Una trentasettesima edizione, nel segno di Agnieszka Holland e Kirill Serebrennikov
Il 16 gennaio 2026, data ormai imminente, avrà inizio il Trieste Film Festival edizione numero 37, con la doppia proiezione al Miela del film d’apertura, Franz di Agnieszka Holland. Ovvero l’attesissimo lungometraggio dedicato a Franz Kafka, scrittore da lei immensamente amato, come testimoniato dalla cineasta polacca anche nel recente incontro con la stampa, a Roma, durante la 13esima edizione di CiakPolska.
Eppure, assecondando un copione che riscuote consensi già da qualche anno, ve ne sarà anche un’altra di “apertura”, più meno a metà di un festival sempre più ricco di proposte calendarizzato per l’appunto tra il 16 e il 24 gennaio: la Cerimonia Apertura Concorsi del 20 gennaio al Politeama Rossetti, con l’altrettanto atteso evento speciale dedicato al cinema di Kirill Serebrennikov (altro autore a noi particolarmente gradito), di cui verrà proiettato La scomparsa di Josef Mengele.
Franz Kafka e il Dott.Mengele, la più nobile letteratura mitteleuropea e una delle pagine di storia più atroci del Novecento, quindi, per un festival focalizzato sulle cinematografie dell’Europa centro-orientale che dal punto di vista storico-letterario (oltre che naturalmente cinefilo) ha sempre parecchi spunti da offrire. Noialtri di CineClandestino, che tracce simili le seguiamo con notevole interesse e passione, abbiamo scelto un’annata davvero promettente, variegata, per riproporci come Web Media Partner della storica manifestazione cinematografica triestina.
Passando in rassegna a volo d’uccello, giusto per far venire l’acquolina in bocca al pubblico più “cinephile”, il programma completo, l’edizione di quest’anno oltre ai due imperdibili film d’apertura vede in lizza titoli provenienti dalle firme più interessanti del cinema contemporaneo, tra cui spiccano Ildikó Enyedi, Šarūnas Bartas, Christian Petzold, Mascha Schilinski, Sergei Loznitsa e Nastia Korkia. Accanto ai consueti concorsi per lunghi, documentari, corti e film italiani, meritano una segnalazione (soprattutto per la qualità della ricerca confermata nel corso degli anni) le sezioni tematiche ovvero “Visioni Queer”, “Wild Roses”, la retrospettiva “Il secondo turno: compagne al lavoro” e il TSFF per i piccoli.
Lo spirito che ha guidato la selezione ci è stato così introdotto dalla direttrice del festival Nicoletta Romeo: “Ci auguriamo che le visioni di questa edizione possano essere delle bussole nuove, capaci di orientarci in una geografia umana sempre più complessa. Buon viaggio tra i percorsi di dialogo e bellezza del nostro festival, e un ringraziamento speciale a chi ha reso possibile questo miracolo collettivo, a chi lo abita sullo schermo, ai registi che ci hanno affidato le loro opere, e a chi, dal buio della sala, continua a farlo vivere ogni giorno, con la consueta, straordinaria curiosità”.
Tra le suddette sezioni ci sarà pure, quindi, dopo la novità dello scorso anno, Visioni Queer, dedicata alle storie che intendono aprire una finestra sul contributo dato dal cinema dell’Europa centrale e orientale ai diritti delle comunità Lgbtq+, in tanti Paesi dove la libertà di espressione è messa a rischio. Tra i focus presenti al festival, non mancherà infine “Wild Roses”, la sezione dedicata alle registe europee, che quest’anno celebra le voci femminili del cinema sloveno: curata peraltro da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e della Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana.
Come sempre, il festival si prepara a tornare insieme alla sua “compagna di viaggio”, la bora che scende sulla città nel mese di gennaio, quest’anno protagonista anche della locandina, dove una donna e un uomo avanzano nel vento, trattenendo il cappello e le giacche, nella Trieste degli anni ‘50. Gli scatti sono di Ugo Borsatti, il grande fotografo triestino scomparso nell’ultimo anno, testimone del Novecento a cui è dedicato l’omaggio per l’immagine simbolo, con gioco e ironia.
