Tokyo Tribe

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

L’unione fa la forza

Tutto quello che c’era da spendere e da dire su Tokyo Tribe, compreso il giudizio sul lavoro dietro la macchina da presa di Sion Sono, è già stato speso e detto su CineClandestino nella recensione di Chiara Pani, realizzata qualche stagione fa in occasione della presentazione alla 32esima edizione del Torino Film Festival. Di quella pubblicazione e dell’analisi critica sviscerata con toni assolutamente entusiasti dalla nostra collaboratrice, a distanza di tempo ne continuiamo a condividere ogni singolo passaggio, di conseguenza qualsiasi altra parola a riguardo potrebbe apparire un’inutile e ridondante ripetizione. Si tratterebbe di andare ad aggiungere un’altra mezza dozzina di aggettivi a quelli già attribuiti allo strabordante, provocatorio, politicamente scorretto, allucinante, esagerato e fuori controllo, mix senza soluzione di continuità di yakuza movie, musical (sorta di hip hop opera), commedia e martial arts action, firmata dal prolifico ed eclettico regista giapponese nel 2014.
Allora, giustamente, vi starete chiedendo il motivo di questa pubblicazione. Presto detto. Ciò di cui vogliamo rendervi partecipi è la felicità per la notizia della distribuzione di Tokyo Tribe nel mercato home video nostrano a due anni di distanza dalla sua realizzazione. Non è mai tardi quando si tratta di film come questo, firmato da un cineasta che in passato ci aveva fatto brillare gli occhi con opere multiformi come Strange Circus, Love Exposure, Himizu e The Land of Hope; tutte ancora inspiegabilmente assenti dagli scaffali nostrani e rese accessibili al pubblico italiano solo ed esclusivamente grazie ad alcune kermesse del circuito festivaliero battenti bandiera tricolore (una su tutte quella torinese che nel 2011 gli ha dedicato una personale). Nel frattempo, abbiamo potuto ingannare l’attesa facendo indigestione con tutto quello che Sion Sono ha voluto metterci a disposizione con così tanta generosità nel biennio successivo e che, ovviamente, non ci siamo fatti sfuggire: da Tag a Shinjuku Swan, da Love & Peace a The Whispering Star, sino al più recente Antiporno.
A regalarci questa immensa gioia sotto l’albero di Natale ci ha pensato l’ormai collaudata coppia formata da CG Entertainment e Tucker Film, che ha scelto Tokyo Tribe come nuovo tassello della fortunatissima collana “Far East Film”. Ora abbiamo finalmente la possibilità di stringere fra le mani la versione in Dvd, per la quale si era resa necessaria, qualche mese fa, una campagna di crowdfunding andata per fortuna a buon fine. Il raggiungimento e il superamento del quorum richiesto per avviare la stampa delle copie da immettere nel mercato ci consente, infatti, di inserire nella videoteca casalinga un altro straordinario titolo.
Iniziamo con il dire che ci ha fatto immensamente piacere approdare nel setup del menù audio e non trovare alcuna traccia in italiano. Non si tratta di una scelta intelligente, ma di puro buon senso. Il mettere a disposizione dello spettatore solamente una traccia originale con sottotitoli, rende la fruizione ottimale. La timeline e il racconto procedono a ritmo di una sequela interminabile di barre rap e di battle, per cui un vile e cattivo doppiaggio avrebbe sicuramente depotenziato e mandato in frantumi il DNA primigenio dell’opera. Troppe volte, infatti, abbiamo dovuto assistere a veri e propri scempi nel campo del musical cinematografico, con parti doppiate incastonate tra un brano e l’altro. In certi casi si è arrivati persino a doppiare le sezioni canore pur di assecondare le diaboliche e insensate esigenze distributive. Per fortuna, coloro che in Italia hanno dato a Tokyo Tribe una seconda vita in home video non si sono lasciati tentare da certe discutibili pratiche.
Continuando a scorrere nel menù, non potevamo non fare tappa nel comparto extra. Quest’ultimo è purtroppo davvero scarno, per non dire assente. La povertà in termini di contenuti ci ha costretti ad abbassare, seppure di poco, il voto in pagella. Abbassamento, questo, che ci teniamo a sottolineare non dipeso assolutamente da demeriti attribuibili al film, bensì dalla siccità riscontrata negli extra. Oltre alla consueta galleria di trailer della rinomata collana dedicata al cinema orientale, il suddetto comparto può contare su un unico filmato, che non risponde però alla voce making of. Quanto ci sarebbe piaciuto entrare nel dietro le quinte di alcune delle tante scene chiave del film, come ad esempio il bellissimo piano sequenza iniziale oppure il tutti contro tutti marziale che precede i titoli di coda. Ma anche assistere a video incentrati sulla preparazione delle parti rappate. Purtroppo, anche se dovessero esistere, qui non ce n’è alcuna traccia. Davvero un grandissimo peccato. Dobbiamo accontentarci di un’intervista a Emanuele Sacchi, a cura della Tucker Film, battezzata “Un rap che spacca”. Nei diciassette minuti a sua disposizione, il critico offre contemporaneamente un preciso vademecum sul cinema di Sion Sono e una dettagliata guida alla visione di Tokyo Tribe, entrambi utili per approfondire, con il supporto di brevi clip estratte dalla timeline, il magma incandescente di temi, stilemi, influenze, contaminazioni, sottotesti e riferimenti culturali, che è alla base del film.

Francesco Del Grosso

Tokyo Tribe
Regia: Sion Sono
Durata: 111′ Giappone, 2014
Cast: Akihiro Kitamura, Ryohei Suzuki, Yôsuke Kubozuka, Kokone Sasaki
Lingue: Dolby Digital 2.0 | Originale Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano  Formato: 16/9 2,35:1
Extra: Trailer, “Un rap che spacca” intervista a Emanuele Sacchi
Distribuzione: CG Entertainment/Tucker Film

 

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