Festival del Cinema Europeo di Lecce 2016: presentazione

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L’età non conta

A un passo dalla maggiore età si sa le prime grandi responsabilità si iniziano a sentire, quelle che accompagnano il tanto atteso, e allo stesso tempo temuto, passaggio di boa dall’adolescenza alla maturità. Ma non sono gli anni, o almeno non dovrebbero esserlo, a stabilire quanto e come si è cresciuti e maturati mentalmente. L’età può spesso ingannare, con adolescenti che dimostrano di avere più materia grigia e testa sulle spalle dei tanti adulti che li circondano. Vi starete chiedendo cosa c’entra tutto questo con un festival di cinema; ebbene c’entra eccome perché esistono tantissime manifestazioni più o meno grandi in Italia che, nonostante la doppia, tripla o addirittura quadrupla cifra raggiunta per quanto concerne il numero di edizioni riportato sulla carta d’identità, ancora si affannano a inseguire una solidità e una stabilità strutturale, a dare una coerenza e una continuità alle linee guida del palinsesto, a ritagliarsi uno spazio preciso all’interno della sterminata costellazione nostrana di manifestazioni festivaliere, grazie a una mission e a dei caratteri distintivi che ne giustifichino quantomeno l’esistenza.
Ci rendiamo perfettamente conto delle innumerevoli difficoltà con le quali ogni anno i direttori artistici devono fare i conti, legate nella stragrande maggioranza dei casi ai tagli imposti di volta in volta ai budget. Di conseguenza, si devono fare i doppi e tripli salti mortali per dare forma e sostanza a una programmazione, facendo spesso di necessità virtù. Ma arriviamo al punto, dicendo che esistono nel panorama festivaliero italiano, kermesse come il Festival del Cinema Europeo di Lecce che, nonostante gli immancabili ostacoli e le limitazioni dettate dalle casse e dalle scelte dei “piani alti”, riescono comunque a consegnare al pubblico e agli addetti ai lavori delle line up di altissimo livello. Negli anni, la kermesse salentina ha dimostrato una maturità che farebbe gola a tante altre realtà più gettonate e con più stagioni alle spalle, alimentata da uno spirito di adattamento e un coraggio che andrebbero maggiormente messi in risalto. Per questo, abbiamo deciso di intitolare il nostro articolo di presentazione del programma ufficiale 2016: “L’età non conta”.
La sua diciassettesima edizione, che si terrà dal 18 al 23 aprile 2016 presso il Multisala Massimo, non ha nulla da invidiare alle precedenti, con i direttori Alberto La Monica e Cristina Soldano che hanno confezionato un palinsesto che, sulla carta, sembra confermare quanto di buono mostrato alle platee negli anni passati. Il tutto nel ricordo del compianto Morando Morandini (membro del Comitato dei Garanti del Festival fin dalla sua nascita) e all’insegna della continuità, della varietà dell’offerta generale, della qualità delle opere proposte e del grande interesse delle iniziative collaterali, ma anche di qualche piccola novità che non guasta mai, ossia la neonata sezione Commedia Europea. Quest’ultima consiste in una vetrina di cinque opere appartenenti al suddetto genere tra cui: 21 Night with Pattie di Arnaud e Jean-Marie Larrieu, esplorazione dei sentimenti umani che mescola commedia di costume, dramma freudiano, trama poliziesca, incursioni nel fantastico e ritratto della campagna; e Klown Forever di Mikkel Nørgaard, un film che si interroga sulla possibilità di un’amicizia eterna tra i due maturi protagonisti, ritratti nelle loro difficoltà di rapporti, in una quotidianità di stili di vita e di redditi ormai diversi. Alla prima toccherà anche il compito di chiudere la sei giorni leccese, aperta nella serata inaugurale di lunedì 18 aprile dalla proiezione di Asino vola di Paolo Tripodi e Marcello Fonte, interpretato da Luigi Lo Cascio, Francesco Tramontana, Antonello Pensabene e Silvia Gallerano, con le voci di Maria Grazia Cucinotta e di Lino Banfi. Nell’occasione, l’attore pugliese riceverà  l’Ulivo d’Oro alla carriera.
