Una sera d’inverno a Gagra

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7.0 Awesome
  • voto 7

Tip tap sovietico

Presentato al cinema Farnese nell’ambito della retrospettiva sul grande regista russo Karen Šachnazarov, Una sera d’inverno a Gagra è una piacevole commedia musicale sentimentale del 1985, ambientata nel mondo dello spettacolo russo.

Il film racconta la storia del famoso ballerino di tip tap degli anni ’50 Alexey Ivanovich Beglov, ritiratosi anzitempo per problemi di salute e presto dimenticato, rimasto a lavorare dietro le quinte con un ruolo di tutor che lo costringe a una vita modesta; nella sua vita irrompe, negli anni ’80, il giovane Arkady Grachev, che vuol imparare a ballare il tip tap e gli chiede di diventare suo insegnante. Il rapporto tra i due, inizialmente difficile, soprattutto per il gap generazionale (significativa in tal senso la frase che Beklov gli rivolge, in cui evidenzia come le nuove generazioni vogliano tutto e subito senza fare nulla, mentre per le vecchie il lavoro era importante e formativo), smusserà pian piano gli angoli dei rispettivi caratteri, trasformandosi in un rapporto di profondo rispetto se non amicizia.

Una sera d’inverno a Gagra, oltre ad essere un interessante spaccato sul mondo del varietà russo nel corso degli anni e a far riflettere sulla caducità della fama, mostra anche il momento di passaggio ed i cambiamenti che stanno avvenendo nella società con la crisi dell’Unione Sovietica di quegli anni e l’inizio dell’apertura ad Occidente.
Enigmatica e maestosa, l’enorme sfinge che domina la scenografia dello spettacolo in prova durante tutto il film sembra porre una domanda muta sul futuro, mentre ballerini in sgargianti costumi danzano concentrati sul presente e Beklov li guarda vivendo nel suo passato.

Eccelso ballerino di tip tap negli anni ’50, Beklov è una star, ma sopratutto è un artista che ha dedicato tutta la sua vita al ballo; passione che trasmette all”unica figlia, che, ancora bambina, si esibirà con lui in un passo a due una sera d’inverno a Gagra. Con il divorzio, lei prenderà una strada diversa, allontanandosi sempre più dal padre, al punto da non volerlo al proprio matrimonio per rispetto nei confronti del secondo marito della madre spezzandogli cosi il cuore. Ciononostante, quell’unico ballo a Gagra rimarrà ricordo indelebile per tutta la vita di Alexey Ivanovich. Costretto a fermarsi per un grave attacco cardiaco nel bel mezzo della sua carriera, Beklov, non riuscendo a staccarsi dal mondo dello spettacolo, rimarrà ad insegnare danza ai giovani talenti, ma il suo ruolo e la sua importanza scemeranno inesorabilmente, tanto da farlo licenziare per un contrasto con la cantante pop Melnikova. E sarà il suo discepolo Grachev a salvargli il lavoro, intermediando con la Melnikova.

Con il ritiro dalle scene del Maestro, pian piano il tip tap muore; e per il mondo, anche Beklov è morto: lo annuncia così la tv, in un programma sulle vecchie stelle dello spettacolo; sarà ancora Arkady ad aiutarlo a chiarire la situazione, riportando al Maestro una scintilla della vecchia gloria. L’annuncio della sua morte gli rivelerà altresì l’affetto e la stima degli addetti ai lavori; e la sua ‘rinascita’ sarà festeggiata da un festeggiamento vecchio stile, con gli elementi dell’orchestra a suonare Podmoskovnye večera (Mezzanotte a Mosca) e tutti a cantare in coro la sentimentale canzone russa.
Ma il nuovo incombe; lo vediamo nell’arrivo dei primi strumenti Mitsubishi che manderanno in pensione l’orchestra; il varietà sta cambiando, la Russia sta cambiando, di li a poco Gorbaciov decreterà la fine dell’Unione Sovietica e nascerà la Comunità degli Stati Indipendenti.
Ma Beklov non lo vedrà. Ricoverato d’urgenza per un altro attacco cardiaco, se ne andrà in ospedale, mentre la sua mente, il suo cuore e la sua anima rivivono per l’ultima volta quella sera d’inverno a Gagra.

Michela Aloisi

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