Il meglio del cinema irlandese a Roma
La primavera è sbocciata ed il verde rigoglioso dell’Irlanda torna a riempire le sale della Casa del Cinema di Roma, dove dal 25 al 29 marzo 2026 andrà in scena la 17esima edizione dell’Irish Film Festa, curato orgogliosamente come sempre dall’inarrestabile Direttrice Artistica Susanna Pellis.
Cinque giorni floridi con un programma ricco e variegato, tra lungometraggi e cortometraggi (quasi tutti in anteprima italiana), un classico da riscoprire ed i consueti attesi incontri con registi, attori e produttori. Da sottolineare, data la prolifica annata per il cinema irlandese, l’aumento dei film in lingua gaelica e dei documentari; mentre, per quanto riguarda l’animazione, è previsto un evento speciale, una masterclass di Cartoon Saloon condotta da Giovanna Ferrari, artista italiana che lavora da anni per il pluripremiato studio di Kilkenny (città irlandese che non produce solo la nostra amata birra ambrata).
La 17esima edizione dell’Irish Film Festa prende il via nella serata di mercoledì 25 con il consueto saluto inaugurale dell’Ambasciata d’Irlanda, cui seguirà la proiezione del lungometraggio Christy alla presenza del regista, Brendan Canty. Il giorno successivo, giovedì 26, ancora una unica proiezione serale, Crazy Love di Jason Byrne e Kein Treacy, seguita da un Q&A con i registi.
Nel lungo fine settimana, da venerdì a domenica, il programma si intensifica: venerdì 27 il pomeriggio è tutto dedicato all’animazione ed al concorso cortometraggi, con la proiezione, in due blocchi separati dalla Masterclass di animazione Dietro le Quinte di Cartoon Saloon, delle sezioni Animazione (Brón di Catherine Mangan Williams, Meteoric di Paul Ó Muiris, The Cloud Herder di Aidan McAteer, Éiru di Giovanna Ferrari) e Live Action (A Day in the Sun di Edwin Mullane –An Buachaill Nua di Diarmuid Timmons – Growing Pains di Ellie Wildman e Conor Toner – I Found a Place di Zoë Gibney – Man in a Wheelbarrow di Sean J Moiselle – Mary Christmas di Colm S. Herron – Outlasting di Lewis Doherty – Stutterbug di Matthew Tallon – I Will Go On Missing You Till Then di Tresca Mallon – The Invitation di Sinead O’Brien – Three Keenings di Oliver McGoldrick), con l’intervento dei filmmaker. La serata di venerdì prevede invece la proiezione del documentario A quiet Love di Garry Keane.
Sabato 28 il festival si apre alle 15.30 con un classico: per Irish Classic, verrà proiettato il lungometraggio Michael Collins (1996) di Neil Jordan. A seguire, sempre nel pomeriggio, il documentario We only want the earth di Alan Gilsenan ed una conversazione con il regista. La proiezione serale vede invece in programma il documentario musicale The Song Cycle di Nick Kelly, cui segue un incontro con i protagonisti, Nick Kelly e Seán Millar.
Domenica 29, giornata conclusiva dell’Irish Film Festa, inizia con il documentario Beo Faoin BHFÓD / Buried Alive di Daire Collins alla presenza del regista, cui seguirà la proiezione dei cortometraggi vincitori del concorso. Alle 18 è prevista la proiezione del lungometraggio Aontas di Damian McCann, seguita da un Q&A con gli attori Bríd Brennan e Seán T. Ó Meallaigh, mentre il film di chiusura è Saipan, di Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn.
I numeri di questa 17esima edizione del Festival sono come di consueto nutriti: 24 film in programma, di cui 15 per il concorso cortometraggi, selezionati tra oltre duecento candidature, ed un classico della storia irlandese. La cornice di Villa Borghese, che avvolge la Casa del Cinema sede del Festival, ben si confà al verde irlandese; e come sempre, noi di CineClandestino siamo curiosi di assistere a questa nuova e nutrita selezione cinematografica dell’Irish Film Festa, scelta con la usuale cura da Susanna Pellis.
Michela Aloisi
Riepilogo recensioni per sezione dalla 17esima edizione dell’Irish Film Festa
Lungometraggi
Christy di Brendan Canty
Saipan di Lisa Barros D’Sa, Glenn Leyburn
Aontas di Damian McCann
Cortometraggi
Growing Pains di Ellie Wildman, Conor Toner
Meteoric di Paul Ó Muiris
Éiru di Giovanna Ferrari
The Invitation di Sinead O’Brien
Documentari
The Song Cycle di Nick Kelly