Molti di questi film li visioneremo per la prima volta assieme a voi, ma, essendo il Trieste Film Festival una vetrina per le migliori produzioni cinematografiche dell’area di competenza, alcuni titoli ci si sono già rivelati in tutta la loro struggente bellezza per il loro passaggio a Venezia o in altri festival generalisti. Tra le passate visioni veneziane possiamo raccomandarvi in partenza l’ultimo lavoro di Šarūnas Bartas, già recensito dal sottoscritto con le seguenti parole: “In Lagūna l’autore filma la Natura dei Tropici con aria quasi trasognata, coniugandone la sublime essenza coi propri stati d’animo. Assieme a lui osserviamo gli specchi d’acqua, la flora lussureggiante, uccelli acquatici e altre esotiche specie animali, più in particolare quel miracoloso ecosistema rappresentato dalle foreste di mangrovie. La bellezza è ovunque. Ma lo sono anche i ricordi tristi.
Bartas alterna così l’osservazione degli scenari naturali con i momenti di riflessione e piccoli riti famigliari, durante i quali è la piccola Una Marija Bartaitė ad accompagnarlo. La scarna franchezza dei loro dialoghi ti entra nel cuore. Ne risulta così, senza forzature, un acuto apologo filosofico sulla perdita, sull’assenza; e anche l’habitat in cui hanno stazionato per settimane se ne fa partecipe, tant’è che le immagini dei danni creati da una tempesta tropicale diventano, di sguincio, sottile allusione a quel ciclo di morte e rinascita nel quale siamo costantemente immersi”.
Mentre un altro nostro redattore, Giampiero Raganelli, così ci preparava da Cannes alla visione del più recente lungometraggio di Christian Petzold, Miroirs No.3: “Un cinema etereo che sfiora la dimensione del sogno, dove la realtà si fa labile e i sentimenti galleggiano come riflessi sull’acqua.”
Stefano Coccia
Riepilogo recensioni dalla 37esima edizione del Trieste Film Festival
Concorso lungometraggi
Elena’s Shift di Stefanos Tsivopoulos
Boken Voice di Ondřej Provazník
Mama di Or Sinai
Sorella di clausura di Ivana Mladenović
Concorso documentari
Active Vocabulary di Yulia Lokshina
Outliving Shakespeare di Inna Sahakyan, Ruben Ghazaryan
Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță
Concorso cortometraggi
The Spectacle di Bálint Kenyeres
Fuori concorso
Lagūna di Šarūnas Bartas
Miroirs No.3 di Christian Petzold
Two Prosecutors di Sergeï Loznitsa
Cos te costa (corto) di Davide Del Degan
Silent Ribellion di Marie-Elsa Sgualdo
Sound of Falling di Mascha Schilinski
Eventi speciali
Franz di Agnieszka Holland
The Disappearance of Josef Mengele di Kirill Serebrennikov
Silent Friend di Ildikó Enyedi
Wild Roses: Focus Slovenia
Little Trouble Girls di Urška Djukić
Installation of Love di Maja Weiss
My Last Year as a Loser di Urša Menart
Woman of God di Maja Prettner
Body di Petra Seliškar
Blind Spot di Hanna Antonina Wojcik Slak
Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song di Ester Ivakič
Premio Corso Salani
Abele di Fabian Volti
On Defiance di Giovanni C. Lorusso
Paul a Mayerling – Un portrait di Antonio Pettinelli
Leila di AA.VV.
Visioni Queer
Bearcave di Stergios Dinopoulos, Krysianna B. Papadakis
Fuori dagli Sche(r)mi
Wind, Talk to Me di Stefan Djordjevic
Stealing Land di Žiga Virc
TSFF per i piccoli
Tales from the Magic Garden di AA.VV.
Secret Delivery di Ján Sebechlebský









