Cineuropa Compostela 2020: bilancio

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#Cineuropa34: versione ridotta… ma non malridotta

I Festival cinematografici ai tempi del Covid… Il 2020 sarà un anno ricordato a lungo, per la pandemia che ha scombussolato il pianeta. Un impalpabile virus che si espande facilmente e rapidamente, contagiando le persone che sono entrate in contatto fra di loro e portando molte volte alla morte. Sembra la trama di una pellicola di fantascienza anni Cinquanta, nello specifico quelle americane che, dietro una storia di alieni, celavano un discorso propagandistico anti-comunista. È proprio il caso di affermare che questa volta la realtà ha battuto la finzione. Ma in questo cupo 2020 anche il cinematografo ha subito un duro colpo a più livelli, per chiusure forzate di sale cinematografiche, posticipazioni a data da destinarsi di film già pronti da proiettare (che non vogliono lo streaming), e di festival che si sono trovati al bivio se saltare l’annuale appuntamento della kermesse oppure optare per un’edizione trasmessa totalmente in streaming. In questo ambito due dei più grandi Festival internazionali hanno agito in maniera diversa, anche perché si sono svolti in due periodi differenti: il Festival di Cannes ha preferito non svolgere l’edizione targata 2020, mentre la Mostra di Venezia, rispettando tutte le norme di sicurezza, ha adempiuto all’annuale appuntamento. Il 38º Torino Film Festival, che fino a qualche settimana prima sembrava dovesse svolgersi normalmente, ha poi dovuto prediligere lo streaming. Tra queste scelte, il Festival Cineuropa ha scelto quella di mantenere la tradizione annuale seguendo il percorso classico: proiezioni in sala, rispettando doverosamente le norme sanitarie.

Non si vuole entrare nella discussione se questa decisione sia stata giusta o sbagliata, in un momento così delicato, ma è anche vero che Santiago de Compostela e la Galizia sono molto meno colpite dalla pandemia rispetto a Madrid, Catalunya e zone limitrofe. E come hanno anche rimarcato il sindaco compostelano Bugallo e José Luis Losa, Direttore del festival, Cineuropa è ormai un appuntamento consolidato, divenuto imprescindibile per la città di Santiago de Compostela. Non solo per la quantità e la qualità delle pellicole che negli anni hanno proposto al pubblico, ma anche per ciò che vi gravita intorno, ovvero le premiazioni ha eminenti personalità dello spettacolo nazionale o internazionale, le discussioni culturali e finanche l’esecuzioni musicali che musicano dal vivo una determinata pellicola. Gli organizzatori di Cineuropa non hanno voluto privare il pubblico – o sarebbe meglio dire il popolo della città – di tutto questo, perché un festival rappresenta un punto d’incontro tra differenti persone per generare uno scambio interculturale. Questa edizione numero 34, svoltasi tranquillamente, ha dovuto fare i conti con le norme di sicurezza sanitaria, per tanto ha dovuto snellire il programma (poco più di 80 pellicole), conservare solo 4 sale dove si sarebbero svolte le proiezioni e/o i dibattiti, sopprimere la notte del classico e folle Maratón e, a malincuore, far entrare solo poche persone ad ogni evento (massimo 60 spettatori), proprio per far rispettare le distanze. Sebbene Cineuropa abbia dovuto proporre la kermesse in questo formato, il pubblico ha comunque risposto con entusiasmo. Questa è la dimostrazione di come dal 1987 ad oggi la kermesse compostelana ha acquisito, con tatto e passione, la fidelizzazione della gente, che continua sostenere, anche in momenti di crisi, l’evento e la cultura. In tal caso è azzeccato il manifesto scelto per questa edizione, perché rappresenta una foto di famiglia – vintage – sorridente e in posa per l’obiettivo. In questo “scatto” si rappresenta bene la familiarità che il festival ha raggiunto, e allo stesso tempo è un’immagine che da sicurezza, di ricongiungimento. Tra gli altri aspetti sfrondati, quest’anno non c’è stata la giuria composta dai giovani, e quindi il “premio” al miglior film è stato dato solo dal pubblico, che ha incensato con un punteggio di 9.2 la pellicola The Father (2020) di Florian Zeller e con Anthony Hopkins.

Per dare qualche altro piccolo dettaglio più preciso. Cineuropa34 si è svolta dal 6 al 22 novembre, e sebbene in formato ridotto, tutto sommato ci sono stati pochi cambi strutturali, rimanendo stabili i quattro luoghi di proiezione già presenti anche nelle edizioni passate: Teatro Principal, Salón Teatro, Cinema NUMAX, Auditorio de Galicia. Film d’apertura è stato Un altro giro (Drük, 2020) di Thomas Vinterberg, e le premiazioni annuali sono andate a celebrità spagnole: all’attore asturiano Javier Gutiérrez; alla giornalista e scrittrice galiziana Margarita Ledo: al regista galiziano Alfonso Zarauza. In ambito musicale la Real Filharmonica de Galicia ha musicato dal vivo la pellicola muta Il monello (The Kid, 1921) di Charlie Chaplin. Anche quest’anno la cinematografia italiana è stata ben rappresentata, con la proiezione di Miss Marx (2020) di Susanna Nicchiarelli e Padrenostro (2020) di Claudio Noce. Molto interessante l’ampio omaggio fatto a Ennio Morricone (1928-2020), con una variegata cernita di pellicole, soprattutto di genere, da lui musicate. E per celebrare il centenario di due colossi del cinema nostrano, ci sono stati gli omaggi a Federico Fellini, con il documentario The Magic of Fellini (2002) di Carmen Piccini, e ad Alberto Sordi con Guglielmo il dentone, episodio della commedia I complessi (1965) di Luigi Filippo d’Amico, Dino Risi e Franco Rossi.

Roberto Baldassarre

Riepilogo recensioni per sezione da #Cineuropa34

Selezione Europea

Un altro giro di Thomas Vinterberg

L’angle mort di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic

DAU. Natasha di Jekaterina Oertel e Ilya Khrzhanovskiy

Malmkrog di Cristi Puiu

El año del descubrimiento di Luis López Carrasco

Panorama Internazionale

A Witness Out of the Blue di Chi-Keung Fung

Tengo miedo torero di Rodrigo Sepúlveda

She Dies Tomorrow di Amy Seimetz

Il male non esiste di Mohammad Rasoulof

Latidoamericano

La dosis di Martín Kraut

Fantatique Compostela

Bliss di Joe Begos

The Trouble with Being Born di Sandra Wollner

Host di Rob Savage

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