Incontro con Mike Leigh

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Da Venezia a Roma

Dopo esser passato, l’estate scorsa, sul red carpet della 75’ edizione di uno dei Festival più importanti del mondo, il regista britannico, classe 1943, Mike Leigh giunge anche nella capitale con la sua ultima fatica Peterloo. Il film è stato criticato positivamente alla Mostra del Cinema di Venezia 2018.
Cineclandestino è riuscito ad incontrare il settantaseienne regista britannico alla Casa del Cinema a Roma e a proporgli qualche domanda.

D: Come mai tra i tanti eventi narrati dalla storia simili a questo lei ha scelto proprio Peterloo da riadattare sullo schermo?
Mike Leigh: E’ vero che la storia è piena di eventi simili come dice lei, ma perché avrei dovuto sceglierli? Mi spiego… la sua domanda è giusta, ma la scelta che ho eseguito si basa più che altro su determinati fattori specifici. Io sono inglese, perciò ho voluto realizzare un film che raccontasse un evento storico del mio paese. Magari un regista russo avrà fatto la stessa cosa con la rivoluzione russa, ed un cinese con la rivoluzione di Mao. Ma io essendo inglese mi sono dedicato alla storia del mio paese non a quella degli altri. Oltre a questo, ho scelto Peterloo perché di esso sono riuscito a trovare una documentazione storica molto accurata per poterne trarre una sceneggiatura abbastanza fedele; e poi anche perché sono nativo di Manchester e l’evento è avvenuto nella mia città natale. Quindi non poteva essere nessun altro evento all’infuori di Peterloo.

D: Il suo film è targato Amazon Studios, volevo chiederle come si sono comportati gli studios nei suoi confronti nell’arco della produzione del film?
ML: Devo essere sincero: oggi quando vediamo un film che ha dietro un grosso marchio di produzione, come Amazon, Netflix e altri, pensiamo subito che abbiano voluto imporre qualcosa durante la realizzazione della pellicola. In questo caso, devo ammettere che gli Amazon Studios mi hanno concesso un’ampia libertà senza mai intromettersi nel corso della produzione o delle riprese, ed è stato importante per me. Ovviamente ci hanno anche aiutato a livello finanziario sostenendo gran parte dei costi di produzione del film quindi assolutamente non ho nulla da dire contro Amazon ma anzi li ringrazio per il sostegno concessomi affinché il film vedesse la luce.

D: L’estate scorsa lei e il suo film siete stati alla 75’ Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in Concorso per il Leone D’oro, si aspettava l’invito al Lido?
ML: Se dicessi di no sarei un bugiardo. Insomma non è la prima volta che sono stato a Venezia  – Mike Leigh vinse il Leone D’Oro per Il segreto di Vera Drake nel 2004 ndr – e ogni volta ci torno molto volentieri. Ovviamente sono cambiate tante cose dall’ultima volta che sono venuto; quest’anno infatti sono giunto lì con un film prodotto da Amazon, ma c’erano anche film prodotti da Netflix. Fino all’anno passato per questi film non c’era nessuna possibilità di partecipare a questi festival così rinomati. Nonostante quindi me l’aspettassi, da un parte proprio per questo la chiamata è arrivata un po’ a sorpresa. Quindi in fin dei conti devo dire sì e no. Ma alla fine sono andato e sono stato soddisfatto di come il film abbia soddisfatto la critica alla mostra.

D: Molti suoi colleghi vedono Netflix, Amazon e altri come nemici da evitare, piuttosto che una fonte di investimento. Lei non mi sembra essere così contrario… per quale motivo?
ML: Ma semplicemente perché non si può dire di no al progresso! Netflix e Amazon sono il futuro e non si può continuare a dire che devono essere evitate, anche perché ormai hanno le mani in pasta ovunque. Certo bisogna ammettere che sono due marchi che spesso si fanno sentire e si impongono molto, così facendo tolgono molta creatività a chi cerca di fare dei film interessanti per il pubblico. In più, un’altra cosa che non esprimo a loro favore, è il fatto di non mostrare i loro film più belli al cinema. Prendo d’esempio Roma di Alfonso Cuaròn: chi lo ha visto sul grande schermo a Venezia è stato molto fortunato. Per me è molto difficile immaginare di vedere un film così cinematografico e così poetico come Roma sullo schermo di una Smartphone o sullo schermo di un televisore/computer, è una cosa inaccettabile! Spezzo però una lancia a loro favore però dicendo che qualunque film finisca sotto la loro ala protettiva, non ha alcun tipo di difficoltà economica. Perché le loro finanze sembrano quasi illimitate e garantiscono ai film da loro prodotti dei budget piuttosto sostanziali.

