Un’edizione da record per il festival goriziano
Il Premio Sergio Amidei, manifestazione cinematografica che pone sotto i riflettori il ruolo fondante della sceneggiatura, ha già diversi decenni di Storia alle spalle, eppure a ridosso di questo 44° appuntamento vi era a dargli lustro una circostanza particolare, per non dire irripetibile: l’essere inserito tale evento nel ricco calendario di GO!2025 Capitale Europa della Cultura Nova Gorica – Gorizia. E a conti fatti possiamo dire che la città di Gorizia e lo staff del festival si sono presentati preparatissimi a un appello tanto importante.
Insomma, “a latere” possiamo anche aggiungere che la nostra rivista, CineClandestino, non ha scelto certo un’edizione qualsiasi, per la sua prima web media partnership con la kermesse goriziana. Per quanto poi il sottoscritto, che ne sta ora scrivendo, avesse già ricordi di notevole spessore, a riguardo: più in particolare l’edizione del 2009, seguita a suo tempo per un’altra testata, che aveva avuto quale ospite d’onore addirittura Paul Schrader.
Tornando ai giorni nostri, la quarantaquattresima edizione del Sergio Amidei si è svolta dal 17 al 23 luglio a Gorizia, con un programma estremamente ricco che poneva naturalmente al centro il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura, con opere scelte dalla giuria composta dai registi e sceneggiatori Marco Risi, Francesco Munzi, Francesco Bruni e Massimo Gaudioso, dagli sceneggiatori Marco Pettenello e Doriana Leondeff, dall’attrice Giovanna Ralli e dalla produttrice Silvia D’Amico.
Vale la pena citarle tutte, vista la qualità della selezione: El paraíso (ITALIA 2023) – sceneggiatura e regia di Enrico Maria Artale; La gazza ladra (FRANCIA 2024) – sceneggiatura di Robert Guédiguian & Serge Valletti, regia di Robert Guédiguian; Conclave (REGNO UNITO/USA 2024) – sceneggiatura e regia di Peter Straughan; Napoli – New York (ITALIA 2024) – sceneggiatura e regia di Gabriele Salvatores; Bird (REGNO UNITO/FRANCIA 2024) – sceneggiatura e regia di Andrea Arnold; Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta (ITALIA/FRANCIA 2024) – sceneggiatura di Filippo Gravino & Gianluca Jodice, regia di Gianluca Jodice; Vittoria (ITALIA 2024) – sceneggiatura e regia di Alessandro Cassigoli & Casey Kauffman.
Proprio al bel lungometraggio diretto da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman è andato, forse a sorpresa ma di sicuro con merito, il riconoscimento alla migliore sceneggiatura. Un premio che i giurati hanno poi motivato così: «È noto che non c’è niente di più difficile che rendere verosimile ciò che è vero. Questo film lo fa e alza la sfida dal momento che mette in scena i non attori ma i veri protagonisti della vicenda narrata. Un premio quindi al coraggio degli autori che è il coraggio della loro protagonista, una donna che caparbiamente, contro tutto e tutti, sceglie di inseguire un sogno. Intorno a lei un mondo fatto di personaggi pieni di umanità che riescono a rendere universale una questione privata – la storia di un’adozione e del viaggio di una famiglia da Torre Annunziata alla Bielorussia – attraverso una scrittura asciutta, autentica ed emozionante. Una narrazione vera, mai compiaciuta, che commuove senza mai cercare la commozione.».
Per quanto l’annuncio di tale premio sia come sempre tra i momenti salienti della kermesse, pescando nelle varie sezioni si pesca comunque bene. A partire naturalmente dall’altro riconoscimento di prestigio, ovvero quel Premio all’Opera d’Autore destinato a un regista o sceneggiatore che sia stato capace di costruire, nel corso della propria carriera, un percorso artistico autoriale originale. Quest’anno la scelta è caduta su due grandi nomi del cinema contemporaneo: Ferzan Ozpetek, cineasta italiano di rilevanza internazionale, e la francese Céline Sciamma, di cui abbiamo rivisto con piacere sul grande schermo diversi film da lei firmati solo come sceneggiatrice (vedi Le donne al balcone) o anche come regista. Non a caso gli incontri dei due autori col pubblico sono risultati tra i più seguiti e apprezzati, al Kinemax di Gorizia.
Tanto altro però meriterebbe di essere inserito nel nostro personale album di ricordi. Dalle suggestive proiezioni serali al Parco del Palazzo Coronini Cronberg ai classici riproposti in pellicola, come nel caso del grande Nanni Loy. Con tanta scelta difficile isolare qualche “fotogramma” in particolare della nostra partecipazione agli aventi. Proviamo comunque a metterne in evidenza due. L’interessantissima, coinvolgente retrospettiva dedicata alla documentarista Federica Di Giacomo, paladina del cinema indie cui si è reso omaggio nella sezione “SGUARDI INDIPENDENTI”. E infine una vetrina particolarissima (nonché alla base di stimolanti dibattiti) come “Neuropatie. Il cinema e la cura dei traumi del corpo europeo”, che ha inoltre il merito (se così possiamo dire) di aver proposto le due opere in grado di generare in noialtri le emozioni più contrastanti: totale condivisione per l’empatico documentario firmato da Mimmo Calopresti, Cutro, Calabria, Italia, avversione parimenti forte invece per Fiume o morte! del croato Igor Bezinović. Anche questo, volendo, un primato.
Stefano Coccia
Riepilogo recensioni per sezioni della 44esima edizione del Premio Sergio Amidei
Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura
El paraíso di Enrico Maria Artale
La gazza ladra di Robert Guédiguian
Conclave di Edward Berger
Bird di Andrea Arnold
Vittoria di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
Premio all’Opera d’Autore: Ferzan Ozpetek
Premio all’Opera d’Autore: Céline Sciamma
This Is How a Child Becomes a Poet
Ritratto della giovane in fiamme
Neuropatie: il cinema e la cura dei traumi del corpo europeo
No Other Land di AA.VV.
Cutro, Calabria, Italia di Mimmo Calopresti
Fiume o morte! di Igor Bezinović
Visti e Rivisti
Chi ha ucciso Bella Shermann? di Édouard Molinaro
Il caso Belle Steiner di Benoît Jacquot
Amidei Kids
Una barca in giardino di Jean-François Laguionie
Sguardi indipendenti: Federica di Giacomo
Eventi Speciali
Futuri intrecci di Cristian Natoli
Passeio com Johnny Guitar di João César Monteiro
Welcome to the Village di Jojo Hideo
Berlinguer. La grande ambizione di Andrea Segre
Le assaggiatrici di Silvio Soldini









