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Unidentified Murder

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VOTO: 8

Anche gli alieni ballano

Viene da Hong Kong il vincitore del White Mulberry Award for First Time Director (Gelso Bianco per la Migliore Opera Prima) alla 28esima edizione del Far East Film Festival: è l’irresistibile commedia mistery Unidentified Murder di Kwok Ka-hei e Jack Lee, autori anche della sceneggiatura (a otto mani con Ho Siu-hong e Devon Choi), una storia che si svolge e si riavvolge seguendo i differenti punti di vista dei protagonisti come un gioco di scatole cinesi, svelando ad ogni “giro di ruota” una verità diversa e più complessa.

Kwok viene dalla regia televisiva, e non poteva mancare il riferimento alle dinamiche di audience con il personaggio del conduttore di un programma del mistero, pronto a tutto per fare share; ed è da qui che parte tutto, dal racconto in trasmissione di una storia avvenuta tanti anni prima: amici d’infanzia, Mark e Kit bambini assistono al rapimento del loro compagno Ho da parte degli alieni. Ho non ha più fatto ritorno, e la sua scomparsa è ormai una leggenda metropolitana avvolta nel mistero, che il conduttore (interpretato da Kenny Wong) utilizza per aumentare l’indice di gradimento del suo programma. Sono passati più di vent’anni da quel giorno, e Man (Renci Yeung),
oggi fidanzata di Mark (Ling Man-lung) ed influencer (che richiama il classico stereotipo della bionda svampita) annuncia in diretta streaming la sua intenzione di fare uno scherzo a Mark e Kit (Ronald Lam), assumendo un attore professionista, Kim (il comicissimo Peter Chan) perché si finga Ho che ritorna dal passato. La rimpatriata in mezzo ai boschi organizzata dalla ragazza si trasformerà però ben presto in un surreale gioco del gatto col topo quando Mark e Kit uccideranno Kim sotto lo sguardo – distante ma attento – di Man.

Ritmo che incalza, colpi di scena che si susseguono senza soluzione di continuità, interpretazioni decisamente sopra le righe, quasi teatrali, dark humor irresistibile, sono le componenti essenziali di quest’opera dall’energia travolgente, che diverte e finanche commuove; gran parte del merito va alla sceneggiatura (lo script è strutturato con cura, ogni pezzo trova via via l’incastro perfetto nel quadro generale sino al coup de théâtre finale che rimette ogni cosa sotto la giusta luce), che, non a caso, ha fatto incetta di premi nella stagione hongkonghese dei riconoscimenti. Commedia indipendente,, realizzata con risorse limitate, Unidentified Murder è un vero film “di scrittura”, nato da una pianificazione attenta oltre che creativa, a dimostrazione anche dell’importanza della figura dello sceneggiatore, sinora poco apprezzata ad Hong Kong: sottopagati ed in balia delle idee (talvolta decisamente assurde) dei loro superiori, costretti a riscrivere i copioni direttamente sul set durante le riprese con risultati spesso poco credibili, come categoria sono sottovalutati finanche durante gli Hong Kong Film Awards, quando il premio per la miglior sceneggiatura venne liquidato frettolosamente come primo riconoscimento della cerimonia.

Unidentified Murder ribalta la visione: la sceneggiatura firmata da Kwok Ka-hei, Jack Lee, Ho Siu-hong e Devon Cho è il “core” dell’intero progetto, che attraversa i generi con perizia ed astuzia, dalla commedia al thriller alla fantascienza, alternando i toni con fluidità e naturalezza, e rivelando poco alla volta una verità più complessa di come appaia all’inizio. La narrazione è spedita ed imprevedibile, la trama ricca di colpi di scena mantiene sempre alta l’attenzione, coinvolgendo lo spettatore in una sciarada seducente ed incontenibile sino all’ultimo fotogramma; Unidentified Murder è un film per certo verso “leggero” ma assolutamente irresistibile, un’opera prima ingegnosa capace di intrattenere lasciando al contempo messaggi più profondi sull’amicizia, particolarmente degno di nota se si considera che è stato realizzato con risorse indipendenti e quindi limitate. L’assegnazione del riconoscimento alla kermesse friuliana da parte della Giuria, composta dal produttore Jeffrey Chan, dalla regista e produttrice Mabel Cheung e dal produttore Michael Werner, ha riconosciuto, nella sua motivazione, il valore artistico, la freschezza e la promessa della coppia di registi nel panorama cinematografico di Hong Kong.

Michela Aloisi

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