Intervista con il Team della Mescalito Film

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Nasce il Mescalito Biopic Fest

In questo periodo così duro per la temporanea sospensione di spettacoli cinematografici, rappresentazioni teatrali e concerti, l’offerta di intrattenimento e cultura da parte della rete è considerevolmente aumentata. E se alcuni festival storici sono dovuti migrare forzatamente sul web, diversa e senz’altro coraggiosa ci è parsa la scelta della Mescalito Film di creare e far partire, proprio in un momento tanto difficile, un nuovo appuntamento festivaliero che si distingue comunque da altri per la qualità della proposta e per i forti margini di crescita. Parliamo del Mescalito Biopic Fest, programmato sull’apposita piattaforma dal 9 al 13 novembre. Le operazioni sono quindi in pieno svolgimento…
Per inciso il sottoscritto è stato invitato a far parte della giuria internazionale, mentre la nostra rivista si è subito a candidata ad essere media partner di un’iniziativa nata con premesse senz’altro brillanti. Su come sia partita questa nuova avventura ci siamo voluti fare una bella chiacchierata, così da fornire anche agli spettatori le coordinate di base del progetto, con il produttore e distributore Giorgio Beltrame, in rappresentanza qui dell’agguerritissima Mescalito Team.

D: Proprio questa settimana si sta svolgendo, online come tante altre rassegne programmate nel difficile periodo che stiamo vivendo, il neonato Mescalito Biopic Fest. Potresti dirci, Giorgio, quando è maturata l’idea di questo nuovo festival e che legame ha con la tua già consolidata attività di distributore?
Giorgio Beltrame: Il Mescalito Biopic Fest è stato pensato durante il periodo del primo lockdown. L’idea nasce dall’innata volontà di poter proporre al nostro pubblico opere, spesso introvabili nel circuito classico, ma di assoluta rilevanza sociale. Abbiamo pensato, quindi, che in un periodo storico come quello attuale, sia fondamentale conoscere fatti storici, personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel magico cammino della vita attraverso racconti o gesta nobili e simpatiche. Nel mentre in cui scrivo, ad esempio, penso ai protagonisti di Ti porto io e al “malandro” del Kaiser.
Essendo inoltre i festival, da sempre, uno strumento utile per arrivare a prodotti nuovi ed interessanti, abbiamo così pensato di crearne uno che potesse essere il tramite per arrivare a film meritevoli di una distribuzione capillare ed efficace, come la nostra.

D: Il festival pone quindi in primo piano film biografici e tematiche sociali. Come mai questa scelta?
Giorgio Beltrame: Perché è la scelta che da sempre contraddistingue la linea editoriale della Mescalito Film. Per una volta, abbiamo voluto che i film arrivassero a noi e non che noi fossimo, piccoli Indiana Jones, alla ricerca del gioiellino nascosto tra le centinaia di film che nell’arco di un anno siamo soliti valutare.

D: In fase di selezione qual è stata la risposta di cineasti e produttori? Giudichi soddisfacente la qualità media dei film che sono arrivati?
Giorgio Beltrame: È andata oltre più ogni rosea aspettativa. Questo grazie al lavoro della “Mescalito Team” e di una minuziosa ed attenta comunicazione. Senza finanziamenti, senza un profilo storico, non è stato facile, ma ci siamo riusciti; da qui è nata la voglia di ripetere l’esperienza del festival l’anno prossimo dal vivo e in diversi cinema italiani organizzando, ove possibili, workshop ed incontri con attori, registi e/o esperti della materia dei film proiettato.

D: Dal programma del festival emerge, sia per i documentari che per i lunghi di finzione ed i corti, un quadro molto vario anche a livello geografico. Rappresentare cinematografie valide ma a volte poco considerate può essere un altro tratto distintivo del festival?
Giorgio Beltrame: Sì, assolutamente. La Mescalito Film e il Mescalito Biopic Fest vogliono essere una luce visibile e ben riconoscibile per tutte quelle cinematografie troppo spesso ingiustamente ignorate o non seguite dal pubblico e dalle medio grosse distribuzioni.

