Una nona edizione ricchissima di ospiti e proposte cinefile
Anche quest’anno la redazione di CineClandestino ha seguito a distanza ma con indubbia passione uno dei festival costruiti a ridosso dell’immaginario fantastico, che si stanno imponendo con più personalità nella scena italiana e non solo: il Monsters Fantastic Film Festival, svoltosi a Taranto tra il 22 e il 31 ottobre 2026, sotto la direzione artistica di Davide Di Giorgio. Si è trattato di una nona edizione qualitativamente di tutto rispetto, sia per i film selezionati (laddove va imponendosi, rispetto ai generi, un taglio sempre più “di ricerca”) che per gli ospiti di assoluto valore. Riguardo poi alla partnership di CineClandestino, con una punta di orgoglio ci vien subito voglia di affermare: cresciuti loro, cresciuti anche noi. Nel senso che un concreto, mirabile apporto al nostro speciale festivaliero sta venendo da nuove firme della rivista o estemporanei collaboratori, nella fattispecie Matteo Scarfò, Marco Minniti, Gabriele Tacchi e Fabrizio Battisti, che sono anche grandi cultori di generi come l’horror, la fantascienza e il thriller.
Veniamo però al sunto di questo Monsters Fantastic Film Festival 2026, a partire dai premi.
Arriva dalla Scandinavia il film vincitore della nona edizione del festival pugliese. Si tratta di No Rest for the Wicked (Danimarca/Islanda/Isole Faroe, 2026) del regista Kasper Kalle: ambientato nel 1862, nelle Isole Faroe, racconta di un amore proibito tra un pescatore e un baleniere che sopravvive alla tragedia e alla morte, scatenando forze mistiche che si scontrano con un intero villaggio. A sceglierlo come Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale è stata la giuria composta da Eugenio Ercolani, Catriona MacColl e Juan Sebastian Torales. Questa la motivazione alla base della decisione: “Gli amori disperati e le separazioni dolorose legate alla dura vita di mare hanno dato origine a numerose storie spettrali intrise di romanticismo e melodramma e sebbene “No Rest for the Wicked” si svolga in gran parte sulla terraferma, costituisce un prezioso contributo a questo brumoso immaginario. Kaspar Kalle, con mano salda e notevole destrezza, si muove in territori ben mappati senza però mai inciampare in manierismi e stereotipi stucchevoli, creando un proprio immaginario, tanto accogliente e familiare quanto nuovo ed eccitante. Il ritmo è quello di un dramma storico, in cui le incursioni nel soprannaturale non fanno che accentuare la gotica dolcezza e il profondo sentimento che legano i due protagonisti, Baldur ed Helge. In questo Kalle dimostra di saper usare gli strumenti dell’horror e del cinema di genere tout court, manipolando sapientemente le percezioni e aspettative del pubblico. L’orrore che rimane, quello reale, infatti è tutto da trovare nel microcosmo del villaggio, in cui ignoranza e religione si intersecano come anguille velenose”.
Il Premio per la Miglior Regia è stato invece attribuito all’americano Harrison Atkins per Sour Minnows (Usa, 2026), opera seconda che denota un visionario talento inquietante e delirante applicato a una storia che deforma la realtà quotidiana di un ragazzo della più profonda e tranquilla provincia statunitense.
È invece l’italiano Everblind di Camillo Sancisi il Miglior Cortometraggio del Concorso Internazionale. In un futuro distopico, Altea vive in una radura da cui è vietato allontanarsi e deve seguire dei rituali di purificazione imposti dal “creatore”. Il rito finale consiste nel rinunciare alla vista per “vedere” il mondo per ciò che è davvero. Ma prima, Altea ha un ultimo obiettivo: scoprire cosa c’è al di là della radura. La giuria composta da Giusy De Nicolo, Giulia Galli e Federico Zecca lo ha scelto “per aver costruito, con la pazienza artigiana della stop motion, un mondo di forte originalità visiva: una radura chiusa come una pupilla, abitata da figure pallide e dagli occhi enormi cui è imposto di rinunciare alla vista. In quindici minuti Sancisi racconta la ribellione di Altea, giovane Eva che preferisce la conoscenza alla salvezza, e ne fa il centro di un’allegoria ecologica che non concede consolazioni. Un film immaginifico e vertiginoso, che unisce la ricchezza dell’invenzione figurativa alla densità del racconto”.
