Saturnia Film Festival 2019: seconda tappa

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Diario di bordo #2: Manciano

Dopo il recap della prima edizione con the best of, a Manciano entriamo nel vivo della selezione di quest’anno. Il bello della linea di programmazione di questa kermesse sta nella scelta di mischiare le varie sezioni così da permettere al pubblico di quella specifica tappa uno sguardo più ampio tra i vari generi. Tocca a due eventi speciali aprire le danze nella piazza della Rampa. Ci riferiamo ai cortometraggi dei laboratori di cinema realizzati, sotto la guida di Antonella Santarelli, con gli allievi dell’Istituto Comprensivo “Pietro Aldi” di Manciano. A seguire Il ragazzo che smise di respirare di Daniele Lince in gemellaggio col Clorofilla Film Festival. Protagonista è l’undicenne Max ossessionato dall’inquinamento atmosferico, il quale decide di smettere di respirare – o almeno vuole farlo il meno possibile per vivere più a lungo. Un progetto che pone l’accento su una questione sempre più stringente oggi e lo fa con lo sguardo di chi si sta sempre più affacciando alla vita.
Nella seconda serata sono cinque i titoli presentati in concorso. Si comincia con il francese Jonathan Lago Lago e il suo Mazeppa, una commedia degli equivoci dallo humour sottile e dai risvolti tragicomici, in cui un giovane pianista è alle prese con una crisi artistica ed esistenziale. Rimanendo su toni leggeri, ma giocando in casa, segue Fino alla fine di Giovanni Dota, una black comedy in odore di crime con un cast di altissima qualità (tra cui citiamo Lino Musella, Vincenzo Nemolato, nello Mascia) Dalla Polonia arriva per la sezione documentari il poetico e struggente inno alla vita Nieoczekiwane (tit internazionale Unexpected) di Mateusz Buława. «All’inizio ci sono solo macchie bianche e nere, la sensazione di incertezza è chiara. La pesantezza nell’aria porta ombre che formano strani oggetti e, con il tempo, si trasformano in una persona» (dalla scheda ufficiale – il resto scopritelo al festival). Penultimo titolo in cartellone è Mercurio di Michele Bernardi, che con una combinazione di animazione bi e tridimensionale, in tecnica mista, riavvolge le lancette dell’orologio per raccontare la personale lotta di un adolescente per sfuggire all’alienazione fisica e mentale della dittatura fascista. Chiude la cinquina del secondo giorno lo spagnolo Rag Girl del pluripremiato regista Roberto Montalbo, un thriller al cardiopalma ansiogeno e dal crescendo di tensione altissimo.
Come vi abbiamo anticipato, il Saturnia Film Festival vuole valorizzare le location del territorio ed è così che alle 19, presso il ristorante La Filanda, è stato previsto il cocktail di apertura per l’inaugurazione della mostra di acquarelli “Volti del Cinema” dell’architetto Paolo Maccari.
Mi raccomando,se volete seguire questa carovana artistica, domani saremo a Rocchette di Fazio.

Maria Lucia Tangorra

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