Autumn Waltz

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8.5 Awesome
  • VOTO 8.5

Un valzer ci salverà

Autumn Waltz, del serbo Ognjen Petkovic, in concorso al Mescalito Biopic Fest, unisce la commedia alla cruda realtà di un paese in guerra, in un mix che risulta allo stesso tempo poetico e potente, suscitando emozioni contrastanti, dal riso alla tenerezza, dalla paura all’orrore.

Siamo negli anni ’90, e nella ex Jugoslavia imperversa la guerra. Una coppia tenta di fuggire dalla propria città assediata, ma le strade sono bloccate da barricate. Per superarne una, la barricata numero 5, hanno pronta una scusa, il funerale della zia di lei; ma non regge al confronto con il cinico capo dello scalcagnato gruppo di guerriglieri ai suoi ordini. Un’intuizione dell’uomo, un permesso rilasciato loro dal comandante Lemon, li salva dalla fucilazione in atto; ma occorre provarne la veridicità.

Gli orrori della guerra nei Balcani visti con tragica ironia; gli uomini del posto di blocco vengono dipinti in modo eccentrico e crudele, dall’uomo col cilindro che scatta fotografie ma uccide a sangue freddo con la stessa facilità al pianista mascherato che suona a richiesta l’ultimo brano del condannato.
E mentre un’altra coppia viene uccisa dopo aver scavato la propria tomba, e i due sono in attesa di conoscere la risposta di Lemon ed il proprio destino, la donna chiede al pianista il Valzer in A Minore di Chopin. Sarà un atto di gentilezza precedente allo scoppio della guerra l’ago della bilancia del Fato.

Petkovic, pur richiamando il buio di un conflitto fratricida, con Autumn Waltz lancia un messaggio di umanità, stemperando con l’ironia le atrocità ed accendendo una luce di speranza; mentre risuona diegeticamente per tutto il film, la musica del pianista mascherato.

Michela Aloisi

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