Far East Film Festival 2019: presentazione

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Avvicinare ciò che è lontano

Ritorna la primavera e ritorna il Far East Film Festival a Udine. La fortunata rassegna di cinema popolare asiatico giunge alla sua ventunesima edizione, inaugurando così il suo terzo decennale di attività. Risultato non di poco conto e di cui va dato il giusto merito al comitato organizzativo che ogni anno riesce a convogliare nella piccola città di provincia, da sempre, tra l’altro, terra di confine e d’incontro di culture, appassionati, cultori, esperti e professionisti del cinema asiatico in quello che è ormai diventato il festival europeo più importante per quanto riguarda i film provenienti dall’Estremo Oriente.
Né questa nuova edizione del FEFF sembra poter deludere le aspettative di quanti giungeranno in Friuli a fine aprile (ci aspettano nove giorni di proiezioni, dal 26 aprile al 4 maggio). Selezionati con cura tra i moltissimi candidati, i film che avremo l’occasione di vedere spazieranno, come al solito, tra tutti i generi, garantendo un’ampia gamma di scelta in grado di soddisfare i desideri e le curiosità di tutti gli spettatori.
L’apertura sarà di forte impatto emotivo. Si comincerà, infatti, con la proiezione del coreano Birthday, che racconta la vicenda e il lutto di una famiglia che ha perso il proprio figlio nel naufragio del traghetto Sewol, risalente al 16 aprile del 2014, a seguito del quale morirono più di 300 persone, in gran parte giovanissime. Diretto dalla giovane Lee Jong-un, che fu anche aiuto regista di Chang-dong Lee durante la realizzazione dell’acclamato Poetry, il film è testimone di un dolore impossibile da superare del tutto, di una ferita non ancora richiusasi e non potrà certo lasciare indifferente né la platea del Teatro Nuovo Giovanni da Udine né gli spettatori della Corea del Sud, dove è molto atteso.
Tra i 76 film in programma (51 dei quali saranno in gara per aggiudicarsi il Gelso d’Oro) spiccano alcuni titoli sui quali è stato posto l’accento anche durante la conferenza stampa di presentazione del festival. È il caso, ad esempio, del coreano Intimate Strangers, remake del nostrano Perfetti sconosciuti e considerato in patria alla stregua di un horror (!). Occhi puntati, inoltre, sulla rassegna “The Odd Couples”, nella quale gli spettatori saranno chiamati a mettere in relazione un film occidentale e uno orientale, accomunati per i più svariati motivi. Le iene di Tarantino dialogherà, dunque, con il suo antecedente City on Fire, firmato nel 1987 da Ringo Lam, così come accadrà tra Il mondo di Suzie Wong di Richard Quine e My Name Ain’t Suzie di Angie Chen.
Non mancheranno, come sempre, i grandi ospiti. Su tutti spicca il nome di Anthony Wong, protagonista di Still Human, opera prima di Oliver Chan (Hong Kong), nel quale interpreta un uomo paralizzato e costretto su una sedia a rotelle che troverà un’amica nella sua nuova badante. L’attore cinese farà il suo ritorno a Udine dopo vent’anni per ricevere un meritatissimo Gelso d’Oro alla Carriera. Altra grandissima guest star sarà l’attrice Yao Chen, tra le donne più influenti al mondo per la rivista “Forbes” e considerata la risposta cinese nientemeno che ad Angelina Jolie. Celebre anche per l’impegno sociale a favore delle minoranze, Yao Chen sarà presente al festival con il drammatico Lost, Found, firmato dal regista Lue Yue, e riceverà anch’essa la stessa onorificenza che verrà concessa a Wong.
Every Day a Good Day sarà invece l’occasione non solo per commemorare l’attrice giapponese Kiki Kirin, qui in una delle sue ultime interpretazioni, ma anche per indagare più da vicino l’aura quasi sacrale che permea la cerimonia del tè. Atteso anche il thriller dai contorni horror Eerie, che vede alla regia il filippino Mikhail Red, figlio d’arte (il padre, Raymond, vinse anche una Palma d’Oro al Festival di Cannes per il cortometraggio Anino). Mikhail, tra l’altro, appartiene al gruppo dei giovani filmmaker formatisi anche nei workshop organizzati a Udine nell’ambito del Far East. Il progetto “Ties That Bind”, che di queste scuole di formazione si occupa, porterà avanti anche quest’anno la propria iniziativa, dividendosi tra la cittadina friulana e Singapore.
Ultima, ma non certo per importanza, va menzionata, tra i moltissimi lavori di recente produzione cui assisteremo, la retrospettiva che il FEFF dedicherà al cinema coreano tra il 1964 e il 1990, dal titolo alquanto emblematico: “I Choose Evil”. In tale rassegna saranno proposti agli spettatori film che raccontano storie di piccole grandi ribellioni e disubbidienze nel periodo della dittatura. Tra i molti titoli vale la pena di citarne almeno uno: A Day Off di Lee Man-hee, risalente al 1968 e giudicato da molti un vero e proprio capolavoro.
Dal 26 aprile al 4 maggio, quindi, sono attesi a Udine professionisti ed appassionati provenienti dagli angoli più disparati del globo per un festival che, oltre a confermare, come detto, un’importanza vitale nel suo ben determinato contesto cinematografico, costituisce da anni una rara, se non unica, occasione di osservare da vicino, attraverso la mediazione dello schermo, una realtà, quella dello Estremo Oriente, solo geograficamente distante, ma a noi prossima per desideri, paure, aspirazioni e sogni. È anche e soprattutto per questo motivo che il cinema è un’arte attuale come non mai.

Marco Michielis

Riepilogo recensioni per sezione del Far East Film Festival 2019

Competition

Bodies at Rest di Renny Harlin

Birthday di Lee Jong-un

Melancholic di Tanaka Seiji

The Great Battle di Kim Kwang-sik

Jam di Sabu

The Scoundrels di Hung Tzu-hsuan

Default di Choi Kook-hee

Three Husbands di Fruit Chan

Kampai! Sake Sisters di Konishi Mirai

Lost, Found di Lue Yue

Fly Me to the Saitama di Takeuchi Hideki

Still Human di Oliver Chan

HARD-CORE di Yamashita Nobuhiro

Extreme Job di Lee Byoung-heon

Dare to Stop Us di Shiraishi Kazuya

Ten Years Japan di Kinoshita Yusuke, Hayakawa Chie, Fujimura Akiyo, Ishikawa Kei, Tsuno Megumi

Only the Cat Knows di Kobayasi Syoutarou

Reside di Wisit Sasanatieng

Intimate Strangers di Lee Jae-kyoo

The Odd Couples

City on Fire di Ringo Lam

Retrospettiva Cinema Sudcoreano

The Body Confession di Jo Keung-ha

A Day Off di Lee Man-hee

Approfondimenti

Zombi in Corea (saggio)

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