Il corriere

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7.0 Awesome
  • VOTO 7

La Russia al bivio

A chiudere la retrospettiva sul regista russo Karen Šachnazarov, al cinema Farnese è stato proiettato Il corriere (Kuryer, in russo), commedia drammatica del 1987 che ha vinto un Premio Speciale al 15° Moscow International Film Festival.

Il corriere è il diciassettenne Ivan, che dopo il divorzio dei genitori e la partenza del padre per l’Africa con una nuova compagna, si ritrova a vivere solo con una madre in crisi. Fallito il suo tentativo di entrare all’università, la madre gli troverà un lavoro come corriere in una piccola compagnia editoriale. Durante una consegna ad un famoso e prospero professore, ne incontra la figlia, Katya, con cui instaurerà una difficile relazione.
Per la ragazza, annoiata dalla sua famiglia perfetta e dalla abituale prosperità economica, Ivan rappresenta la ribellione a quel mondo, il mezzo per sciogliere le catene, incanalando la sua fame di libertà. Ma l’atteggiamento ironico e spavaldo del giovane nasconde la profonda confusione della sua anima ed il sentimento, superficiale come il volo di una farfalla, svanirà in breve tempo, riportando Katya, incapace di una vera ribellione, nelle righe della sua famiglia perfetta e lasciando Ivan faccia a faccia con il suo futuro.

Una trama apparentemente semplice, ma fortemente introspettiva e descrittiva del confuso periodo vissuto nella seconda metà degli anni ’80 dall’Unione Sovietica, con l’avvento di Gorbaciov, di glasnost e della perestrojka e la conseguente crisi dei vecchi valori socialisti, gli ultimi fuochi della guerra con l’Afghanistan ed il graduale scioglimento dell’Unione.
Il giovane Ivan rispecchia la profonda confusione del Paese, nel suo passaggio tra il vecchio e il nuovo, tra il mondo rappresentato da Katya e dalla sua privilegiata famiglia e quello che si sta affacciando, con l’apertura ad occidente, simbolicamente rappresentato dai giovani moscoviti che ballano la breakdance. L’ironia, l’incuria e l’apparente superficialità del giovane Ivan, che dice di volere dal futuro solo soldi e una bella macchina, sono lo specchio dei nuovi valori del capitalismo, che come un mostro sta divorando a fauci spalancate il Paese, distruggendo la solidarietà sociale e le basi del vecchio sistema.

Michela Aloisi

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