Cinema Svizzero a Venezia 2019: bilancio

0

Breve sunto dell’ottava edizione

L’immagine più forte che ci è rimasta di Bruno Ganz, nel periodo precedente la sua scomparsa, è senz’altro il premuroso, riflessivo Virgilio disposto ad accompagnarci tutti nella discesa agli Inferi di Lars von Trier. Sia il navigato interprete svizzero che Matt Dillon ne La casa di Jack hanno sfoderato prestazioni maiuscole. Ma l’ex angelo sopra Berlino e Führer in caduta libera lo abbiamo poi rivisto, con indubbio piacere, in quella che figura come la sua ultima interpretazione: ovvero l’anziano e comprensivo monaco che si prende cura dei rifugiati in Fortuna, film scritto e diretto da Germinal Roaux, passato di recente all’ottava edizione di Cinema Svizzero a Venezia.

Basterebbe forse questo per evidenziare quanto siano valide, stimolanti, le proposte che caratterizzano ogni anno tale manifestazione cinematografica, andata in scena nel 2019 presso il Palazzo Trevisan degli Ulivi, tra il 26 e il 31 marzo. Una settimana di programmazione, undici appuntamenti, 4 anteprime e tanti ospiti, per la vivace kermesse che stavolta, sempre a proposito di Bruno Ganz, ha avuto quale evento speciale proprio la proiezione di Pane e tulipani, a 20 anni dal set veneziano del film.
Sebbene si sia parlato fino ad ora di cinema di finzione, ci piace rimarcare subito il fatto che nei documentari, almeno a nostro avviso, risiede oggi la vera forza del cinema svizzero. Stando almeno alla qualità media dei lavori proposti e alla personalità di determinati cineasti. Diverse qui le eccellenze: dal pluripremiato Chris the Swiss di Anja Kofmel all’intrigante “mistery archeologico” di Nicolas Wadimoff, L’Apollon de Gaza; dalle zanne di mammut di Genesis 2.0 allo storicamente approfondito e rilevante Stucky, una fortuna a Venezia.

A ciò aggiungiamoci pure il peso di altri lavori documentari, visionati nel corso di qualche altro festival: per esempio l’affascinante Insulaire di Stéphane Goël, che avevamo scoperto poche settimane prima grazie a Bergamo Film Meeting. Chissà che non capiti anch’esso un giorno in Laguna. E così dicendo vogliamo intanto travestirci da signor Spock, per augurare “lunga vita e prosperità” a un festival, Cinema Svizzero a Venezia, di cui CineClandestino si è occupato per la prima volta proprio quest’anno!

Stefano Coccia

Riepilogo recensioni da Cinema Svizzero a Venezia 2019

Lungometraggi

Fortuna di Germinal Raoux

Ondes de choc – Journal de ma tête di Ursula Meier

Ondes de Choc – Prénom: Mathieu di Lionel Baier

Amur senza fin di Christoph Schaub

Documentari

Chris the Swiss di Anja Kofmel

L’Apollon de Gaza di Nicolas Wadimoff

Genesis 2.0 di Christian Frei e Maxim Arbugaev

Eldorado di Markus Imhoof

Stucky, una fortuna a Venezia di Emiland Guillerme e Francois Rabaté

Leave A Reply

quattro × cinque =