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The Town That Drove Away

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VOTO: 8

Chi lascia la Città Vecchia per quella Nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova

C’è quel detto popolare che vuole colui che lascia la strada vecchia per quella nuova, sapere ciò che lascia ma non ciò che troverà. Nel caso degli abitanti di Hasankeyf, città millenaria della Turchia, situata lungo il corso del fiume Tigri, nella provincia di Batman, nel sud-est dell’Anatolia, ha significato andare incontro a una vita che non era più la loro, strappati con la forza dalle proprie terre, abitazioni, attività commerciali, per quello che utilizzando una parola molto forte, ma che rende perfettamente l’idea, è stato definito un “genocidio culturale”. Coloro che vivevano nell’antico insediamento a maggioranza curda hanno visto radere al suolo e cancellare tutto ciò che di materiale e immateriale possedevano, comprese le radici, le storie e le tradizioni, perché costretti a trasferirsi in una Città Nuova a causa dell’imminente costruzione della grande Diga di Ilısu che sommergerà da lì a poco tempo quella Vecchia e altri 199 villaggi, provocando la cacciata di oltre 80mila persone.
La bellezza austera del paesaggio assiste inerme alla demolizione delle vecchie case, mentre la promessa di una nuova vita priva gli abitanti della propria identità, vittime di un ricatto politico che richiede obbedienza e sottomissione. Fra chi resiste, emergono le figure emblematiche di Burak, il barbiere locale, il quale da non sposato rischia di perdere il diritto a una casa, e di Rengin, un anziano pastore, costretto a rinunciare ai propri animali. Di tutto il loro mondo consolidato, ora fragile e destinato a essere cancellato via per sempre, rimarranno soltanto dei coraggiosi tentativi di resilienza, la memoria di ciò che è stato, i ricordi personali e l’orgoglio di un profondo senso di appartenenza e di dignità. Delle loro storie, del futuro incerto che li attende e del destino di Hasankeyf parlano Natalia Pietsch e Grzegorz Piekarski nel loro potentissimo e doloroso documentario The Town That Drove Away, presentato nel concorso della 28esima edizione del Festival CinemAmbiente.
Tra le visioni più intense e scioccanti della kermesse torinese, la pellicola del duo polacco è sicuramente una di queste, con situazioni e immagini che, pur se differenti, riportano la mente al documentario vincitore dell’Oscar, No Other Land. Filmato a più riprese, The Town That Drove Away mostra il barbaro processo di sradicamento perpetrato dal governo turco in nome di un progresso illusorio, figlio dell’interesse, ai danni della popolazione di Hasankeyf. Quello al quale si assiste è un crimine a tutti gli effetti contro il territorio e la comunità locale, che le videocamere di Pietsch e Piekarski documentano a proprio rischio e pericolo senza arretrare di un passo, anche quando le ruspe e le pale demoliscono gli edifici. Il risultato è un reportage sul campo che mostra attraverso la rigorosa osservazione degli eventi il durante e il dopo, coprendo un arco temporale di un anno in cui si consuma la transizione. Il tutto con e attraverso la prospettiva dei singoli che di quella comunità facevano parte e che ora conducono un’esistenza anonima in un altrove asettico, privo di un’identità e di una storia, un agglomerato di villette a schiera tutte uguali che non gli appartiene e per di più sotto scacco delle autorità. Ciò conferisce una dimensione intima a un dramma che è al contempo individuale e collettivo. Su questo duplice binario e sulle emozioni cangianti che accompagnano la visione gli autori costruiscono l’architettura di un’opera che è essa stessa un atto di protesta e di denuncia.

Francesco Del Grosso

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