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Éiru

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VOTO: 8

L’eredità del Mito

Abbiamo già avuto modo di dire, analizzando il geniale Meteoric di Paul Ó Muiri, che all’interno di una selezione di corti dalla qualità media sorprendentemente alta l’Irish Film Festa 2026 a livello di animazione ha proposto autentiche chicche. E tra queste la giuria del festival ha voluto segnalare con una Menzione Speciale proprio Éiru, il che non ci stupisce affatto. Anzi, a stupire può essere in questo caso il nome dell’autrice, Giovanna Ferrari, di certo non irlandese, ma l’animatrice italiana da anni collabora con Cartoon Saloon e questo ormai (dobbiamo davvero metterci a citare capolavori come The Secret of Kells, La canzone del mare o I racconti di Parvana – The Breadwinner?) rappresenta una garanzia.

Prodotto per l’appunto da Nora Twomey, impreziosito da una colonna sonora cui hanno contribuito con brani dall’impronta sognante e misterica alcuni musicisti d’eccezione, Éiru in linea con la poetica dello studio cinematografico di stanza a Kilkenny rilegge la mitologia celtica con una sensibilità del tutto particolare, che fa riferimento alla Tradizione ma vi inserisce un anelito alla pace e alla cooperazione che dice molto anche del nostro martoriato presente. La giovane aspirante guerriera dalla capigliatura fiammeggiante ed eroina eponima del racconto, Éiru, appare iconica sin dal suo apparire in scena. E il pubblico ci mette davvero poco non soltanto ad affezionarsi a lei, ma anche ad emozionarsi per l’esito della sua avventura, di un sofferto percorso di maturazione destinato a riportare l’armonia tra quei tre clan rivali caratterizzati in base ad elementi naturali: la fiamma, la roccia, gli alberi. Con l’antico simbolo del Triskele a rappresentare anche iconograficamente una tale triade. E l’elemento liquido, l’acqua, a generare vita laddove prima imperversava la guerra.

Persino più emozionante è stato poi per il pubblico approfondire sia i temi che le diverse fasi realizzative del corto, durante l’appassionante masterclass tenuta venerdì 27 marzo alla Casa del Cinema. Riportiamo qui solo un brevissimo ma significativo estratto della sua lezione, giusto per dare un’idea della vivacità degli interventi: “Una volta che Éiru è stato partorito si è fatto un sacco di festival, infatti sono mesi che giro e sarei un po’ stanca, un po’ provata, però è stato molto bello girare e conoscere un sacco di gente che apprezza la mitologia celtica, Cartoon Saloon, l’animazione tradizionale fatta da esseri umani. Un sacco di gente, insomma, che apprezza l’animazione 2D, i disegni, le pitture…e odia l’IA! Molto bello, anche questo.

Come non essere d’accordo, con quest’ultimo punto? Alla conclusione dell’Irish Film Festa abbiamo poi intercettato un interessante approfondimento sugli aspetti mitologici di Éiru, scritto per l’occasione da un’amica di lunga data del festival, Kay McCarthy, musicista e appassionata divulgatrice della cultura irlandese in Italia. Ci congediamo anche noi con le sue parole, buona lettura:

Nella mitologia irlandese, Ériu (antica versione di Éire, il nome dell’Irlanda in irlandese moderno) è una delle dee più antiche e importanti della tradizione celtica. Compare nel Lebor Gabála Érenn — Il Libro delle Conquiste (o Invasioni) d’Irlanda — come una delle tre divine sorelle che personificano lo spirito e la sovranità dell’isola: Ériu, Banba e Fódla.
Quando i Milesi, gli antenati mitici del popolo irlandese, giunsero in Irlanda provenendo dalla Spagna (con Míle Spáinne — “Miles di Spagna”), furono accolti da queste tre dee, ognuna delle quali chiese che l’isola portasse il proprio nome. I Milesi acconsentirono — ma fu il nome di Ériu a prevalere, diventando Éire in irlandese e Ireland in inglese. Il nome ufficiale della nazione e di tutta l’isola è Éire (anche secondo la Costituzione) ma anche gli altri due nomi sono stati usati, in particolare nella poesia e nel canto.
Il trio formato da Ériu, Banba e Fódla costituisce una triade celtica, uno schema ricorrente nella spiritualità irlandese arcaica, il che rende poco credibile la tradizionale idea secondo cui San Patrizio avrebbe dovuto ricorrere al trifoglio per spiegare ai Gaeli il concetto di una divinità trina. Nel credo dei Celti, tre persone o aspetti divini rappresentavano spesso la completezza, l’equilibrio e la forza duratura. Nel caso di Ériu, Banba e Fódla ciascuna dea incarnava la vitalità della terra e il suo sacro diritto al dominio: sposarla o renderle onore significava rivendicare una legittima regalità sull’Irlanda stessa.
Così, Ériu è al contempo dea e terra — l’anima divina del paese, il cui nome è sopravvissuto attraverso ogni epoca come memoria vivente delle origini mitiche e mistiche dell’Irlanda.

Stefano Coccia

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