Festival di Cannes 2016: presentazione

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Fuochi d’artificio sulla Croisette

Come ogni anno gli spettacoli pirotecnici apriranno la più importante kermesse cinematografica mondiale che si preannuncia altrettanto pirotecnica nei contenuti. Già il concorso sfodera nomi come Paul Verhoeven, con un film, Elle, costruito attorno alla protagonista, la grande Isabelle Huppert; Ken Loach con I, Daniel Blake; Pedro Almodovar con Julieta; i soliti Dardenne con La fille inconnue; Bruno Dumont con Ma Loute ci porterà in un villaggio di pescatori nei primi del Novecento, con un ispettore alle prese di misteriose sparizioni (sarà il rinnovato Dumont ironico di P’tit Quinquin o quello più pesante di prima?); Jim Jarmusch con Paterson; Olivier Assayas con Personal Shopper; Sean Penn con The Last Face; Jeff Nichols che, con Loving racconta una storia d’amore interrazziale e le battaglie per i diritti civili della coppia nell’America degli anni Sessanta. E accanto a questi autori ormai classici, abitué dei red carpet dei grandi festival, altri personaggi più o meno emergenti, molti dei quali proprio da Cannes sono stati lanciati. A partire dal sudcoreano Park Chan-Wook, presente con il film The Handmaiden che riporta agli anni Trenta durante l’occupazione giapponese, che anni fa fu il caso del festival con Old Boy. Ben rappresentato anche il nuovo cinema rumeno con i film Graduation di Cristian Mungiu e Sieranevada, che torna ai drammatici fatti di Charlie Hebdo, di Cristi Puiu. E grande attesa ovviamente per l’enfant terrible Xavier Dolan che porta in concorso It’s Only the End of the World. Mentre Nicolas Winding Refn presenta un horror thriller dal titolo The Neon Demon. Rappresentate, come ormai in tutti i festival, anche le Filippine con l’ultimo lavoro di Brillante Mendoza, Ma’ Rosa, e l’Iran con l’ormai acclamato Asghar Farhadi con The Salesman.
Basterebbe questo semplice elenco a fare della prossima Cannes il festival internazionale più altisonante di questi ultimi anni. Ma che dire se aggiungiamo i fuori concorso di Woody Allen, che apre il festival con Cafe Society, che ci riporta alla vecchia New York degli anni Trenta (ci saranno le musiche di Gershwin?); Steven Spielberg, che con The BFG racconta di una ragazza in una terra di giganti adattando un classico romanzo per l’infanzia di Roald Dahl; Jodie Foster con il thriller Money Monster con George Clooney e Julia Roberts? E tra gli special screening abbiamo nientemeno che il cambogiano Rithy Panh che, con Exile, torna a parlare, come tutta la sua filmografia, del paese sotto il dominio degli khmer rossi; il folle regista catalano Albert Serra che, con The Death of Louis XIV, dopo Casanova, i Re Magi, Don Chisciotte approda ora nientemeno che al Re Sole; e l’anziano Paul Vecchiali che con Le cancre riporta in scena Catherine Deneuve.
Basta? Tutt’altro! Perché il giapponese Kore-eda Hirokazu partecipa alla sezione collaterale Un Certain Regard con After the Storm, una nuova opera sul rapporto tra genitori e figli. E l’altra sezione parallela, la Quinzaine des Réalisateurs può esibire un programma degno del concorso principale. Ci sono, udite udite, Marco Bellocchio, con il film tratto Fai bei sogni tratto da Massimo Gramellini; Pablo Larraín, che con Neruda parla della vita da fuggiasco del grande scrittore cileno, perseguito negli anni Quaranta per la sua adesione al Partito Comunista; il grande surrealista Alejandro Jodorowsky con Poesía sin fin; Paul Schrader con Dog Eat Dog, storia di tre ex-detenuti al ritorno della vita civile.
Cannes 2016 si preannuncia davvero come una grande abbuffata.

Giampiero Raganelli

Riepilogo recensioni per sezione del Festival di Cannes 2016

Concorso

Ma Loute di Bruno Dumont

The Handmaiden di Park Chan-wook

Personal Shopper di Olivier Assayas

La fille inconnue di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Ma’ Rosa di Brillante Mendoza

Graduation di Cristian Mungiu

Elle di Paul Verhoeven

Julieta di Pedro Almodóvar

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn

The Salesman di Asghar Farhadi

Sieranevada di Cristi Puiu

I, Daniel Blake di Ken Loach

It’s Only the End of the World di Xavier Dolan

Aquarius di Kleber Mendonça Filho

Paterson di Jim Jarmusch

Toni Erdmann di Maren Ade

Loving di Jeff Nichols

Mal de pierres di Nicole Garcia

The Last Face di Sean Penn

Fuori Concorso

Money Monster di Jodie Foster

The Nice Guys di Shane Black

Café Society di Woody Allen

Train to Busan di Sang-ho Yeon

The Wailing di Hong-jin Na

Blood Father di Jean-François Richet

The BFG di Steven Spielberg

Un Certain Regard

Pericle il nero di Stefano Mordini

After the Storm di Hirokazu Kore-eda

Dog Eat Dog di Paul Schrader

Captain Fantastic di Matt Ross

Hell or High Water di David Mackenzie

La tartaruga rossa di Michael Dudok de Wit

Parola di Dio di Kirill Serebrennikov

The Happiest Day in The Life of Olli Mäki di Juha Kuosmanen

La larga noche de Francisco Santis di Francisco Márquez e Andrea Testa

Voir du pays di Delphine e Muriel Coulin

Le danseuse di Stéphanie Di Giusto

Quinzaine des Réalisateurs

La pazza gioia di Paolo Virzì

Poesía sin fin di Alejandro Jodorowsky

Neruda di Pablo Larrain

Fiore di Claudio Giovannesi

Ma vie de courgette di Claude Barras

L’effet aquatique di Sólveig Anspach

Fai bei sogni di Marco Bellocchio

Mercenaire di Sacha Wolff

L’économie du couple di Joachim Lafosse

Psycho Raman di Anurag Kashyap

Semaine de la Critique

Victoria di Justine Triet

Album di Mehmet Can Mertoğlu

Una settimana e un giorno di Asaph Polonsky

Raw di Julia Ducournau

Séance Spéciale

Exil di Rithy Panh

La mort de Louis XIV di Albert Serra

L’ultima spiaggia di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan

ACID

La Jeune fille sans mains di Sébastien Laudenbach

Competion Short Film

The Silence di Ali Asgari e Farnoosh Samadi

Interviste

Rithy Panh

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