Save the planet!
La 28esima edizione del Festival CinemAmbiente, si terrà a Torino dal 5 al 10 giugno 2025 presso le sale del Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema e in altri spazi della città. La kermesse diretta da Lia Furxhi non poteva non alzare il sipario in una data simbolo come quella della Giornata mondiale dell’Ambiente, rendendo anche quest’anno omaggio alla storia del cinema, con la proiezione di Wonders of the Sea, film del 1922 di J. Ernest Williamson, musicato dal vivo in sala dai Perturbazione, che presenta alcune tra le prime immagini subacquee mai viste sul grande schermo. In apertura, sarà dedicato un piccolo ricordo a uno dei grandi maestri della storia del cinema, con la proiezione dello spot anti-rifiuti realizzato da David Lynch nel 1991 per il Department of Sanitation della città di New York.
L’edizione 2025 presenta 77 film, in arrivo da 26 Paesi e in rappresentanza di 5 continenti, che saranno proposti nelle suddivisioni ormai tradizionali del Concorso documentari, del Concorso cortometraggi e delle due sezioni non competitive “Made in Italy” e “Panorama”, e a cui si aggiungono alcune proiezioni speciali. Dalla selezione dell’edizione 2025 emergono costanti, ma anche novità della più recente produzione cinematografica green. I film in cartellone approfondiscono sia temi da tempo al centro del dibattito ambientale – i cambiamenti climatici, l’antropizzazione sempre più devastante del Pianeta, la perdita di biodiversità, le ferite inferte al territorio dallo sfruttamento delle risorse naturali, il pericolo delle pandemie – sia temi emergenti, o tornati alla ribalta, per effetto di mutazioni sempre più rapide nel quadro socio-politico internazionale, come l’energia nucleare, la conquista spaziale di altri mondi data la prevista inabitabilità del nostro, l’ecocidio come strumento bellico. Alle diverse tendenze, il Festival dedica uno spazio specifico attraverso la sezione “Panorama”, che, articolata quest’anno, per la prima volta, per temi, integra le proiezioni con panel dedicati agli immaginari eco-distopici, al rapporto tra ambiente e guerra, alla reintroduzione e al ritorno della fauna selvatica (soprattutto dei grandi predatori) in contesti oggi fortemente antropizzati.
In un momento storico in cui le emergenze ambientali, sociali, economiche si fondono in una “policrisi” sempre più globalizzata, i film proposti esplorano storie mai raccontate, offrono prospettive non sempre facilmente accessibili altrove – l’attuale panorama mediatico, social media in testa, tende a semplificare questioni complesse in brevi pezzi sensazionalistici –, amplificano le voci ai margini e ci incoraggiano a riflettere e considerare molteplici punti di vista. Possiedono una risonanza emotiva profonda: poiché sono radicati nella realtà, portano con sé un senso di urgenza e immediatezza.
La chiusura del Festival è affidata a 2073 – Ultima chiamata di Asif Kapadia (che uscirà nelle sale italiane come evento il 16, 17 e 18 giugno a cura di Filmclub Distribuzione), premio Oscar nel 2016, uno dei più interessanti documentaristi contemporanei, iscritto dal suo nuovo lavoro nella schiera, sempre più numerosa, di autori impegnati ad indagare il futuro e le sfide che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi 50 anni, con l’ascesa di movimenti politici sempre più autoritari e tecnocratici, la crisi climatica e l’inquinamento sempre più devastanti, le disuguaglianze sociali sempre più profonde e i conflitti armati sempre più diffusi.
Accanto ai film, panel, incontri e installazioni esploreranno svariati temi, dalla cucina di recupero di chef responsabili alla divulgazione della scienza attraverso lo storytelling del cinema, dai green job agli eco-musei piemontesi. Tra una performance immersiva di “cinema ambientale dal vivo” come Drowned Paradise, a Traspirazioni sonore e Food Jam Session, installazioni in grado di rivelare le nostre relazioni multisensoriali con i suoni delle piante e del cibo, sono tanti gli appuntamenti che completano un’edizione poco celebrativa e molto concentrata sui contenuti, “costruita” insieme alle numerose realtà, associazioni e istituzioni che con il Festival, in questi anni, hanno condiviso, e continuano a condividere, il desiderio e l’impegno di promuovere la consapevolezza ambientale, innescare il cambiamento sociale e proporre nuove visioni per affrontare la crescente complessità del mondo.
Francesco Del Grosso
Riepilogo recensioni per sezione dalla 28esima edizione del Festival CinemAmbiente
Concorso Documentari
Only on Earth di Robin Petré
The Town That Drove Away di Natalia Pietsch e Grzegorz Piekarski
Blame – Bats, Politics and a Planet out of Balance… di Christian Frei
Shifting Baselines di Julien Elie
Eventi Speciali
2073 – Ultima chiamata di Asif Kapadia
Made in Italy
Beyond – Lettera a chi non è andato oltre di Alex Bellini e Francesco Clerici
La montagna magica di Micol Roubini
Abele di Fabian Volti
Panorama
La cinquième Saison di Peter Brosens e Jessica Woodworth
Personale – I film di Asif Kapadia









