Un viaggio dantesco senza redenzione
Presentato al Monsters Fantastic Film Festival 2026, Heat of Madness di Karim Ouelhaj è un viaggio nelle oscurità dell’anima, un thriller allucinatorio in cui il protagonista, Scola, viene condotto da una misteriosa Mela (Petit Pomme), moderna Caronte, attraverso l’inferno dantesco, verso una remota redenzione.
Scola (Olivier Picard), in attesa di diventare padre, decide di fare un’ultimo colpo insieme ai suoi complici; bottino, una manciata di diamanti. Ma le cose non vanno come previsto; tradito, Scola precipita in una realtà ultraterrena, dove nulla è ciò che sembra, guidato dall’ossessione per la vendetta e dalla necessità di recuperare le gelide pietre che lo hanno trascinato sull’orlo dell’abisso. L’enigmatica Petit Pomme (Julie Carroll), con lo zaino maleodorante e piccole mele che escono dal retto, cerca di aprirgli gli occhi sulla sua rabbia ed il rifiuto di accettare la realtà.
Presente e passato si confondono in un intreccio spazio-temporale senza coordinate di riferimento, realtà ed allucinazioni si sovrappongono senza soluzione di continuità, rendendole a tratti indistinguibili, tanto a Scola quanto allo spettatore che lo segue nel suo viaggio. Un’ultima rapina, un tradimento che lacera la realtà, sprofondando il protagonista in un incubo senza fine, tra ricordi reali ed immaginati, il coltello come arma vendicativa perchè il sangue purifichi, un bambino sul punto di nascere, intermediari pericolosi, selvaggi nascosti nel bosco fitto, una donna che espelle mele dal fondoschiena, figure di donna che si intrecciano e si confondono, il ricovero in un ospedale psichiatrico, la diagnosi di sindrome di Cotard, o dell’uomo morto. Distinguere verità ed inganno è una sfida persa in partenza; solo la misteriosa Petite Pomme, Piccola Mela, sembra avere la chiave per attraversare questo inferno dantesco. Ad un tempo Guida e Coscienza di Scola, lo accompagna nel suo viaggio surreale tentando altresì di metterlo di fronte alla sua stessa collera ed ai suoi demoni interiori; il suo nome, piccola mela, richiama elementi simbolici potenti, dalla tentazione di Eva al peccato originale, ma anche alla conoscenza.
Heat of Madness è un’opera profondamente terrena e mistica insieme: Scola è il peccatore che cerca la redenzione, ancorato però ad una realtà criminale e violenta; il soprannaturale e l’allucinatorio trovano il loro contraltare nella scientifica diagnosi di sindrome di Cotard, un raro disturbo neuropsichiatrico in cui chi ne è affetto è intimamente convinto di essere morto o di non esistere affatto. Quello descritto dal regista Karim Ouelhaj è un viaggio negli inferi da cui è impossibile il ritorno.
Michela Aloisi









