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The Fall Guy

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VOTO: 7,5

Anche gli stuntman hanno un cuore

Lo stuntman è abituato da sempre a restare nell’ombra, a metterci il corpo ma non la faccia, a non ricevere nessuno plauso, ringraziamento o riconoscimento dal pubblico e dagli stessi addetti ai lavori per i rischi che quotidianamente è chiamato a correre sul set di turno. Dietro cadute e tuffi da altezze vertiginose, salti da e per medie-grandi distanze, fughe pirotecniche, inseguimenti a tutto gas e spericolate manovre sulle due o quattro ruote, combattimenti, sparatorie ed esplosioni, c’è lui. La sua è una figura fondamentale e per questo richiestissima, alla quale spetta il compito di affrontare scene particolarmente pericolose al posto degli attori principali. Senza il suo contributo sarebbe dunque impossibile girare tutte quelle sequenze più o meno spettacolari, rischiose e adrenaliniche, alle quali noi spettatori siamo soliti assistere nella stragrande maggioranza dei prodotti audiovisivi.
Ben vengano allora tutte quelle opere cinematografiche e televisive che rendono in un modo o nell’altro omaggio e il giusto tributo alla categoria e ai suoi illustri e coraggiosi esponenti a tutte le latitudini. In tal senso ci piace ricordare The Lost Squadron, Fuga da Hollywood – The Last Movie, C’era una volta a Hollywood e soprattutto Professione pericolo, la celeberrima serie statunitense degli anni Ottanta firmata da Glen Larson che per cinque stagioni ha narrato le avventure di due stuntmen, Colt Seavers e Howie Munson, che utilizzavano le loro capacità fisiche, acrobatiche e automobilistiche per catturare, con la collaborazione della bionda ed energica Jody Banks, fuggitivi e criminali sulle cui teste pendevano delle taglie. Ed è da quel telefilm, divenuto un autentico cult rimasto nei ricordi e nell’immaginario comune, che è nata l’ultima fatica dietro la macchina da presa di David Leitch, The Fall Guy, in uscita nelle sale nostrane a partire dal 1° maggio 2024 con Universal Pictures. Del resto chi meglio del regista di Bullet Train, John Wick, Atomica bionda, Deadpool 2 e Fast & Furious – Hobbs & Shaw, visti i trascorsi e le numerose esperienze da stuntman e da stunt cordinator, poteva occuparsi del progetto in questione. È infatti, risultato alla mano, che si può considerare riuscito, la scelta di affidarlo a lui come vedremo è stata azzeccatissima.
Il compito di rimettere mano alla materia prima però è toccato a Drew Pearce che ha consegnato al cineasta statunitense la sceneggiatura di quello che è un adattamento per il grande schermo formalmente ispirato alla serie tv in questione. Ne recupera infatti lo spirito e i tratti salienti per poi immergerli nella Hollywood contemporanea e dare vita a una trama che segue traiettorie narrative e drammaturgiche che si distaccano dalla matrice originale. In tal senso le differenze da un punto di vista del plot sono piuttosto evidenti, a cominciare dal fatto che da due protagonisti maschili si è passati a uno solo, ossia a Colt Seavers, con il personaggio di Howie Munson che così facendo è uscito definitivamente di scena per lasciare più spazio a quello di Jody che nella versione cinematografica ha subito un processo di restyling che l’ha portata a cambiare look, cognome e professione. Il vecchio Colt ha lasciato il post a un nuovo Colt che ora è uno stuntman un po’ acciaccato che, un anno dopo aver abbandonato la scena a causa di un grave incidente su un set per concentrarsi sulla sua salute fisica e mentale, viene richiamato in servizio quando scompare il celebre protagonista di un film diretto dalla sua ex Jody Moreno. Mentre la spietata produttrice della pellicola tenta di mantenere segreta la notizia, l’uomo si cimenta nei suoi stunts più acrobatici mentre cerca (con scarso successo) di rientrare nelle grazie della sua fiamma. Ma quando il mistero attorno alla sparizione della star si infittisce, Colt si troverà invischiato in un sinistro complotto che lo spingerà sull’orlo di una caduta più pericolosa di qualsiasi acrobazia abbia mai tentato nella sua carriera.
Dalla lettura del plot e dalla visione di The Fall Guy emergono chiaramente quelle che sono le sostanziali modifiche, non solo in termini di trama e personaggi, apportate in fase di scrittura da Pearce. Modifiche che hanno dato i loro frutti e che per quanto ci riguarda non hanno fatto rimpiangere il telefilm. Lo sceneggiatore ha puntato su un mix di generi, ottenendo un godibilissimo cocktail a base di commedia, thriller e azione. Ovviamente la componente action è – e non poteva essere altrimenti – l’ingredienti principale sul e attraverso il quale basare la ricetta. Con questo Leitch, attingendo al campionario a disposizione, ha realizzato scene di inseguimenti, corpi a corpi a mani nude o armate, detonazioni, conflitti a fuoco, incidenti e acrobazie, davvero spettacolari che da sole garantiscono al fruitore un’abbondante dose di divertimento. Nelle due ore si ride anche tanto e il merito è sia della mitragliata di battute, gag e citazioni, che delle tinte sentimentali che le note romantiche danno alla vicenda attraverso le spassose schermaglie amorose tra Colt e Jody fuori e dentro la set durante le riprese del film nel film. E se il tutto funziona è pure grazie a una coppia ben assortita come quella formata da Ryan Gosling ed Emily Blunt che singolarmente dimostrano entrambi una grandissima versatilità e insieme fanno scintille. Dove invece la scrittura e di conseguenza la sua trasposizione risultano meno efficaci è sul piano thriller. In effetti la linea mistery a conti fatti appare quella più fragile per via di intrecci e sviluppi piuttosto prevedibili. Ma bisogna sapersi accontentare e quello che offre The Fall Guy basta e avanza per intrattenere una platea che non chiede altro.

Francesco Del Grosso

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