Ogni giorno una lezione
Peccato non sia mai stata introdotta, nel sistema istruttivo della scuola pubblica nostrana ed estera, una materia dal nome cristallino come l’acqua di un ruscello di montagna: umanità. Non in senso lato o filosofico, ma in quello pieno del vivere. Restando, cioè, umani nel fronteggiare tutto ciò di bello o problematica che l’esistenza avrebbe da offrire. Tutto dal punto di vista di un gruppo di insegnanti di una scuola (pubblica, particolare decisivo) della periferia francese.
A colmare il vuoto si potrebbe introdurre la visione obbligatoria di questo Guida pratica per insegnanti di Thomas Lilti, passato come tematica dalla medicina (lui ex medico) all’insegnamento. Salto ampiamente giustificato dalla delicatezza di entrambi i ruoli. A fare da comune denominatore tra opere quali Ippocrate (2014), Il medico di campagna (2016) e Il primo anno (2018), con corollario degnissimo la serie televisiva Hippocrate (2018-2021), il talento sopraffino da parte di Lilti di replicare il flusso vitale senza la minima influenza cinematografica. Non cercando dunque l’approvazione del pubblico ma anzi innescando quel benefico coinvolgimento da parte dello stesso facendolo immedesimare nelle vicende messe in scena. In modo tale che pure un estraneo alla professione possa comprendere alla perfezione determinate dinamiche. Vicende umane che appaiono più vere del reale, in cui un gruppo di insegnanti deve, per prima cosa, trovare all’interno di loro stessi le ragioni dell’insegnamento. Gente imperfetta che fa del proprio meglio per offrire a ragazzi difficili un mezzo culturale per farsi strada nella società. Con equilibri assai delicati, tra vita privata e professionale, da rispettare. Ed è in quel preciso frangente che loro (il corpo docente) diventano noi, con le varie problematiche esistenziali da affrontare allo scopo di non farsi travolgere. C’è il nuovo, giovane, supplente di matematica (Vincent Lacoste, attore feticcio di Lilti), idealista ed impulsivo, che trova sul proprio percorso uno studente decisamente particolare. Una professoressa con figlio sedicenne problematico (alcool e droga) che porta inevitabilmente in aula le tensioni famigliari. Oppure un insegnante anziano ed esperto (il grande François Cluzet, protagonista del citato Il medico di campagna) alla ricerca di nuovi stimoli nel trovare nuove metodologie al fine di coinvolgere in misura maggiore sé stesso e gli studenti. Un’altra insegnante divisa tra due relazioni sentimentali mentre c’è chi ha un figlio piccolo da crescere in poco beata solitudine (bentornata ad Adèle Exarchopoulos, sempre incisiva).
Se il modello de La classe – Entre les murs del compianto Laurent Cantet resta punto di riferimento difficile da eguagliare per compattezza ed equilibrio nel trattare una materia alquanto spinosa, in Guida pratica per insegnanti Lilti ci va veramente vicino, empatizzando in maniera totale con i suoi personaggi ma al contempo ricordando come non sia mai e poi mai sufficiente “timbrare” il cartellino per essere buoni insegnanti. Se i medici hanno la responsabilità di curare – ed eventualmente guarire – i propri pazienti, quella degli insegnanti non è certamente inferiore, introducendo ragazze e ragazzi ad un’esistenza piena di sfaccettature e conseguenti scelte. Forse il più bel mestiere del mondo, se interpretato con entusiasmo. Come del resto rivela il titolo originale del lungometraggio di Lilti, cioè Un métier sérieux. Dove non può esserci spazio per approssimazione e superficialità, come troppo spesso accade. Solamente qualche piccola dose di umorismo, così, per sopravvivere…
Daniele De Angelis









