Prato Film Festival 2018: diario di bordo #3

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3^ giornata

Se la seconda giornata del Prato Film Festival 2018 ha regalato alla platea emozioni a profusione e una serie di riconoscimenti speciali andati a Michele Vannucci e Mirko Frezza per Il più grande sogno e a Erika Blanc per la sua interpretazione nel cortometraggio La cura di Angelo Frezza, la terza non sarà da meno. A regalarle alla platea di turno del Cinema Eden ci penserà in mattinata Francesco Bruni con il suo Tutto quello che vuoi che, dopo il fortunatissimo esordio al Bif&st 2017 e l’uscita nelle sale nostrane, torna come evento speciale sullo schermo della kermesse pratese. Ad accompagnare la pellicola sarà lo stesso regista e sceneggiatore romano, che ritroveremo anche nel pomeriggio al Dek Bistroit dove incontrerà il pubblico, insieme agli altri protagonisti della giornata.
Le stessi emozioni le rivivremo probabilmente anche in serata con l’altro evento speciale in cartellone, ossia Veleno di Diego Olivares, che sarà presente alla proiezione insieme a tre rappresentanti del cast: Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo e Miriam Candurro. La pellicola, che ha avuto il suo battesimo di fuoco alla Mostra di Venezia 2017 nel programma della S.I.C., trascina lo spettatore nell’inferno quotidiano della “Terra dei fuochi” al seguito di una famiglia di agricoltori che si battono con la malavita locale per provare a sopravvivere. Famiglia, legami di sangue e passato, che sono al centro anche del cortometraggio Fuecu e Cirasi, scritto e diretto da Romeo Conte, anch’esso presentato fuori concorso, prima dell’opera seconda di Olivares.
Il tutto preceduto dal secondo e ultimo slot della sezione “Diritti Umani”, dove figurano i restanti otto corti in gara che si contenderanno il premio per il miglior film, conferito dalla giuria composta dai giornalisti e critici cinematografici Paolo Calcagna, Giovanni Bogani e Maria Lucia Tangorra. Tra i titoli in concorso, provenienti da tutto il mondo, troviamo lo spagnolo Lurna di Nani Matos, sul dramma dell’immigrazione clandestina, il poetico e surreale A Dog Called Moose delle registe britanniche Shay Kuehlmann e Kate Roxburgh, oltre alla black comedy sull’integrazione Il potere dell’oro rosso di Davide Minnella, il vincitore del David di Donatello 2017 A casa mia di Mario Piredda e Il compleanno di Alice di Maria Grazia Cucinotta sul tema del bullismo.
Non ci resta che darvi appuntamento alla quarta e ultima giornata per scoprire il palmares completo di questa sesta edizione del Prato Film Festival.

Francesco Del Grosso

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