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Sa.Fi.Ter Film Festival Internazionale 2017: prima tappa

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Diario di bordo #1 San Severo

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare…“, recitava così il celeberrimo tormentone canoro del 1963, tanto amato dagli abitudinari dell’attesa stagione balneare. Tra questi non figura di certo Romeo Conte, direttore, nonché ideatore, del Sa.Fi.Ter Film Festival Internazionale che, per la 15esima edizione dell’ormai storica kermesse pugliese, ha deciso di cambiare le carte in tavola, anticipando l’inizio dell’evento agli ultimi giorni di giugno, anziché a quelli di fine luglio. Il taglio del nastro di partenza della manifestazione è stato, infatti, fissato per il 29 giugno 2017.

A non cambiare, invece, saranno il numero di tappe previste nel cartellone della kermesse itinerante, che restano quattro come nella precedente edizione. A fare da sfondo alla prima tappa la Piazza Municipio di San Severo, cittadina del foggiano che si trasformerà per l’occasione in una straordinaria arena a cielo aperto. Una tre giorni di incontri e grande cinema, dal 29 giugno all’1 luglio, che vedrà la partecipazione della Regione Puglia – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – e dell’Apulia Film Commission. La cittadina, protagonista negli ultimi mesi di vicende di cronaca, è stata scelta non a caso dal direttore Romeo Conte come inizio di questa edizione “perché è anche attraverso la cultura che passa la riqualificazione del territorio e, trasformare anche solo per tre giorni una piazza ferita dalla criminalità in un cinema, è una sfida che il festival vuole portare avanti fortemente e condividere con la comunità”.

E sulla stessa linea di pensiero è stata costruita la programmazione di questa tappa d’esordio, con opere sulla breve e sulla lunga distanza incentrare su importanti e delicate tematiche sociali. Si parte la sera del 29 giugno con la proiezione dei nove cortometraggi selezionati nella sezione “Diritti Umani”, tra i quali figurano ben cinque titoli battenti bandiera tricolore: il thriller Disneyland di Marco Cervelli, i drammi Il suo ragazzo di Matteo Gentiloni e Stanza 8 di Mattia Riccio, il documentario Radio Ghetto Relay di Alessandra Ferrini e l’esistenziale Tama Kelen di Michele Pinto. Chiudono la rosa, che vedrà il rapper Clementino come presidente di giuria, quattro opere provenienti da Burkina Faso, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito. Filo roso il tema dell’integrazione.

Ma la parola integrazione, nelle sue differenti sfaccettature, é anche il cuore pulsante e il motore portante delle pellicole presentate fuori concorso, a cominciare da Un paese di Calabria, un meraviglioso e toccante affresco che ci porta in quel di Riace per raccontare e mostrare la nascita di una vera e propria utopia: ripopolare un paese svuotato dall’emigrazione accogliendo i migranti sbarcati sulle coste italiane. Ad accompagnare il documentario co-diretto da Shu Aiello e Catherine Catella ci sarà la produttrice Serena Gramizzi, che per l’occasione ritirerà il premio UNESCO. La proiezione sarà preceduta dal visione del cortometraggio di produzione spagnola ma di ambientazione a stelle e strisce On the line di Jon Garano, in cui un cittadino nordamericano di ceto medio basso, dopo avere salutato sua moglie e i figli, intraprende come ogni settimana una strana e misteriosa missione.

Sempre dal fuori concorso arrivano a chiudere la tappa iniziale il pluri-premiato cortometraggio Il potere dell’oro rosso di Davide Minnella e il film collettivo a episodi Vieni a vivere a Napoli! del trio Edoardo De Angelis, Guido Lombardi e Francesco Prisco. Nel primo si raccontano con i toni della commedia l’incontro tra un burbero contadino pugliese e un giovane bracciante africano, entrambi alle prese con la coltivazione dell’oro rosso. Nel secondo trovano spazio tre racconti che disegnano un moderno manifesto del cinema partenopeo “stemperato” nei toni della commedia, che rende omaggio all’intera città, vista come capitale dell’accoglienza e dell’integrazione multietnica.

Next stop Bari

Francesco Del Grosso

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