Ma che bella sorpresa

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Una commedia ‘garbata’ e senza troppe pretese

Claudio Bisio, Fank Matano, Renato Pozzetto, Ornella Vanoni e Valentina Lodovini sono una squadra scoppiettante nel nuovo film di Alessandro Genovesi Ma che bella sorpresa. Dopo Soap Opera, il regista confeziona una nuova commedia brillante: nella bella Napoli, Claudio Bisio è un insegnate di lettere che, lasciato dalla compagna, cade in depressione. L’insegnante fa presto ad asciugare le sue lacrime tra le braccia di una donna bellissima e misteriosa, e i suoi genitori Pozzetto e Vanoni, con la complicità del suo amico Matano, si accorgono che loro figlio si è innamorato, in realtà, di un’ allucinazione da stress.  Una squadra “fortissimi” avrebbe detto Checco Zalone, per questa commedia allegra e spensierata e senza troppe pretese. La minestra è ben cucinata con ingredienti facili e gustosi: una sceneggiatura divertente e un team esilarante ad interpretarla.  Nel complesso, si tratta di una commedia educata dove si ride con garbo e ci si lascia trasportare da professionisti della risata.  Il regista gioca tra gli equivoci che si creano intorno all’allucinazione del suo protagonista. Niente di più funzionale sin dai tempi antichi della commedia greca, ereditata da tutti i commediografi a venire.  Oltre all’equivoco, questa allucinazione è fonte di riflessione: “Autoraccontarsi i propri desideri, aiuta a desiderarli e poi realizzarli. Sono contento di fare questo lavoro per stare nella realtà il meno possibile e preferisco la parte creativa della mia vita rispetto al resto” dice il regista Genovesi. A quanto pare, in fondo alla commedia c’è l’incentivo a realizzare le proprie aspirazioni e fare del sogno un’ancora di salvataggio. Nulla di più utile in un periodo di crisi come questo, che stressa gli animi e demolisce le speranze. Il regista ha realizzato un film antistress: “Abbiamo paura, siamo insicuri e il sogno aiuta a sostenerti. Forse noi artisti siamo come i clown e abbiamo i piedi ancorati a terra, ma la testa per aria” aggiunge la Lodovini, che nel film interpreta la donna di cui infine Bisio si innamora realmente.  Insomma, se il sogno salva la vita, l’arte alimenta il sogno e si fa strada sicura oltre la realtà. “Capita spesso di ricevere la sberla che ti riporta in terra” dice il regista la cui riflessione abbandona la commedia ed entra nella filosofia e da lontano si sente il consiglio del buon Eraclito, che dice: “desidera solo ciò che puoi raggiungere”. Dunque, secondo Genovesi, la ricetta della felicità fa appello al volo nella fantasia, che non sia pindarico però altrimenti si corre il rischio di volare troppo vicini al sole e perdere le ali del sogno, come accadde al giovane Icaro.

Federica Bello

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