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The Sickness Unto Love

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VOTO: 7,5

Essere adolescenti in Giappone: luci ed ombre del mondo giovanile

Non tutto è come appare, in The Sickness Unto Love (Koi ni Itaru Yamai) di Hiroki Ryuchi, in concorso alla 28esima edizione del Far East Film Festival; non lo è la storia, che inizia come un classico “seishun eiga” (film adolescenziale giapponese) per poi virare in qualcosa di molto più complesso, ma soprattutto non lo sono i personaggi, protagonisti e comprimari, che si svelano a poco a poco in un intreccio intrigante tra crime, thriller, drammi giovanili, autolesionismo e manipolazione.

Trasferitosi da poco con la famiglia, il timido Nozomu bullizzato da alcuni dei nuovi compagni di scuola, trova un’alleata inattesa nella ragazza più popolare della classe, Kei, che abita nella casa di fronte. Quando Akira, il capo dei bulli, si suicida, inizia una spirale di morte che porta alla luce un microcosmo giovanile inaspettato e perverso. Si parla di Blue Whale (qui indicata nella variante Blue Morpho, farfalla blu ricorrente visivamente nell’opera di Hiroki), gioco online che spinge gli adolescenti al suicidio, ma chi è il master del gioco? L’inquietante e sospetto Daisuke Uragami, arrestato dalla polizia come ideatore di Blue Morpho? La verità è suggerita dietro le righe, ventilata ma al contempo negata sino alla svolta finale. Colpi di scena e cambi di registro continui portano lo spettatore a dubitare di ciò che è sotto i loro stessi occhi, come lo stesso Nozomu, i cui sentimenti lo portano a negare ciò che dentro di lui è già chiaro.

Con The Sickness Unto Love, Hiroki Ryuchi indaga in un mondo, quello adolescenziale, che dovrebbe essere quello dell’innocenza e della gioia, mettendo a nudo altresì, con impressionante intensità e onestà emotiva, il buio insito in alcuni di loro e la crudeltà che riescono ad autoinfliggersi e ad infliggersi l’un l’altro. In parte, alla radice di questi fenomeni diversi, dall’ansia sociale all’isolamento (la crescita del fenomeno hikikomori), dall’autolesionismo al bullismo, vi è sicuramente l’elevata competitività giovanile, alimentata da un sistema educativo basato su una forte pressione accademica: un modello che, mirando all’eccellenza ed alla disciplina, è causa di un forte stress emotivo, generando quei fenomeni che, nell’opera di Hiroki, emergono a poco a poco dall’ombra, sottilmente e spietatamente, rendendo palpabile il dolore fisico quanto quello dell’anima.

Una sceneggiatura ad incastri (screenplay di Kato Masato e Kato Yuiko, sulla base del romanzo di Yûki Shasendô) che si svela pezzo dopo pezzo sino a rivelare il puzzle finale è il cuore di The Sickness Unto Love; se la storia è scritta bene, tutto il resto, dalla fotografia alla musica, non può che rendere il quadro più completo, in un’armonia cinematografica che prende per mano lo spettatore trascinandolo negli abissi dell’inferno giovanile di Nozomu e Kei e dei loro compagni. Intensa ed inquietante l’interpretazione di Anna Yamada nei panni di Kei Yosuga, convincente quella di Kento Nagao (Nozomu Miyamine) e degli altri comprimari, che mostrano, senza pietà, le complesse relazioni tra studenti e compagni di scuola e di classe, dando vita ad un thriller-drama efficace e persuasivo.

Michela Aloisi

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