Se queste mura potessero parlare
Vincitore di un Golden Globe, di sei EFA e del Grand Prix a Cannes 2025, laddove è stato accolto da una delle standing ovation più lunghe nella storia della kermesse francese, Sentimental Value (Affeksjonsverdi) segna il ritorno di Joachim Trier a quattro anni da La persona peggiore del mondo. Un’opera attesissima, quella del regista danese di adozione norvegese, che non a caso è tra le principali favorite nella corsa agli Oscar e che il pubblico nostrano potrà ammirare in tutto il suo splendore a partire dal 22 gennaio 2026 grazie alla combo Teodora Film e Lucky Red.
La pellicola ci porta nelle vite di due sorelle profondamente unite di nome Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas). L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav (Stellan Skarsgard) – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Conoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp (Elle Fanning). Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato.
Come nella pellicola precedente, Trier dirige una Reinsve in perenne stato di grazia, che replica la straordinaria performance che le valse la Palma d’Oro a Cannes 2021, proseguendo così un rapporto creativo già premiato dalla critica internazionale. Accanto a lei un terzetto variegato formato da Stellan Skarsgård, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas, che va a comporre un cast di grande talento che contribuisce a rendere Sentimental Value un film di e con grandi attori. E infatti sono proprio le interpretazioni singole e corali a rappresentare quel valore aggiunto che consente all’opera in questione di alzare l’asticella e di salire ulteriormente di temperatura emotiva. Emozioni, quelle che alimentano la timeline e divampano sullo schermo senza soluzione di continuità, che nel loro essere cangianti e di intensità variabile seguono alla perfezioni l’alterarsi delle dinamiche e gli stati d’animo dei personaggi, oltre all’alternarsi camaleontico della storia e del suo mood tra dramma e commedia, nel quale trovano spazio pungenti e feroci battute (auto)ironiche che entrano a gamba tesa sullo spettatore. Merito di una scrittura che sa come trovare sempre il giusto equilibrio attraverso un chirurgico e solido utilizzo delle atmosfere, delle tensioni interne alle singole scene e dei dialoghi costruiti tra detti e non detti. L’elevata intensità che i confronti verbali tra padre-figlia e tra sorelle che si avvicendano lungo il racconto riescono a raggiungere ne sono la dimostrazione tangibile
La casa/set dove gran parte del tutto si consuma come in Here di Zemeckis è molto di più di una cornice, ma un personaggio vero e proprio dal cuore pulsante che partecipa attivamente ai capitoli del romanzo familiare, a cominciare dalle trasformazioni strutturali alla quale viene sottoposta nel corso delle epoche, di generazione in generazione, a quelle crepe sulle pareti che da fisiche si fanno metaforiche per rappresentare gli strappi, le rotture, le cicatrici e le distanze tra i componenti del nucleo domestico. In questo Sentimental Value rispecchia a pieno sia stilisticamente che tematicamente il cinema del regista di Copenaghen, che può così affrontare e approfondire il rapporto tra arte e vita, tra esistenza e rappresentazione, ma anche tornare su argomentazioni a lui care come l’incomunicabilità e le difficoltà relazionali dentro e fuori dai rapporti familiari (vedi Segreti di famiglia e il già citato La persona peggiore del mondo). Ci mette sicuramente del suo e questo gli va riconosciuto, ma è indubbio che sia in fase di scrittura che di trasposizione l’avere guardato fino al midollo a fonti inesauribili di ispirazione letterarie e cinematografiche come Ibsen e Bergman lo abbia aiutato e non poco a tracciare perfettamente le coordinate emotive, contenutistiche e narrative di un film che sa come toccare le corde del cuore e della mente.
Francesco Del Grosso









