Minoranze, lingue e conflitti
Per la 38esima edizione, il Bolzano Film Festival Bozen (BFFB) porta sul grande schermo il meglio del cinema internazionale e accoglie ospiti di spicco nel cuore del capoluogo altoatesino. Festival dal forte carattere multilingue, situato in una regione di confine ricca di storia, il BFFB dedica particolare attenzione a ciò che succede al di là del confine e mantiene uno sguardo attento sulla produzione cinematografica locale. Al centro della sua programmazione vi è spesso il racconto delle minoranze, siano esse linguistiche, politiche o sociali.
Il BFFB 38, diretto da Vincenzo Bugno, prenderà ufficialmente il via venerdì 4 aprile con la prima italiana del lungometraggio d’esordio della regista slovena Urška Djukić, Little Trouble Girls. Il film in concorso al festival e vincitore del premio FIPRESCI nella sezione Perspectives al 75° Festival di Berlino, racconta la storia di Lucija, una timida sedicenne che entra in un coro femminile e stringe amicizia con la spigliata Ana-Marija. Durante un ritiro in un monastero, l’interesse di Lucija per un restauratore mette alla prova il loro legame e la porta a esplorare la propria identità e sessualità. A chiudere il festival invece sarà la tragicommedia Marianengraben di Eileen Byrne, un road trip che accompagna il pubblico attraverso il lutto e l’elaborazione del dolore verso nuove prospettive.
Minoranze, lingue, conflitti sono contenuti che si rispecchiano spesso anche nell’ambito del Concorso BFFB38, aperto alle forme documentarie e alla finzione. Sei le opere prime di una selezione di 13 film in concorso con numerose prime italiane e una prima mondiale. Tutti i film presentati in queste sezioni sono opere potenti e originali, capaci di lasciare un segno profondo. Raccontano storie che, pur sembrando lontane, ci riguardano da vicino, toccando temi che fanno parte del nostro quotidiano. Ci colpiscono per la densità dei loro contenuti, ma ci sorprendono anche per la loro leggerezza, affrontando realtà complesse senza appesantirle, restituendo la sottile contraddittorietà della nostra esistenza. Sono film intimi, a volte ironici, che ci accompagnano attraverso luoghi e lingue poco rappresentate, ampliando lo sguardo sul mondo. Ma questa selezione è anche cinema di forte impatto estetico e narrativo che spesso si confronta con la storia e la politica. Tra le pellicole in gara April di Dea Kulumbegashvili, che riporta lo sguardo sulla Georgia, con un racconto denso di tensione emotiva e sociale attraverso la figura dell’ostetrica Nina; Yunan di Ameer Fakher Eldin, che intreccia le realtà arabe e tedesche, offrendo una riflessione profonda sul conflitto fra l’appartenenza e l’estraneità; e Moon di Kurdwin Ayub, che mette in luce le limitazioni mentali e sociali imposte alle donne tra Europa e Medio Oriente.
La carrellata sul programma continua poi con “RealeNonReale”, una vetrina che propone un ulteriore programma di documentari, forma cinematografica sulla quale è necessario posare uno sguardo insistente, considerando la qualità dell’immensa produzione e l’impatto di queste opere che ci mettono in immediato contatto con l’universo intorno a noi. Qui il pubblico potrà vedere tra gli altri Personale, in Carmen Trocker segue i lavoratori migranti di un hotel a 4 stelle nelle Dolomiti italiane, mettendo in luce la loro fatica invisibile; e Dreaming Dogs, in cui gli autori accompagnano sette cani e una donna nell’ombra di Mosca, dove, lontani dalle autorità, i confini tra dipendenza e domesticazione si dissolvono lentamente.
Altro momenti imperdibili saranno la proiezione integrale della trilogia Sex, Love, Dreams di Dag Johan Haugerud e la visione delle opere in IA di Alexander Kluge (Cosmic Miniatures e Primitive Diversity), un focus sul cinema di Taiwan, l’omaggio al compianto regista tedesco Thomas Heise con la proiezione del suo documentario Heimat ist ein Raum aus Zeit, oltre alle opere selezionate nella sezione “Piccole lingue doc” e “Local Heroes”. E dulcis in fundo, quest’anno, i Premi alla carriera saranno assegnati all’attrice Alba Rohrwacher e al regista Christian Petzold, dei quali verranno mostrati alcuni titoli significativi delle rispettive carriere davanti e dietro la macchina da presa. A questo punto non ci resta che augurarvi buone visioni e per tutti gli approfondimenti vi invitiamo a restare sintonizzati su Cineclandestino, che per la prima volta vi racconterà il festival in presa diretta con recensioni e interviste.
Francesco Del Grosso
Riepilogo recensioni per sezioni della 38esima edizione del Bolzano Film Festival Bozen
Concorso BFFB38
Yunan di Ameer Fakher Eldin
Little Trouble Girls di Urška Djukić
The Settlement di Mohamed Rashad
Peacock di Bernhard Wenger
Hanami di Denise Fernandes
Moon di Kurdwin Ayub
Wind, Talk to Me di Stefan Djordjevic
RealeNonReale
Personale di Carmen Trocker
BFFB Special
Fiore mio di Paolo Cognetti
Dreams di Dag Johan Haugerud
Marianengraben di Eileen Byrne
Love di Dag Johan Haugerud
Sex di Dag Johan Haugerud
Fiume o morte! di Igor Bezinović
Focus Taiwan
Days di Tsai Ming-liang
Stranger Eyes di Yeo Siew Hua
Premio d’onore: Alba Rohrwacher
Mi fanno male i capelli di Roberta Torre
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
Premio d’onore: Christian Petzold
La donna dello scrittore (Transit)
Lili – Little Lights
Reinas di Klaudia Reynicke
Disco Afrika: A Malagasy Story di Luck Razanajaona
Last Swim di Sasha Nathwani
Poetic Justice
Giurato numero 2 di Clint Eastwood









