Sarajevo Film Festival 2020: bilancio

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Premi e riflessioni

L’evento è chiuso, Sarajevo ha deciso a chi donare il suo cuore e a noi, un po’ immalinconiti dal senso di fine, che pensierosi idealmente sorseggiamo una rakija seduti ad un bar sul lungofiume, non resta che ripensare e provare a fare un bilancio del festival appena concluso.
La giuria internazionale presieduta da Michel Hazanavicius e le giurie di categoria hanno così decretato:

Heart of Sarajevo per il miglior film:
Exile di Visar Morina

Heart of Sarajevo per il miglior regista:
Ru Hasanov per The Island Within

Heart of Sarajevo per la migliore attrice:
Marija Škaričić per Mare

Heart of Sarajevo per il migliore attore:
Vangelis Mourikis per Digger

Heart of Sarajevo per miglior film documentario:
Merry Christmas, Yiwu

Premio speciale della giuria:
Holy Father di Andrei Dăscălescu

Human rights award:
Acasă, my home di Radu Ciorniciuc

Heart of Sarajevo per miglior cortometraggio:
Antiotpad di Tin Žanić

Menzione speciale della giuria per:
In Her Steps di Anastasia Kratidi

Miglior film di uno studente:
The Great Istanbul Depression di Zeynep Dylan Süren

Heart of Sarajevo onorario:
Michel Franco, regista
Mads Mikkelsen, attore

Nell’intero programma, non solo nel concorso principale, si avverte un afflato vitalistico nelle pellicole selezionate, anche in quelle più oscure e drammatiche, ben lontano da una fatalistica accettazione del male quanto vicino ad un tentativo di capirlo ed inglobarlo nella propria visione del mondo. Bene e male fanno parte della vita, non c’è l’uno senza l’altro e questa è un’idea del mondo molto bosniaca. Con un gran numero di pellicole dedicate all’interiorità ed al rapporto del singolo con il mondo il festival ci è apparso molto intimista, ma forse è un’impressione rafforzata dall’aver fruito le pellicole in streaming anziché nelle sale cinematografiche. Una selezione di assai alta qualità. Il Sarajevo Film Festival non sarà la manifestazione più glamour ma innegabilmente riesce ad avere una sua posizione ed un suo spirito internazionale, di quel particolare internazionalismo jugoslavo che non significa fondere tutto nella stessa marmellata, ma accogliere tutte le differenze per creare qualcosa di più grande la loro somma. La città di Sarajevo ha per molto tempo rappresentato questo spirito internazionalista. Tale spirito non sembra essere stato distrutto, non completamente almeno, dalla terribile guerra degli anni Novanta ed ora torna a soffiare attraverso il festival cinematografico che ne rappresenta indubbiamente un bellissimo esempio con una grande attenzione a pellicole provenienti dai Balcani, Grecia compresa e che gradita scoperta un cinema greco di valore al di là di Yorghos Lanthimos, da paesi limitrofi come la Turchia (una gradita sorpresa un cinema turco di interesse) e da paesi lontani come l’Azerbaijan (il cinema azero esiste e ha qualcosa da dire). Senza dimenticare una pregevole sezione dedicata alle pellicole di produzione nazionale, davvero un bel modo di propagandare il cinema di casa propria, lasciando il concorso internazionale ad altre pellicole e riservandosi una propria oasi nella quale concedere spazio e modo a cinema e pubblico di conoscersi ed apprezzarsi meglio e ci sia permesso di dire che, alla luce di quanto visto, è un peccato che il cinema bosniaco sia così poco conosciuto al di fuori dei propri confini.
In sintesi, quello al quale abbiamo assistito è un festival che rivendica con orgoglio le proprie radici e nel mentre si apre al mondo, curioso e felice di offrire se stesso agli altri e di ricevere gli altri, in un continuo scambio paritario che buoni frutti può portare e nessuno cattivo.
VIVA SARAJEVO E VIVA LA BOSNIA! Speriamo di rivederci il prossimo anno.

Luca Bovio

Riepilogo recensioni per sezione del Sarajevo Film Festival 2020

BH Films

Focus, Grandma di Pjer Žalica

Full Moon di Nermin Hamzagić

Sympathy for the Devil di Guillaume de Fontenay

Documentari

Our Lady’s Peace di Vladimir Perović

One of Us di Djuro Gavran

Concorso Cortometraggi

Vesna Goodbye di Sara Kern

Open Air

Pinocchio di Matteo Garrone

Dealing With the Past

What You Gonna Do When the World’s on Fire? di Roberto Minervini

The Painted Bird di Vaclav Marhoul

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