Come da consuetudine, particolare attenzione sarà rivolta al concorso, con una rosa di dieci film presentati in anteprima nazionale. A contendersi i riconoscimenti attribuiti dalla giuria presieduta da Roberto Olla e composta da Alessia Barela, Antonin Dedet, Karel Och e Maria Sole Tognazzi, troviamo tra gli altri: il lussemburghese Baby(a)lone di Donato Rotunno, storia di un salto in un avanti brutale e violento che segna la vita dei tredicenni protagonisti, in fuga da un reale che non tollerano, dei loro momenti di felicità e di un benessere che non hanno mai conosciuto; l’albanese Chromium di Bujar Alimani, racconto di formazione inquadrato in un ampio dramma familiare, che focalizza la transizione del protagonista ribelle verso la maturità e il conflitto verso la figura paterna in seno ad un nucleo disfunzionale; e il turco Ivy di Tolga Karaçelik, riflessione sulla caduta dell’autorità e sull’ambiguità del rapporto fra sei uomini costretti a vivere in una situazione di caos e disperazione su una nave cargo, al largo dell’Egitto perché la compagnia è andata in bancarotta.
Accanto alla sezione competitiva, la manifestazione salentina propone anche numerosi spazi di approfondimento, sezioni dedicate a cortometraggi e a documentari che rappresentano un percorso di ricerca di nuovi temi e di nuovi linguaggi audiovisivi. Tra questi, il festival ospita una vetrina non competitiva dedicata al cinema del reale e una dedicata agli allievi del CSC, gli Stati Generali della Commedia Italiana, il Premio Lux del Parlamento Europeo, il Premio Mario Verdone e il Premio Emidio Greco.
Ma il Festival del Cinema Europeo non guarda solo al presente e al futuro, ma getta ogni anno un occhio di riguardo sulla produzione di ieri e di oggi di registi e attori provenienti dal Vecchio Continente, ai quali la kermesse rende il giusto tributo con delle preziose mini rassegne. Doverosa quella ad Andrzej Zulawski, a due mesi dalla sua scomparsa. Al grande regista polacco, a lungo vissuto in Francia, autore di un cinema provocatorio e controverso, sarà dedicata una retrospettiva curata da Massimo Causo di dieci film, a cominciare dalla sua opera La terza parte della notte del 1971, metaforica rielaborazione degli anni dell’occupazione nazista, sino ad arrivare al più recente Cosmos (2015), premio della giuria al Festival di Locarno. Altrettanto doverosa quella al connazionale Krzysztof Zanussi, al quale andrà il premio alla carriera, dopo aver presentato la sua ultima fatica dietro la macchina da presa dal titolo Corpo estraneo, dramma psicologico che mette in scena lo scontro tra il cinismo di certe realtà aziendali e un idealismo tutto giovanile. Per quanto riguarda il cinema di casa nostra, le restanti retrospettive saranno incentrate su Christian De Sica ed Elio Germano. Di entrambi verranno proposte delle carrellate di film che li hanno visti protagonisti nell’arco delle rispettive carriere.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti, anche per i palati più esigenti. A coloro che, invece, non potranno assaggiare il menù di questa diciassettesima edizione, Cineclandestino offre la possibilità di vivere live la kermesse attraverso i nostri articoli.

Francesco Del Grosso    

Riepilogo recensioni per sezione del Festival del Cinema Europeo di Lecce 2016

Concorso Lungometraggi Europei

Hector di Jake Gavin

Our Everyday Life di Ines Tanović

Lily Lane di Benedek Fliegauf (Ulivo d’Oro come Miglior Film)

Ivy di Tolga Karaçelik

One of Us di Stephan Richter

Baby(a)lone di Donato Rotunno

Chromium di Bujar Alimani

Cinema & Realtà

A tempo debito di Christian Cinetto

Premio Mario Verdone

Arianna di Carlo Lavagna

Pecore in erba di Alberto Caviglia

Short Skin di Duccio Chiarini

Premio Emidio Greco

Bellissima di Alessandro Capitani

Premio Lux

Mustang di Deniz Gamze Ergüven

Festival nel carcere

Milionari di Alessandro Piva

Omaggio Italiano a Elio Germano

Alaska di Claudio Cupellini

Il giovane favoloso di Mario Martone

Omaggio a Christian De Sica

Fräulein – Una fiaba d’inverno di Caterina Carone

 

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