Orgoglio friulano
“Marco di Moruzzo è stato l’ultimo Portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia. Nel 1420, a differenza degli altri nobili, si è opposto all’invasione della Repubblica di Venezia.
Fu così che Venezia lo cancellò dalla storia”
Prof. Franco Cardini
A livello cinematografico e soprattutto per merito di produzioni indipendenti Medio Evo e Rinascimento hanno conosciuto, negli ultimi anni, una stagione di rinnovato interesse. Festina lente (Affrettati lentamente) di Lucilla Colonna (dedicato alla nobile poetessa Vittoria Colonna), il documentario di Luca Anthon e Giuseppe Tandoi dal titolo Siate pronti – Le chiavi di Papa Celestino V, per non parlare poi de La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo impostato in maniera ultra-pop da Diego Schiavo e Marco Melluso per gettare nuova luce sull’arcinota figura di Matilde di Canossa, sono questi alcuni dei lavori che ci sono rimasti più impressi.
Adesso va ad aggiungersi all’elenco un altro titolo, destinato a scavarsi una piccola nicchia nel nostro immaginario. Trattasi di Marcho – L’ultima bandiera, docu-film diretto da Marco Fabbro e incentrato su un eroe semi-dimenticato, il friulano Marco di Moruzzo, di cui abbiamo potuto scoprire e ammirare le gesta grazie a un’edizione per l’home video particolarmente curata.
Partiamo comunque dal film in sé. Realizzato in collaborazione con l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane (Agenzia Regionale per la Lingua Friulana), Marcho – L’ultima bandiera rievoca dettagliatamente una pagina remota e poco nota della nostra Storia, ovvero lo strenuo tentativo del Patriarcato di Aquileia (custode all’epoca dell’identità friulana) di resistere all’urto di stati limitrofi in piena espansione tra cui la Serenissima stessa, ovvero quella Repubblica di Venezia che finirà per inglobarne i territori, dopo essersi scontrata a lungo col potere imperiale incarnato da Sigismondo di Lussemburgo re consorte d’Ungheria e di Croazia. I veneti riusciranno così a forza di scontri militari e di macchinazioni politiche a domare l’ultima resistenza delle città e delle casate nobiliari che, in Friuli, troveranno un estremo baluardo proprio nel ribelle Marco di Moruzzo, l’ultimo vessillifero fedele al Patriarca e quindi alla patria friulana, quasi un William Wallace (cfr. Braveheart) locale. Il che condurrà la sua vita verso un triste epilogo generando poi, sempre per compiacere Venezia, una “damnatio memoriae” durata diversi secoli e interrotta solo, nel 1986, dal casuale ritrovamento del documento redatto alla fine del ‘400 da un suo discendente, Rizzardo d’Arcano.
Come si può facilmente intuire dalle nostre brevi note introduttive, la ricostruzione storiografica alla base del lungometraggio è decisamente accurata; ed è un merito, questo, che almeno in parte si può attribuire all’inclusione nel progetto di Franco Cardini, medievista di fama internazionale che insegna all’Università di Firenze e del quale gli spettatori di èStoria, festival che si tiene ogni anno a Gorizia, hanno sovente apprezzato sia la competenza che la dialettica e la presenza scenica. A favore di Marcho – L’ultima bandiera non vi è però soltanto il lato documentaristico, l’accuratezza delle fonti. Anche la parte di fiction vera e propria funziona egregiamente. L’Italia sta diventando sempre più, vedi il Natale di Roma o i tanti eventi organizzati in Umbria, terra di rievocazioni storiche, per cui di grande effetto sono tanto gli scontri tra cavalieri che le battaglie in genere. Momenti resi credibili dalla qualità di costumi e corazze, dalle armi di scena, dall’abilità degli armigeri, dalle dinamiche stesse di scontri ripresi registicamente in modo attento e fluido. Ma altrettanto curate sono le scene girate negli interni, suggestivamente illuminate, con un effetto quasi caravaggesco. E l’atmosfera trae inoltre notevole beneficio dalle musiche composte, alternando solennità e fraseggi più intimi, da Vincenzo di Francesco.
Accennavamo in apertura al valore di un box realmente da “collezione”, anche per via di un booklet ricco di immagini e di approfondimenti storici. I tre dischetti (DVD, Blu Ray e UltraHD) rimandano intanto alla visione del docu-film sia in italiano che in “Furlan”, tradizionale lingua del Friuli, la qualcosa ha nella fattispecie un retrogusto particolarmente sapido. Coerentemente con l’importanza data in tale lavoro alla Storia locale. Mentre vi è tra i contributi speciali, oltre al trailer, un backstage che viene incontro a tante curiosità. Ragguardevoli infatti sono sia la preparazione del set, con tutta l’attenzione che ci si può aspettare per costumi e make-up, sia le interviste, che vedono protagonisti da un lato quei dirigenti dell’ARLeF che per amore del Friuli hanno fortemente voluto il film, dall’altro i rappresentanti del cast tecnico e artistico ovvero il già menzionato autore della colonna sonora, il regista Marco Fabbri, i protagonisti Paolo Mutti (Marco di Moruzzo) e Aida Talliente (Caterina Arcoloniani).
Stefano Coccia
Marcho – L’ultima bandiera
Regia: Marco Fabbri, Italia 2024; Durata: 75′
Cast: Paolo Mutti, Aida Talliente, Lorenzo Acquaviva, Riccardo Apostolico, Gabriele Benedetti
Lingue: Italiano / Furlan; Genere: Documentario
Extra: Trailer, Backstage
Produzione: Cecchi Gori, 2025; Distribuzione: CG Entertainment