D: Altra prerogativa interessante è l’assegnare premi sia attraverso i voti del pubblico che tramite una giuria, della quale per onore di cronaca fa parte anche il sottoscritto. La composizione stessa della giuria sembrerebbe ribadire per il Mescalito una vocazione internazionale… cosa puoi dirci a riguardo?
Giorgio Beltrame: Riteniamo che imporsi e ottenere la giusta visibilità nel vasto mondo dei festival nasca da quanto tu sia credibile agli occhi del pubblico o di chi decide d’iscrivere la propria opera. Scegliere, quindi, esperti del settore con ruoli e percorsi professionali diversi aiuta a fidelizzare ed ottenere appunto credibilità. Il cinema, poi come ben sappiamo, non è solo rappresentato dal regista che è l’autore materiale del film, ma c’è tutta una filiera, teste pensanti – i produttori, la stampa, i laboratori con le loro lavorazioni, gli esercenti con il loro impegno… – con un’anima, un cuore, una passione che troppo spesso non vengono ricordate o citate.

D: Un’ultima domanda la vorremmo fare riguardo all’attuale programmazione: la crisi pandemica ha creato per forza di cose grande concorrenza tra le iniziative proposte in streaming. Ti preoccupa un po’ che il Mescalito Biopic Fest sia finito sul web in concomitanza con diverse altre rassegne? E pensi che questo porterà in futuro a qualche modifica, nella struttura e nella calendarizzazione del festival?
Giorgio Beltrame: Sì, diciamo che la crisi pandemica ci ha fatto capire che le distanze possono essere abbattute e che la rete funziona soprattutto quando integra e non disintegra la dimensione collettiva. Ecco perché la Mescalito Film ha progettato e realizzato un nuovo spazio di visione: un cinema virtuale in grado di raggiungere il proprio pubblico ovunque. Per rispondere alla crisi dovuta all’emergenza da CoVid19 che ha travolto in modo epocale il mondo economico, tutti i film in concorso sono stati trasmessi in diretta nella sala cinematografica virtuale Mescalito Live (www.mescalitolive.com) per raggiungere il suo pubblico in tutta Italia e coinvolgerlo prima durante e dopo la proiezione attraverso una chat in cui condividere con gli altri compagni di sala opinioni e riflessioni. Come diceva Jodorowsky, probabilmente, ora si dovrà fare molta più attenzione a quali prodotti comprare e portare al cinema e quali immettere direttamente online. Il Mescalito Biopic Fest vuole essere quell’evento unico che attrae persone con specifici interessi, per cui non temiamo la concorrenza; anzi, può sempre essere il giusto metro di paragone per imparare e migliorarsi. Come dicevo prima, è nostro obiettivo riuscire ad organizzare il Mescalito Biopic Fest in più città d’Italia e dal vivo, probabilmente in un periodo dell’anno diverso da quello autunnale. Ci auguriamo, quindi, di tornare il prima possibile fisicamente in sala e poi procedere all’organizzazione della seconda edizione dove vorremmo ospitare workshop ed ospiti nazionali ed internazionali. Solo organizzando un evento unico, una visione introvabile ed insostituibile, si potrà rieducare le persone a tornare in sala; solo dando il massimo si potrà continuare a regalare emozioni come stiamo facendo ormai da molti anni con la Mescalito Film.

Stefano Coccia

A seguire le recensioni di alcuni film in programma

DOCUMENTARI

Stalking Chernoby di Iara Lee

Stro: The Michael D’Asario Story di Doug Nichols

Ghiaccio di Tomaso Clavarino

L’ultimo uomo che dipinse il cinema di Walter Bencini

Be Natural: the Untold Story of Alice Guy-Blaché di Pamela B. Green

FILM DI FINZIONE

Open Door di Florenc Papas

Occidente di Jorge Acebo Canedo

Bêtes Blondes di Maxime Matray e Alexia Walther

Needle Boy di Alexander Bak Sagmo

Out of the Fight di Steve Moon

Tito di Grace Glowicki

CORTOMETRAGGI

In the Land of  Morning Calm di Alessandra Pescetta

Augustus di Jon Alston

Autumn Waltz di Ognjen Petkovic

Beatrice di Vincenzo De Sio

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