Un collega propone questa domanda.
D: Al momento l’Inghilterra è in subbuglio a livello politica per via della Brexit che sta facendo impazzire il parlamento britannico. Le chiedo se il suo film non si basa su un evento che ha condotto fino a questo momento attuale?
ML: Quando ho iniziato a girare Peterloo (nel 2014 ndr) il referendum della Brexit non era ancora stato annunciato, o forse sì ma era ancora in fase sperimentale, non ricordo bene. Sicuramente gli eventi di Peterloo sono stati determinanti per avviare un cambiamento politico all’interno del paese che ci hanno portato fino ad oggi. Faccio una premesse: l’Inghilterra oggi è un grande paese, ed è incredibile che in un grande paese come il nostro esista ancora la monarchia che è tutt’ora oggi all’apice del comando. Qui in Italia, per esempio, la monarchia non c’è più, il popolo ha votato per eliminarla. In Inghilterra la monarchia ha fatto di tutto per poter sopravvivere fino ai giorni nostri. Detto questo, il referendum sulla Brexit, secondo me, è stato un gravissimo errore politico. Il voto a favore dell’uscita, è scaturito sia perché nel paese esistono sentimenti come la xenofobia, che hanno condotto il Paese a scegliere politiche più dure come ormai sta succedendo in gran parte dell’Europa e del mondo, e sia perché si pensava che con il referendum sulla Brexit l’Inghilterra potesse essere più libera e potesse andare avanti da sola. Questo ovviamente è da vedere. Se andiamo a riesaminare la vittoria del referendum, non si tratta di una vittoria schiacciante ma è stata una vittoria minima. Penso anche che la popolazione sia stata poco informata su quello che ci sarebbe potuto succedere una volta usciti dall’UE, ma oggi cominciano a rendersene conto. E infatti se oggi ci fosse un altro referendum sullo stesso argomento, sono convinto che lo “stay” nell’Europa vincerebbe con altissime percentuali sul “leave”; ma ormai il popolo si è espresso e non si può tornare indietro. Peterloo è un film che doveva anche sottolineare le riflessioni che la politica avrebbe dovuto fare dopo un massacro come quello. Riflessioni che sono avvenute ma solo decenni dopo e questo la dice lunga. Io penso che è una lezione che la politica britannica non ha ancora imparato e quindi ciò ha portato ad una catastrofica fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Dico catastrofica perché penso che è così che sarà.

Un’altra collega invece chiede.
D: Visto che abbiamo parlato prima di Netflix e Amazon, lei ce l’ha un abbonamento a Netflix? Lo usa?
ML: Sì certo. Lo so che sembra strano per una persona anziana come me, ma io non ci vedo nulla di male. Come ho già detto prima bisogna assecondare il progresso; magari non in tutto e per tutto, ma fin dove è possibile perché non farlo? Oggi voi giovani ascoltate la musica sugli smartphone usando diverse app, su quello io sono rimasto indietro, infatti a casa mia a Manchester ho una estesa collezione di vinili e CD che ancora oggi ascolto quando ho qualche momento libero. Fin dove è possibile seguire e assecondare il progresso, penso si debba fare.

Terminiamo con la domanda di chiusura (fatta da noi di Cineclandestino).
D: Ha qualche progetto al momento, su cui sta lavorando per il futuro?
ML: Per il momento non proprio lavorando, ma ci sto pensando. Vorrei fare un film contemporaneo con un budget estremamente elevato, forse l’ultimo decisivo film della carriera prima del ritiro. Ormai sono anziano. La difficoltà che ho al momento è proprio quella della ricerca dei fondi, non mi chieda se collaborerò nuovamente con Amazon o forse con Netflix perché è una domanda alla quale non saprei rispondere proprio; chissà. Comunque, se dovessi riuscire a reperire i fondi necessari inizierei subito a lavorarci sopra. In caso contrario penso mi dedicherò nuovamente ad un film con un budget basso.

Ringraziamo Mike Leigh per essersi concesso ai nostri microfoni. Il regista sarà impegnato nei prossimi giorni con un tour che lo porterà in diverse città italiane dove saluterà il pubblico in sala.

Stefano Berardo

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