Giornate del Cinema Europeo Contemporaneo 2018: presentazione

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Non c’è due senza tre

A poco meno di 48 ore dalla chiusura della 68esima Berlinale, per CineClandestino è ancora tempo di festival. Dalla kermesse tedesca torniamo in Italia, per la precisione in quel di Milano, da dove vi racconteremo in presa diretta la terza edizione delle Giornate del Cinema Europeo Contemporaneo, in scena dal 27 febbraio al 3 marzo 2018. A ospitare la manifestazione meneghina, voluta dagli istituti culturali europei e dalle rappresentanze diplomatiche raccolte nel Cluster EUNIC Milan, non sarà come nel 2017 il Cinema MI MAT (CineTeatro San Carlo), ma lo Spazio Oberdan.

I paesi rappresentati alla rassegna del 2018 saranno: Austria, Francia, Germania, Regione Vallone del Belgio, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svizzera, Polonia e Ungheria. Ognuno partecipa con una produzione nazionale degli ultimi due anni, alcune delle quali in anteprima italiana. Si va dalla commedia al dramma e le trame raccontano di vita quotidiana, di storie personali, di aspetti socio-economici e immergono il pubblico nelle contingenti realtà locali. Non esiste, dunque, un fil-rouge invisibile di temi o di generi che collega i film selezionati, tuttavia un valore aggiunto in questa rassegna non competitiva esiste ed è lo sguardo tutto umano sui paesi chiamati in causa e sulle rispettive culture.
La cinque giorni milanese consente al pubblico di fare un breve ma intenso tour cinematografico nel Vecchio Continente; il tutto comodamente seduti nell’accogliente cornice della sala posta a pochi passi da Porta Venezia. Ad aprire le danze ci penserà la commedia biografica di co-produzione austriaco-lussemburghese Egon Schiele: Death and the Maiden (2016), scritta e diretta da Dieter Berner, mentre a chiuderle ci penserà l’ungherese Attila Till con l’action-comedy Kills on Wheels (2016). Già transitato sugli schermi nostrani nel novembre del 2017, il film di Berner ritorna nelle sale per una tre giorni evento (dal 26 al 28 febbraio) voluta dalla Draka Distribution in occasione del centenario della morte del genio dell’espressionismo austriaco, con nel mezzo la proiezione organizzata nell’ambito della manifestazione milanese. Decisamente più pulp, energico e colmo di humor nero, invece, il titolo con il quale si chiuderà il sipario di queste Giornate. L’opera seconda di Till, a giudicare dagli echi positivi giunti dai festival di Chicago e Karlovy Vary, si preannuncia come la grande sorpresa dell’intera selezione.
Nel mezzo film che hanno fatto parlare di sé nel circuito festivaliero internazionale per l’incisività, l’importanza e la forza dei temi trattati, come Nocturama (2016), The Teacher (2016) e Sieranevada (2016). Con il primo, presentato tra gli altri nella sezione “Alice nella città” della Festa del Cinema di Roma 2016, il francese Bertrand Bonello si è avventurato nel rischioso e oggi altamente sensibile tema del terrorismo, mentre il veterano e prolifico regista ceco Jan Hřebejk, con la sua ultima fatica dietro la macchina da presa approdata nelle sale italiane con Satine Film nel settembre del 2017, si è affidato a un ritratto pungente e caricaturale per mettere in scena una metafora sulla povertà morale delle alte sfere gerarchiche del sistema politico. Terzetto di altissimo livello che viene completato dalla pellicola del cineasta rumeno Cristi Puiu, ritratto di una società boccheggiante e in crisi, che dal nodo centrale della famiglia si allarga a macchia d’olio al contesto malato che la circonda.
Nella selezione delle Giornate del Cinema Europeo Contemporaneo 2018 ci sarà ampio spazio anche per le opere realizzate da talentuosi e promettenti registi, tra cui la svizzera Petra Volpe e il polacco Łukasz Grzegorzek, rispettivamente con The Divine Order e Kamper. Se da una parte la Volpe rende un sentito e doveroso omaggio alle donne e al loro coraggio con un film che racconta la lotta per il suffragio femminile in Svizzera, dall’altra Grzegorzek ci regala un classico coming of age, capace però di scavare a fondo nella dimensione intima del suo protagonista.
E tra cineasti navigati e promesse da tenere sott’occhio, la line-up porterà nella metropoli lombarda anche registi che hanno, nel bene e nel male, con i propri film lasciato il segno nelle passate stagioni: dal duo belga-canadese formato da Dominique Abel e Fiona Gordon, che con Paris pieds nus portano sullo schermo una commedia burlesca da loro diretta, sceneggiata e interpretata; al drammaturgo Miguel del Arco, che con Las furias mette in quadro una tragedia familiare classica dagli echi mitologici; passando per Andreas Dresen, che in As We Were Dreaming traspone un racconto di formazione pieno di umorismo, su sottofondo techno, ambientato nella Germania dell’Est prima e dopo la caduta del Muro.
La manifestazione sarà pure l’occasione per il pubblico di turno per dialogare faccia a faccia con alcuni dei registi dei film invitati. Nel corso della cinque giorni meneghina la platea dell’Oberdan potrà, infatti, incontrare lo spagnolo Miguel del Arco, il ceco Jan Hřebejk e il tedesco Andreas Dresen. Motivo in più per non lasciarsi sfuggire l’occasione di vedere o rivedere pellicole di indubbio valore e per ascoltare chi queste opere le ha firmate da dietro la macchina da presa.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni della terza edizione delle Giornate del Cinema Europeo Contemporaneo

Sieranevada di Cristi Puiu

The Teacher di Jan Hřebejk

Egon Schiele: Death and the Maiden di Dieter Berner

The Divine Order di Petra Volpe

Kamper di Lukasz Grzegorzek

Las furias di Miguel del Arco

Paris pieds nus di Dominque Abel e Fiona Gordon

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