Trieste Science + Fiction 2018: presentazione

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Vi stupiremo con effetti speciali

La potenza di fuoco di un festival per fare breccia nel saturo e variegato circuito nazionale e internazionale deve essere giocoforza elevato. Pena il declassamento nei gradini più bassi della scala di gradimento popolare o addirittura l’estinzione dal panorama delle manifestazioni cinematografiche. Da parte sua, il Trieste Science + Fiction Festival, giunto quest’anno alla 18esima edizione (dal 30 ottobre al 4 novembre 2018) e del quale CineClandestino sarà media partner per la prima volta, di colpi per affrontare la battaglia odierna ne ha diversi in canna, alcuni dei quali destinati a lasciare il segno nelle platee di turno che affolleranno le locations della kermesse (tra cui il Teatro Rossetti e Teatro Miela). In particolare, quelli di grosso calibro il festival organizzato da La Cappella Underground ha deciso di esploderli in apertura e chiusura della sei giorni, che porterà nel capoluogo giuliano le migliori produzioni di genere fantastico, con oltre venti anteprime cinematografiche mondiali, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi, attori e autori dalle diverse latitudini. Saranno, infatti, l’attesissimo First Man diretto dal premio Oscar© Damien Chazelle sull’avvincente storia della missione NASA dell’Apollo 11 per portare il primo uomo sulla Luna e i nazi-zombie di Overlord, l’action-horror firmato da Julius Avery e prodotto da J.J. Abrams ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, ad alzare e ad abbassare il sipario.
Nel mezzo un programma che si annuncia sulla carta particolarmente ricco di ospiti di prestigio di grande caratura come il due volte Premio Oscar© Douglas Trumbull, autore tra gli altri degli effetti speciali di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Star Trek, 2001: Odissea nello spazio e Blade Runner al quale sarà conferito il Premio Urania d’Argento alla carriera, oppure lo scrittore britannico Richard K. Morgan, rinomato per i suoi romanzi di fantascienza distopica (tra cui “Altered Carbon”, da cui è stata tratta l’omonima serie Netflix), presente al Festival in veste di Presidente della giuria del Premio Asteroide, riconoscimento internazionale che ogni anno il Festival dedica al miglior film di science-fiction e fantasy in concorso, riservato alle opere di registi emergenti.
Loro e tanti altri faranno da spalla all’interessante line up che tra concorsi, fuori concorsi e sezioni collaterali, regalerà al pubblico di turno una serie di titoli provenienti dalle diverse coordinate del pianeta Terra. Nella competizione principale, dall’Austria arriva The Dark, una favola maledetta condita con litri di sangue e tenere emozioni dalla coppia Justin P. Lange e Klemens Hufnagl, mentre dal Canada e dall’ultima edizione del Festival di Toronto sbarcherà a Trieste il thriller sci-fi Freaks del duo formato da Zach Lipovsky e Adam Stein. Da segnalare anche la presenza in selezione dell’avvincente survivor movie spaziale made in UK di Carl Strathie battezzato Solis, oltre all’atteso Jonathan dello statunitense Bill Oliver, nel quale Ansel Elgort ci regala un’incredibile interpretazione in un doppio ruolo.
Non è da meno il fuori concorso che, oltre ai film di Chazelle e Avery, potrà contare anche su pellicole come: Elizabeth Harvest, fiaba di Barbablù in chiave moderna realizzata da Sebastián Gutiérrez; il frenetico action movie sudcoreano già campione d’incassi The Witch: Part 1. The Subversion di Park Hoon-jung; l’horror agghiacciante più amato nei festival di quest’anno, ossia Terrified dell’argentino Demián Rugna; e il post-apocalittico Future World di e con James Franco.
Spazio anche ai talenti emergenti del cinema fantastico nella selezione dei corti nazionali ed internazionali di science fiction (uno su tutti UI – Soon We Will All Be One di Johannes Muecke e Patrick Sturm), e ai documentari della sezione “Futurologia”. In quest’ultima potremo vedere More Human Than Human di Tommy Pallotta e Femke Wolting che indaga la vita al tempo dell’intelligenza artificiale. Riscaldamento globale e genetica, la prossima grande rivoluzione tecnologica, si incontrano in Genesis 2.0, uno dei documentari più affascinanti e inquietanti dell’anno. Ma anche Conversazioni atomiche di Felice Farina è un film on the road alla ricerca della fisica contemporanea, che accetta la sfida di cercare di rendere comprensibili e accattivanti argomenti quali la relatività e la meccanica quantistica. Dischi volanti, agenti dell’FBI e una macchina del tempo: tutto questo ruota attorno all’Integraton, una misteriosa cupola eretta nel deserto californiano alla fine degli anni ‘50, ora monumento nazionale e punto di riferimento dell’anticonformismo. Calling All Earthlings di Jonathan Berman è un affascinante documentario che guarda in su, verso lo spazio, e in giù, verso le radici della controcultura.
Confermata anche “Spazio Italia”, la sezione speciale dedicata alle produzioni fantastiche e fantascientifiche made in Italy, tra cortometraggi e film in anteprima. Saranno tre i lungometraggi fantascientifici italiani presenti in questa edizione, di cui due in anteprima. Si comincia con la proiezione del film Go Home – A casa loro di Luna Gualano, una feroce apocalisse zombie in un centro di accoglienza della periferia romana; si prosegue con l’horror You Die – Scarica l’app, poi muori di Alessandro Antonaci, Stefano Mandalà e Daniel Lascar, per chiudere con il thriller La voce del lupo di Alberto Gelpi, un racconto teso e avvincente sull’accettazione di se stessi, anche in condizioni estreme, che nel cast annovera Christopher Lambert e Maria Grazia Cucinotta.
Per chiudere in bellezza con uno sguardo al passato che non guasta mai e con il quale la kermesse triestina rende il giusto omaggio alla grandissima fantascienza di ieri. Negli appuntamenti giornalieri di “Classix” sarà possibile rivedere cult come Barbarella di Roger Vadim, Zeder di Pupi Avati, Westworld di Michael Crichton e Stalker di Andrej Arsen’evič Tarkovskij.
Insomma ce n’è davvero per tutti i palati, anche per quelli più esigenti. E per coloro che non possono venire a Trieste ad assaporali di persona ci saremo noi di CineClandestino a raccontarvi con recensioni e approfondimenti sul campo il meglio del cartellone 2018 del Trieste Science + Fiction Festival.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione della diciottesima edizione del Trieste Science + Fiction Festival

Neon

Peripheral di Paul Hyett

The Night Eats the World di Dominique Rocher

Freaks di Zach Lipovsky e Adam Stein

Ederlezi Rising di Lazar Bodroža

Man Divided di Max Kestner

Await Further Instructions di Johnny Kevorkian

Jonathan di Bill Oliver

The Year of the Plague di Carlos Martin Ferrera

Neon – Out of Competition

First Man di Damien Chazelle

The Witch: Part 1. The Subversion di Park Hoon-jung

Elizabeth Harvest di Sebastian Gutierrez

Lajko – Gipsy in Space di Balázs Lengyel

Overlord di Julius Avery

Prospect di Christopher Caldwell e Zeek Earl

Spazio Italia

Go Home – A casa loro di Luna Gualano

La voce del lupo di Alberto Gelpi

Spazio Corto Italia

In principio di Daniele Nicolosi

Futurologia

Genesis 2.0 di Christian Frei e Maxim Arbugaev

Premio Urania d’Argento: Douglas Trumbull

Trumbull Land di Grégory Wallet

Interviste

Zach Lipovsky

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