Eden Lake

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8.0 Awesome
  • voto 8

Non si fanno prigionieri

Avendo finalmente il pubblico italiano la possibilità di vedere Eden Lake – grazie all’edizione home video curata da CG Entertainment – si capiscono alla perfezione i motivi della mancata uscita in sala al’epoca della realizzazione, cioè il 2008. Pochissimi altri film, infatti, hanno trattato il tema della violenza – selvaggia, inconsulta eppure a suo modo “logica” e inevitabile – come l’esordio nel lungometraggio, ad appena trent’anni, del britannico James Watkins, in seguito purtroppo omologatosi ad una routine più commerciale con The Woman in Black (2012).
Sia dunque resa grazia alla consolidata popolarità di Michael Fassbender, fattore che probabilmente ha convinto la CG Entertainment all’acquisizione dei diritti, perché altrimenti su Eden Lake sarebbe calato l’oblio nel nostro puritano paese, dove sovente un discorso condotto sino alle conseguenze più estreme viene considerato alla stregua di un’eresia pseudo-ideologica da evitare accuratamente. Lo spunto narrativo è semplice e nemmeno particolarmente originale, visto che è stato trattato da altre pellicole riconducibili sommariamente al genere come ad esempio il francese Them (2006) di David Moreau e Xavier Palud. Siamo in Inghilterra. Una coppietta borghese – composta da Fassbender e dalla straordinaria Kelly Reilly, autentica protagonista del film – ambisce a trascorrere un week-end di pace e intimità nello splendore ancora naturale della località del titolo, prossima alla devastazione edilizia. Quasi subito fanno però la pochissimo gradita conoscenza di un gruppo di adolescenti molto maleducati, soprattutto desiderosi di far valere i loro diritti su un territorio che considerano di esclusiva proprietà. Ben presto, a causa di una catena di azioni e reazioni, la vicenda sfuggirà di mano, degenerando nella tragedia più cupa. Oltre è bene non rivelare, della trama del film.
Definire con chiarezza i contorni del genere di appartenenza di Eden Lake non è facile e forse neanche particolarmente importante. C’è sicuramente una componente splatter capace di tracimare nel torture porn e nel survival movie teso fino all’ultimo respiro. C’è senz’altro l’orrore puro di una situazione talmente verosimile da farla rientrare nel classico sottogenere “potrebbe capitare anche a te”, scatenando così ulteriori brividi da immedesimazione empatica negli spettatori. Ma sopra ogni altro aspetto analitico prevale uno studio antropologico sulla violenza tanto sorprendente quanto inquietante, fattore che contribuisce a non rendere la stessa mai esibizione gratuita e dunque “ludicamente” disimpegnata per il divertimento sottilmente “osceno” di coloro che guardano dall’altra parte dello schermo. In Eden Lake, a torto accusato di essere un’opera destrorsa, disturba la chiamata in correo di una società che non è solo britannica; vi è una minuziosa descrizione dei codici che conducono verso il baratro, quelli che definiscono con chiarezza l’appartenenza ad un consesso umano, ad un gruppo. Nella fattispecie il branco di ragazzini che deve comportarsi in quel modo per riaffermare, definitivamente, la propria esistenza in un mondo adulto che li maltratta – vedere il ritratto del genitore del leader della banda, Brett (interpretato dall’ottimo Jack O’Connell, poi protagonista di Unbroken di Angelina Jolie) – tenendoli a debita distanza da qualsiasi coinvolgimento sociale. Ogni pulsione violenta, nell’opera prima di Watkins, possiede una propria chiave di lettura definita, una spiegazione non platealmente esibita ma nascosta tra le pieghe di un racconto che mai si sarebbe voluto ascoltare e vedere. Perché le più elementari regole di civiltà cadono, quando a dettare le regole del “gioco” è solo la cosiddetta legge della giungla declinata secondo gli istinti peggiori dell’essere umano. O si uccide oppure si è uccisi, in uno scontro generazionale e di classe tanto insensato quanto, purtroppo, perfettamente aderente al contesto. E anche la tenera maestrina d’asilo Jenny (questo il nome del personaggio interpretato da Kelly Reilly) non potrà sottrarsi alle nuove imposizioni richieste dallo scontro all’ultimo sangue.
Un trattato per immagini che ricorda molto da vicino l’idea di una predisposizione genetica dell’umanità ad una violenza pronta a deflagrare alla prima occasione, presente in opere letterarie come “Il signore delle mosche” di William Golding – anche in quel caso adolescenti abbandonati a loro stessi causa incidente aereo – o cinematografiche, come il classico immortale Cane di paglia di Sam Peckinpah. Peraltro suggellato da un finale di rara cattiveria e pessimismo sovrastante, in cui si attesta in modo definitivo, dopo l’orgia di sangue e morte, l’ingresso di Brett in quella che è da considerare l’età adulta. Benvenuti all’inferno, in un effetto domino sociale dal quale sarà quasi impossibile evadere.
In un blu ray di ottima resa tecnica, presenti nel ricco comparto extra esaustive intervista a regista e cast ed un making of di breve durata ma assai sfizioso. Ulteriori ottimi motivi per consigliarne caldamente l’acquisto, oltre ovviamente alle qualità intrinseche di un film che sarebbe peccato mortale lasciar passare sotto silenzio.

Daniele De Angelis

Eden-Lake-BR-coverEden Lake
Regia: James Watkins
UK, 2008  Durata: 90′
Cast: Kelly Reilly, Michael Fassbender, Jack O’Connell
Lingue: Italiano 5.1, Italiano 2.0, Inglese 2.0
Sottotitoli: Italiano  Formato: 2.35:1
Extra: Interviste a James Watkins, Christian Colson (produttore), Michael Fassbender, Kelly Reilly, Thomas Turgoose.
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