubblico la sua lunga carriera insieme a Totò. Sei giorni dopo, invece, toccherà a Stephen Frears e a una delle sue pellicole più riuscite, ossia The Queen (con una straordinaria Helen Mirren, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice e della Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia), il compito di fare calare il sipario sulla 18esima edizione, immediatamente dopo l’immancabile cerimonia di premiazione. Nella stessa serata, il cineasta britannico incontrerà il pubblico e riceverà l’Ulivo d’oro alla carriera, lo stesso riconoscimento che verrà attribuito nel corso delle precedenti giornate anche ad altri tre registi europei: il turco Nuri Bilge Ceylan (da non perdere la Masterclass di giovedì 6 aprile alle ore 11.00, in cui il regista turco parlerà del proprio percorso al pubblico alla presenza del regista Ferzan Ozpetek), la polacca Agnieszka Holland e l’italiano Citto Maselli; e a due interpreti del panorama nostrano, vale a dire Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea, fresco vincitore del David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi. A ciascuno di loro, la kermesse dedicherà delle personali, all’interno delle quali verranno riproposte tutte o alcune delle pellicole più significative delle rispettive carriere.
Ma il Festival del Cinema Europeo di Lecce non è solo omaggi e Premi alla Carriera. Immancabile è, infatti, la competizione ufficiale dei lungometraggi, che vedrà una rosa di dodici titoli, tutti rigorosamente in anteprima italiana, contendersi l’Ulivo d’Oro per il miglior film, che l’anno scorso è andato a Lily Lane del cineasta magiaro Benedek Fliegauf. In questa 18esima edizione, a difendere i colori della bandiera ungherese non ci sarà nessun titolo, in compenso dalle cinematografie dell’Est arriveranno a Lecce: When the Day Had No Name della macedone Teona Strugar Mitevska, romanzo di (de)formazione sul tema delle nuove generazioni allo sbando (presentato all’ultima Berlinale); My Happy Family della coppia georgiana Nana & Simon (in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2017), dramma a sfondo familiare sul difficile cammino verso l’indipendenza intrapreso da una donna contro la società patriarcale; e Forest, 4 AM, intenso ritratto e confronto generazionale tra un uomo e una tredicenne, firmato dal polacco Jan Jakub Kolski. Dalla penisola scandinava, invece, arrivano due rappresentanti, entrambi battenti bandiera danese: In The Blood e Rosemari. Nel primo, lo sceneggiatore Rasmus Heisterberg, qui al suo debutto dietro la macchina da presa, firma un film sull’amicizia tra due ventenni nella loro ultima estate spensierata, tra le notti trascorse passando da una festa all’altra e i lunghi e pigri giorni assolati. Nel secondo, Sara Johnsen porta sul grande schermo una storia che parla d’amore e di legami familiari. Turchia, Germania e Austria, rispondono all’appello con altrettante pellicole davvero interessanti, a cominciare da quella diretta da Mehmet Can Mertoğlu dal titolo Album sui temi dell’infertilità e dell’adozione, vincitore del France 4 Visionary Award alla Semaine de la Critique di Cannes 2016. La cinematografia tedesca e quella austriaca non sono da meno: da una parte troviamo Hands of a Mother, l’ultimo atto della trilogia che Florian Eichinger ha incentrato sulle maglie della violenza domestica; dall’altra Home Is Here, opera prima di Tereza Kotyk sul delicato e complesso tema dell’incomunicabilità. In competizione non può mancare un rappresentante croato e quest’anno la scelta del comitato di selezione è caduta su The Constitution. La pellicola scritta e diretta dal prolifico Rajko Grlić parla dei demoni del passato, che spesso si fronteggiano l’un l’altro, costringendo il personaggio di turno a vivere in quel passato anziché nel presente. La mappatura del concorso ci porta ora verso il lato ovest del Vecchio Continente per scoprire quali sono i restanti film in gara. Dalla Spagna sbarca sugli schermi leccesi Living and Other Fictions, con il quale il regista e sceneggiatore Jo Sol combina pratiche sperimentali con il linguaggio del documentario dallo spiccato intento sociopolitico, per parlare di diversità, integrazione, handicap e sessualità. Decisamente più classico è l’irlandese A Date for Mad Mary, trasposizione cinematografica dell’omonima pièce teatrale di Yasmine Akram, che segna l’esordio alla regia di Darren Thornton con una storia di amicizia e crescita. E last but not least la Francia con la pluri-premiata (tra cui la Menzione Speciale della Giuria a San Sebastian 2016) opera prima di Morgan Simon, A Taste of Ink, un film edipico su una rivalità padre-figlio che osa sovrapporre il suo lato oscuro alla sua comica assurdità. In totale saranno, dunque, dodici le opere in gara a contendersi il premio per il miglior film e i restanti riconoscimenti assegnati nella serata dell’8 aprile dalla giuria composta da Eva Zaoralová, Lene Børglum, Tilde Corsi, Heather Stewart e presieduta da Marion Döring.
E in anteprima italiana sono anche le cinque pellicole selezionate per la sezione che gli organizzatori della kermesse salentina, per il secondo anno consecutivo, dedicano alla Commedia Europea: tra i titoli proposti il belga Vincent di Christophe Van Rompaey, vincitore del premio della stampa a Locarno 2016, dramedy su un diciasettenne ossessionato dagli effetti del surriscaldamento globale; e il vincitore del Gran Prix al Tokyo International Film Festival 2016, The Bloom of Yesterday dell’austriaco di Chris Kraus, segue le vicende di Totila Blumen, un ricercatore privo del senso dell’umorismo che studia l’Olocausto.
Chiudono il programma le Mostre, le presentazioni dei libri e le sezioni competitive e non dedicate alle produzioni brevi (Premio Emidio Greco, Puglia Show, Sessualità e Corpi, Vetrina CSC e Short Matters!), la rassegna dedicata ai documentari battezzata Cinema e Realtà (tra i titoli proposti Un altro me di Claudio Casazza e Austerlitz di Sergei Loznitsa), il Premio Mario Verdone per le opere prime (nella quaterna finalista il fresco vincitore del David di Donatello, La ragazza del mondo di Marco Danieli) e il Premio Lux (con la proiezione dei tre finalisti, tra cui il vincitore Vi presento Toni Erdmann di Maren Ade).

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione del Festival del Cinema Europeo di Lecce 2017

Concorso Lungometraggi

Album di Mehmet Can Mertoğlu

Rosemari di Sara Johnsen

The Constitution di Rajko Grlić

When the Day Had No Name di Teona Strugar Mitevska

A Taste of Ink di Morgan Simon

My Happy Family di Nana Ekvtimishvili e Simon Groß

Cinema e Realtà

Austerlitz di Sergei Loznitsa

Un altro me di Claudio Casazza

Omaggio Europeo: Nuri Bilge Ceylan

Il regno d’inverno

Omaggio Europeo: Agnieszka Holland

Pokot

Omaggio Europeo: Stephen Frears

Florence

Omaggio Italiano: Valerio Mastandrea

Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

Fai bei sogni di Marco Bellocchio

Premio Mario Verdone

Il più grande sogno di Michele Vannucci

La ragazza del mondo di Marco Danieli

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti

Mine di Fabio Guaglione, Fabio Resinaro

Premio LUX

Vi presento Toni Erdmann di Maren Ade

My life as a Courgette di Claude Barras

Sessualità e corpi: il piacere femminile

Queen Kong di Monica Stambrini

Puglia Show

Ieri e domani di Lorenzo Sepalone

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