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Left-Handed Girl

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VOTO: 7,5

Il diavolo è mancino

Miglior Film alla Festa del Cinema di Roma 2025, Left-Handed Girl, opera prima di Shih-Ching Tsou, coproduzione franco-anglo-americo-taiwanese, racconta con ironia la storia di una madre single, di ritorno a Taipei dopo anni vissuti lontano, alle prese con debiti, depressione e le difficoltà di crescere due figlie in una società sospesa tra tradizione e modernità.

Mentre Shu-fen cerca di ricominciare aprendo un chiosco di soba nel mercato notturno, la ribelle figlia ventenne I-Ann trova lavoro come betelnut girl, termine che indica una giovane donna che vende noci di betel e sigarette mentre indossa abiti succinti; mentre la figlia più piccola, la cinquenne I-Jing, che è la left-handed girl, la ragazza mancina del titolo, vaga per la città cercando di adattarsi alla nuova vita. La frenesia della città, i rinnovati e difficili rapporti con i nonni, il ritorno di un marito/padre indebitato ed in fin di vita, creano lo sfondo per un racconto che tocca temi importanti: dalle difficoltà dei meno abbienti alla mancanza di moralità diffusa, derivante anche dalla proliferazione dei social network, i cui effetti sono evidenti tra le diverse generazioni, dalla bambina curiosa alla nonna interessata solo al proprio aspetto, al proprio look. In questa società in evoluzione, emerge il tradizionalismo – figlio dell’epoca del Terrore Bianco – del nonno, che proibisce alla piccola I-Jing di usare la mano sinistra, considerata la “mano del diavolo”. Un divieto che la regista ha vissuto in prima persona e da cui ha scelto di sviluppare una storia che racconta il macrocosmo della società taiwanese attraverso gli occhi del microcosmo familiare di queste tre giovani donne.

Questi elementi contrastanti, ricorrenti nella New Wave taiwanese, ben rappresentano infatti le contraddizioni di una nazione che è nata nel radicalismo anti-comunista costretta a convivere in equilibrio tra le tradizioni ataviche e una forzata modernizzazione. Da notare che quelli raccontati da Shin-Ching Tsou sono anche temi cari al premio Oscar Sean Baker, che di Left-Handed Girl è produttore e co-sceneggiatore: Shin-Ching infatti è da sempre collaboratrice e produttrice del regista di Tangerine, Un sogno chiamato Florida ed il pluripremiato Anora; da ricordare che insieme, hanno girato nel 2004 Take Out, il film che ha fatto emergere il talento di Baker. Il ritmo serrato, i dialoghi verosimili ed incisivi, che fanno intuire il tocco di Baker nella sceneggiatura, uniti all’interpretazione intensa e credibile delle protagoniste (in particolare della piccola Nina-Ye, che la regista insegue ad altezza di bambino per le vie notturne di Taipei) e dei comprimari, rendono la visione di Left-Handed Girl piacevolmente fluida e divertente; i toni sono infatti quelli della commedia, anche nei momenti che sfiorano il dramma, con colpi di scena sopra le righe e svolte narrative che raggiungono il climax risolutivo spiazzando lo spettatore.

Michela Aloisi

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