Everblind è anche il Miglior Corto Italiano della competizione, il premio che il Monsters FFF ha istituito da questa edizione, affidandolo al giudizio di una figura di riferimento del cinema fantastico italiano: quest’anno ad attribuire il riconoscimento è stato chiamato il regista Paolo Strippoli, che ha premiato il cortometraggio di Camillo Sancisi e ha voluto assegnare anche una menzione a Paleogene di Lorenzo Rizza. Nella motivazione, il regista de L’estranea ha sottolineato come abbia visto “dei progetti meravigliosi, che sono sintomo della vitalità di un certo cinema giovane di genere in Italia”.
Il Premio per la Miglior Regia del Concorso Cortometraggi è andata a The 57th Murder di Jud Willmont (Cina, 2025), mentre una Menzione Speciale è stata attribuita al corto The Black Cat di Amir Souri (Iran, 2025). Il Premio della Giuria Studenti, assegnato dai partecipanti al Progetto Pricò – Il Cinema è Giovane, è stato attribuito al corto The Last Cheap House di Meg Favreau (Usa, 2025), che ha anche assegnato una Menzione Speciale a Paleogene di Lorenzo Rizza (Italia, 2026). La giuria di bambini del progetto Monsters Kids ha invece assegnato il Premio per il Miglior Film del Concorso Internazionale Kids al cortometraggio Wolfie di Philippe Kastner (Repubblica Ceca, 2025).
Tirando le somme, la nona edizione del Monsters svoltasi a Taranto dal 22 al 31 ottobre e si è chiusa in un affollato Spazioporto, dopo aver portato sul grande schermo ben 75 film in dieci giorni (di cui 15 in prima nazionale) e aver fatto tappa in otto location del capoluogo ionico. Diversi i momenti indimenticabili, tra cui l’assegnazione del Premio Maestri del Fantastico nelle mani di Pino Donaggio, Mariano Baino e Catriona MacColl, ospiti di quest’anno che hanno suscitato grande attenzione nel pubblico.
In particolare la presenza di Mariano Baino, del quale è stata anche proiettata in collaborazione con Severin Films la versione restaurata (Director’s Cut) di un cult assoluto come Dark Waters, ci ha particolarmente emozionato, giacché in principio a farci conoscere le sue opere fu un film-maker e studioso di cinema che ci manca davvero tanto, il compianto Michele De Angelis.
L’ultima parola vogliamo lasciarla però al Direttore Artistico della manifestazione cinematografica tarantina, Davide Di Giorgio: «Concludiamo questa nona edizione del festival, che si è svolta in giornate cruciali per la città di Taranto, con un bilancio che non può che vederci soddisfatti. Il pubblico ci ha trasmesso il suo entusiasmo, rinnovando un rapporto che va indubbiamente consolidato e approfondito e ha mostrato attenzione per i film e per gli ospiti che sono intervenuti e che sempre più proiettano il festival in una dimensione internazionale. Il successo va condiviso con una squadra fantastica che fin dal primo giorno è partita con lo spirito giusto e la voglia di sorreggere qualcosa in cui si crede. Un grande evento dedicato al fantastico e all’horror è possibile a Taranto».
Stefano Coccia
Riepilogo recensioni per sezioni della nona edizione del Monsters Fantastic Film Festival
Nuove Tendenze – Concorso lungometraggi
Astrolatry di David Gordon
We Are Aliens di Kohei Kadowaki
No Rest For The Wicked di Kasper Kalle
Sour Minnows di Harrison Hatkins
Nuove Tendenze – Concorso cortometraggi
Everblind di Camillo Sancisi
The Last Cheap House di Meg Favreau
Eventi e Anteprime
Oddities di Tyler Savage
La stregoneria attraverso i secoli di Benjamin Christensen
Essi vivono di John Carpenter
Heat of Madness di Karim Ouelhaj
Maestri del fantastico: Mariano Baino
Monsters Kids
Last Generation di Silvia Conesa
Wolfie di Philippe Kastner









