Karen Šachnazarov a Roma

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Al Nuovo Cinema Aquila l’incontro con pubblico e addetti ai lavori

Due parole sul film: “Anna Karenina” è un romanzo famosissimo, il più conosciuto di Tolstoj. Ho fatto per la televisione un serial di 8 puntate. E poi da lì ho ricavato la versione per il cinema, che state per vedere. Ecco, come uomo mi sono sempre chiesto come sarebbe stato il destino di Vronskij dopo la morte di Anna, come avrebbe portato con sé questo fardello dovuto alla morte della persona amata. In questa versione ho cercato di dare una risposta a tali quesiti, spero che la troverete interessante. Diciamo che non era possibile rendere completamente il romanzo in sole due ore, però abbiamo cercato di mantenerne l’essenza, aggiungendo anche delle nostre fantasie. Resterei poi ancora con voi a parlarne, ma penso che il cinema debba essere innanzitutto visto, per cui vi lascio alla visione del film”. Dopo aver introdotto il suo Anna Karenina: Vronsky’s Story, si era congedato così il 7 giugno scorso, al Nuovo Cinema Aquila, un generosissimo Karen Šachnazarov, ospite della retrospettiva a lui dedicata dall’Istituto di Cultura e Lingua Russa di Roma. Generoso, sì, perché questo importante cineasta russo che è anche presidente della Mosfilm si era prestato, nel pomeriggio, a un intenso incontro col pubblico e con la stampa, di cui vi proponiamo qui alcuni stralci. A tradurre le domande dei presenti e le risposte del regista l’editore Sandro Teti.

Ad una delle personalità intervenute vogliamo però rubare, prima di entrare nel vivo, questo significativo ed accorato intervento: “Non possiamo ricordare qui in un minuto la figura del Maestro Karen Georgievič Šachnazarov, perché è un grande regista, ed ha salvato la Mosfilm dopo il crollo dell’Unione Sovietica dalla mano degli oligarchi e di chi voleva mettere in gabbia questo enorme patrimonio prima dell’URSS e oggi della Russia. Vorrei aggiungere magari questo: Karen Georgievič non è solo un grande uomo di cinema, un grande produttore, ma è un vero figlio della Russia, un figlio cioè di quella intellighenzia sopravvissuta dall’era sovietica al periodo attuale. Di persona può apparire timido, ma poi lo si vede in quasi tutti i talk show dei tre canali russi che noi riceviamo attraverso il satellite, ed è spesso a confronto coi più grandi politologi su piazza. Ebbene, quando costoro intervengono si ha l’impressione che parlino arabo, quando invece è il nostro Karen Georgievič ad esprimersi si ha sempre dananti qualcosa di limpido, chiaro. Non soltanto un grande artista del cinema, ma un grande intellettuale, una delle migliori teste pensanti del paese. Non è un caso che il padre sia stato il primo consigliere di Michail Gorbačëv, ed era lui un personaggio davvero incredibile che nell’89, prima della caduta del Muro, si recò anche in Italia. Credo che Karen Georgievič abbia preso molto da suo padre Georgy Šachnazarov, elaborando una visione non soltanto del cinema, ma della cultura e del mondo, che nella Russia di oggi è difficile trovare.”

Ed ora le domande rivolte in sala al Maestro.

D: In relazione al cinema, qual è il ruolo dello Stato e quali cambiamenti ha subito?
Karen Šachnazarov: Una risposta completa sarebbe molto lunga da dare. Allora, io credo che lo Stato debba aiutare il cinema e sarebbe meglio se al posto di fare carri armati, al posto di fare missili, producesse molti film. Anche se non dovessero essere di grande qualità, sono sempre meglio delle armi.
Penso poi che, trovandoci in Italia, possiamo vedere quanto sia stato frutto dello Stato o del mecenatismo; quanti capolavori siano stati finanziati, ad esempio, da figure come Cosimo de’ Medici. Credo pertanto che si debba continuare in questa direzione, che lo Stato debba aiutare la cultura: il fine ultimo dell’esistenza di una nazione, di uno Stato, è proprio quello di fare cultura. Tutto il resto passa in secondo piano. Tanto è vero che dell’antica Roma è rimasta la cultura. L’Impero Russo ci ha lasciato comunque una cultura che include San Pietroburgo, Tolstoj, Čajkovskij, Puškin. Questo è il senso più alto, lo scopo principale dell’esistenza umana. Tutto il resto, a cominciare dall’economia, dovrebbe servire la cultura.

D: Qual è secondo lei lo stato di salute del nuovo cinema russo? Vi è una nuova generazione interessante? E se c’è, su quali temi focalizza la propria attenzione?
Karen Šachnazarov: Un cinema russo sicuramente esiste, ci sono giovani registi, nuovi autori. Noi comunque, volenti o nolenti, facciamo sempre paragoni, guardandoci indietro e paragonando l’attuale cinema a quello sovietico, che resta un punto di riferimento. Sicuramente il cinema sovietico era fenomenale, rispetto a questo. Aveva un suo stile, uno stile peculiare. Che cos’è l’essenza dell’arte? Lo stile. Diciamo che a mio avviso il cinema russo non ha ancora trovato se stesso, una sua essenza. C’è una ricerca, si vedono dei tentativi di imitazione di altri stili, di altre cinematografie, di correnti, però l’odierno cinema russo non è ancora riuscito a elaborare un linguaggio suo proprio. Dobbiamo però tenere sempre presente il fatto che il cinema russo è partito da zero, visto che il cinema sovietico negli anni ’90 è stato letteralmente annientato, raso al suolo. Direi quindi che per questo motivo noialtri, avendo ricominciato da zero, siamo in qualche modo scusati, ed il fatto stesso di poter affermare adesso che esiste un cinema russo è già un discreto successo. Dobbiamo però andare avanti e continuare sulla nostra strada.

