Vita ed arte in un unicum irresistibile
Torna a Trieste, stavolta ad arricchire la sezione Wild Roses della 37esima edizione del festival, Installation of Love (Instalacija ljubezni) di Maja Weiss, già in concorso nel 2008. A distanza di anni, il film ha una freschezza ed un sapore di attualità che sorprende e diverte, mescolando cinema, metacinema, videoarte ed una strepitosa colonna sonora (tra cui troviamo, inaspettata, una curiosa versione slovena di Sapore di sale di Gino Paoli) in un montaggio spettacolare.
L’affascinante Mojica (Bernarda Oman) ha un rapporto stanco con il marito Vasko (Branko Zavrsan); la figlia Nika (Vesna Voncina), per vederla ancora felice, si unisce a Milos (Igor Samobor), primo amore di Mojica, nella realizzazione di uno straordinario progetto artistico, una Installazione d’amore vivente i cui protagonisti sono loro stessi. Guidata da Milos, ricomparso “per uno strano caso del destino” nella vita di Mojica, la donna incontra il giovane artista delle farfalle Egon Senk (Branko Jordan) e ritrova la scintilla d’amore perduta. Messi sul tavolo i protagonisti, l’arguta regista Maja Weiss trascina tutti in un viaggio in cui la vita e l’arte si intrecciano senza soluzione di continuità, finendo per confondersi in un gioco di cinema nel cinema, effetti speciali da videoarte, originale videoinstallazione e la più classica delle storie d’amore che prende vita sullo schermo con ironia e sentimento.
L’articolata sceneggiatura, scritta a quattro mani dalla stessa Weiss con Zoran Hocevar, scorre fluida nonostante gli incastri tra realtà, cinema ed installazione artistica, accompagnata da una colonna sonora puntuale ed originale, che valorizza i momenti più intensi e più divertenti con sagacia ed umorismo. Gli attori sono perfettamente in parte; spiccano per intensità e caratterizzazione la Oman e Samobor, ma Installation of Love è un’opera corale dove ogni tassello si incastra pienamente senza sbavature, ed ogni personaggio ha la sua rilevanza. Sbalorditivi ed irresistibili i titoli di coda, dove il metacinema prende il sopravvento dando vita ad un finale nel finale da vedere fino in fondo.
Con Installation of Love, la Weiss esprime il suo amore per il cinema in nome del cinema, creando un’opera a più letture, una storia che lo spettatore osserva dall’esterno e – contemporaneamente – dall’interno; un film che è una commedia brillante ed una commovente storia d’amore ma al tempo stesso una vera e propria videoinstallazione sgargiante e colorata, che mette in gioco le infinite possibilità artistiche fino all’estremo, analizzando con pungente ironia un mondo dove realtà e finzione si intersecano fino a confondersi. Il risultato è un film che diverte e commuove fino alle lacrime, sorprendendo lo spettatore ad ogni fotogramma e cambio di rotta, lasciandolo sbigottito e meravigliato fino alla fine.
Michela Aloisi