D: Ha idea di cosa si aspetta in patria il pubblico dal cinema russo, se si è ormai assuefatto all’offerta attuale o se è rimasto un retaggio del palato fine di una volta?
Karen Šachnazarov: Io credo che il pubblico in Russia si aspetti qualcosa dal cinema russo, più in particolare che esso tratti argomenti essenziali, i punti salienti dell’esistenza. Durante gli anni ’90 la gente non si interessava più di cinema, ma non solo di cinema, bensì di tutto ciò che era legato alla cultura; invece stiamo assistendo a un periodo nel quale c’è un interesse enorme non soltanto nei confronti del cinema: vediamo i teatri pieni, vediamo i musei pieni, vediamo una rinnovata curiosità nei confronti della cultura. E quindi tutte queste persone si aspettano anche dai film cose nuove, cose più alte. Constatare questo mi rende soddisfatto, felice della tendenza che si sta manifestando attualmente nel mio paese.
Perché, se c’è questa grande richiesta da parte del pubblico in generale, inevitabilmente dovrà sorgere anche un’offerta adeguata, io penso e spero.

D: Quali sono attualmente in Russia i rapporti tra il cinema e il mondo della scuola e dell’università? Il cinema viene studiato in tali contesti oppure no?
Karen Šachnazarov: Per fortuna adesso sono stati messi a punto programmi che contemplano l’insegnamento del cinema addirittura a livello scolastico. E questo si esplica soprattutto attraverso la proiezione di film, in primo luogo i “classici”. Quando noi parliamo di classici inevitabilmente volgiamo lo sguardo indietro, sono infatti classici del cinema sovietico. Il fatto che ci siano tali programmi è una cosa molto positiva.
Da parte nostra abbiamo dato pure un contributo: svolgiamo il ruolo che ci compete poiché, in quanto Mosfilm, abbiamo caricato sul nostro canale Youtube decine e decine di film che sono fruibili gratuitamente, spesso coi sottotitoli in lingue straniere, talvolta anche in italiano. Questo è il nostro incentivo alla conoscenza e alla diffusione del cinema russo.
Se per esempio non conoscete Grigori Ciukrai, grande regista del nostro passato, sul canale Youtube abbiamo caricato un suo film con Giancarlo Giannini nel cast, di cui potete già usufruire. Ecco, purtroppo lì non ci sono ancora i sottotitoli italiani, ma se qualcuno ce li dona, gliene saremo ben grati!
Del resto, lo stava ricordando anche il qui presente Mimmo Calopresti, durante il periodo sovietico esistevano rapporti di stretta cooperazione tra il cinema dell’URSS e quello italiano. Io stesso, quando cominciai a cimentarmi come regista, avevo il progetto di girare un film con la partecipazione di Marcello Mastroianni. Nell’89 era pronta pure una sceneggiatura, poi non se ne fece niente. Purtroppo tutti questi legami cinematografici tra i due paesi sono stati successivamente interrotti. Ora dobbiamo ricominciare!

D: Come molti dei presenti sapranno già, Karen Šachnazarov circa cinque anni fa è finito in una sorta di “lista nera” del governo ucraino. Non è certo l’unico. Sia nella Federazione Russa che nella stessa Italia molti uomini di spettacolo, giornalisti ed intellettuali di vario genere hanno subito la stessa sorte. Sono liste in certi casi ufficiose, in altre ufficiali. Al Maestro, che tutti noi ringraziamo di essere tra noi oggi, si potrebbe chiedere una considerazione a riguardo, per finire!
Karen Šachnazarov: Questa è una storia veramente vergognosa, perché nemmeno i Nazisti durante quella che noi chiamiamo la “Grande Guerra Patriottica”, ovvero la Seconda Guerra Mondiale, arrivarono al punto di creare una “black list” degli artisti cinematografici. Ci sono circa mille nomi importanti della cultura russa che adesso non hanno più la possibilità di recarsi in Ucraina. Basta per esempio che uno faccia dichiarazioni particolari od organizzi un semplice viaggio in Crimea, per essere aggiunto a tali liste. Ma non solo! Le personalità artistiche e della cultura che finiscono nella lista nera vedono i propri film, i propri libri, le proprie opere d’arte messe al bando in Ucraina. Vengono censurate, ritirate dagli scaffali delle librerie e delle videoteche. Si tratta quindi di una posizione veramente assurda e idiota. A me fa particolarmente male tutto questo, perché io percepisco ancora l’Ucraina come una parte della mia antica patria, avendo vissuto fino a quarantanni in Unione Sovietica Questa è una cosa che rende veramente tristi anche se credo, spero, che la nebbia comunque si diradi presto.
La situazione, in ogni caso, non è speculare, visto che la Russia al contrario non ha mai incluso nessuno in una lista nera. Per esempio Zelenski, il comico che attualmente è divenuto Presidente dell’Ucraina, nonostante abbia spesso attaccato pesantemente i russi, ha continuato senza problemi in questi anni a visitare la Russia, a mettervi in scena i propri spettacoli, a guadagnare soldi così. Mai gli è stato impedito di entrare nel paese.

Stefano Coccia

I film della retrospettiva

Anna Karenina: Vronsky’s Story  

White Tiger

La figlia americana

L’assassino dello Zar

Città zero

Una sera d’inverno a Gagra

Il corriere

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